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ROVIGOFINANZA

La professoressa che ha perso tutto. Cosa imparare dal crack della Banca Popolare di Bari

Paolo Rimbano, consulente finanziario, affronta il caso della banca pugliese. Come si può evitare il rischio di perdere tutti i risparmi di una vita

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ROVIGO - Sono stato a lungo indeciso sul contenuto dell’articolo odierno perché ci sono due temi che oggi hanno uguale urgenza. Ho scelto di parlare del caso Banca Popolare di Bari, e in particolare del caso di una cliente della banca, perché parlando con le persone ho capito che alcune cose non sono proprio chiare.

In questi giorni ha fatto notizia il caso di una professoressa della provincia di Caserta che ha investito nella Popolare di Bari 440.000 euro, 300.000 euro in azioni e il resto in obbligazioni. Perderà praticamente tutto e il vero dramma è che questo era tutto quello che aveva. Stiamo parlando di una persona che disponeva di un risparmio in grado di garantirle di raggiungere i propri obiettivi di vita (la tranquillità nella pensione, una casa per i figli, sapere di poter fronteggiare gli imprevisti), che ora non ha più. Oggi è diventata povera, lei e la sua famiglia. In fumo la liquidazione del marito e l’eredità ricevuta da alcune zie: risparmi di famiglia, storici, ora praticamente azzerati.

Da quanto ha riportato la stampa, la donna dice di essere stata consapevole solo dell’investimento di 60.000 euro in azioni. Per il resto “tutto è successo a mia insaputa. Il direttore della filiale ha avuto gioco facile con me che sono finanziariamente analfabeta”. Sarà compito della magistratura fare luce su quanto accaduto. Non è questo il punto che voglio evidenziare. Vi propongo solo alcune riflessioni.

Meno ne so e più sono costretto a fidarmi. Questo vale per tutti gli aspetti della nostra vita. L’essere “finanziariamente analfabeta”, non avere un’adeguata educazione finanziaria, ha portato questa donna ad essere debole, potenziale vittima di chi poteva abusare della sua fiducia. Qualcuno potrà dire che è stata una sprovveduta, ma la verità è che è solo una dei tanti italiani che ogni giorno fanno la stessa cosa: ripongono la loro cieca fiducia in banche e persone perché dei temi finanziari non sanno praticamente nulla, sperando di non avere sorprese. E se le sorprese arrivano, difficile che a rispondere siano le banche e le persone coinvolte.

L’educazione finanziaria è la prima, importantissima, forma di tutela del proprio risparmio. Non serve diventare esperti. Già le basi sono importanti. In questo caso bastava la prima regola che abbiamo visto nel secondo articolo di questa rubrica: diversificare. Bastava non riporre tutte le uova (e la fiducia) in un unico paniere, avendo più relazioni con persone che potevano mettere in guardia sui rischi. Sarebbe stato un problema perdere 100.000 euro, ma meno che perdere tutto. Una regola semplice che può in questo caso cambiare una vita, da tranquillità a povertà. Ce lo dicono tutti eppure come italiani continuiamo a non farlo; incontro ancora persone con risparmi assolutamente non diversificati.

Vorrei chiarire ancora un punto in merito alla diversificazione che vedo non essere per tutti chiaro. Posso diversificare anche se sono in una banca sola, non devo necessariamente avere più banche. Dipende tutto da cosa detengo nell’unica banca che ho. In questo caso il problema è legato al fatto che alla signora erano state proposte unicamente azioni e obbligazioni della banca, dove il rischio era concentrato sulla banca che, come sappiamo, è andata in difficoltà. Se il funzionario della banca le avesse proposto altre soluzioni, ad esempio fondi di investimento od obbligazioni di altri emittenti, la signora avrebbe ancora i suoi soldi nonostante i problemi della banca.

Mi piacerebbe chiedere a questa signora in chi ha riposto la propria fiducia, nella banca o nella persona che l’ha seguita. Altro aspetto fondamentale. Pensate alle vostre relazioni bancarie e chiedetevi se state dando fiducia ad una banca o ad una persona, quella con cui vi relazionate. Nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è che state dando fiducia alla banca, avete scelto la banca e non la persona. Lo so perché ho un’esperienza quasi ventennale nel settore e in Italia, storicamente, il cliente è fedele alla banca, che periodicamente e anche molto di frequente gli cambia le persone con cui entra in relazione. E’ fondamentale scegliere la banca giusta, ma non è forse ugualmente importante scegliere anche la persona giusta? Per un serio problema di salute penso non scegliereste il primo medico che vi capita, ma probabilmente un professionista affermato, specialista in quello che vi serve. E scegliereste la persona, che probabilmente opera in un’ottima struttura perché i professionisti migliori operano nelle strutture migliori. Perché nelle scelte finanziarie deve essere diverso? Vi consiglio di iniziare a dare più peso alla scelta della persona, perché quasi sempre sono le persone che fanno la differenza. Se questa signora avesse trovato una persona diversa, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente.

Nel primo articolo del 2020 parlerò di un altro tema che rischia di minare la fiducia risparmiatore-banca, per cui non perdetelo.
Nel frattempo auguro di cuore alla professoressa di Caserta di uscire dall’incubo che sta vivendo, e a tutti voi un Buon Natale e un 2020 ricco di ciò che vi rende davvero felici. 

Paolo Rimbano

Articolo di Domenica 22 Dicembre 2019

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