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LAVORO

Nuovi meccanismi di sfruttamento

Le trasformazioni della logistica in Polesine e Bassa Padovana monitorata costantemente da Filt Cgil Veneto e Rovigo e Cgil Rovigo. C’è preoccupazione

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ROVIGO - La logistica e la movimentazione delle merci negli ultimi dieci anni hanno acquisito fette sempre più importanti di mercato, ed hanno visto un aumento esponenziale degli occupati. 

Molto spesso l'acquisizione di queste fette di mercato e l'aumento dell'occupazione sono state caratterizzate per la forte precarietà dei lavoratori occupati, con lo scopo di comprimere i costi e scaricare il rischio di impresa sui lavoratori: a tal fine non si è badato ad abusare del meccanismo degli appalti e dei subappalti con l'utilizzo molto spesso di finte cooperative. 

Nei giorni scorsi dati forniti dall'Inps e dall'agenzia delle entrate hanno certificato come la più alta for-ma di evasione di alcuni istituti come l'Iva ed i contributi avvengono nel settore della cooperazione ed in particolar modo della logistica. 

L'attività della Filt Cgil negli ultimi anni, è stata sempre orientata al superamento di questi nuovi meccanismi di sfruttamento; la rottura del meccanismo dei subappalti e dei continui cambi d'appalto che riportano costantemente e continuativamente i lavoratori in una situazione di precarietà perdendo ogni volta i diritti acquisiti, è divenuta un elemento urgente e prioritario. 

In queste ore ed in questi giorni nel territorio polesano e nella bassa padovana, dove sono impegnati molti lavoratori provenienti dal rodigino, si sono sottoscritti anche a fronte di ore di sciopero, accordi sindacali che sono andati in questa direzione. 

“Il passaggio dei lavoratori dalla cooperativa ad una società non cooperativistica - evidenziano Romeo Barutta, segretario regionale Merci e Logistica Filt Veneto, Matteo Poretti, Segretario Generale Filt Rovigo  e Mauro Baldi, Segreteria Cgil Rovigo - ha interessato l’appalto negli impianti gestiti dalla multinazionale Geodis nei territori comunali di Villamarzana (Ro), Vescovana e Boara Pisani (Pd) ed ha riguardato circa 250 lavoratori. L'espulsione della cooperativa e l'internalizzazione dei lavoratori ha riguardato invece la multinazionale Xpo che gestisce impianti a Vescovana e Boara Pisani (Pd), e che opera per conto del cliente Dmo, dove sono impegnati attualmente negli appalti circa 120 lavoratori che, dal primo marzo 2020 transiteranno tutti senza soluzione di continuità dei contratti individuali all'interno della multinazionale, eliminando pertanto in questo caso l’appalto”. 

Elemento cruciale sul piano della garanzia di tutti gli istituti acquisiti dai lavoratori, è il passaggio diretto senza soluzione di continuità dei rapporti individuali di lavoro, procedura che è punto irrinunciabile per la Filt Cgil. 

“Altro elemento importante che è emerso anche presso l’Osservatorio della Cooperazione che si è svolto presso la sede territoriale della Itl è il fenomeno dell’alto numero di cooperative che operano nel pole-sine che non rispettano i diritti dettati dal Ccnl e che riguardano l’orario di lavoro, il non riconoscimento del lavoro straordinario, l’uso distorto dell’istituto della trasferta e l’applicazione dei salari al disotto dei minimi contrattuali. 

Sempre di più si riscontra l’applicazione del Ccnl Multiservizi invece di quello della logistica ed in alcuni casi nel settore agricolo. Tutto questo a discapito dei lavoratori e con il fine di abbattere il costo del lavoro per essere maggior-mente competitivi sul mercato e ad avere maggiori possibilità di partecipazione e di aggiudicazione negli appalti pubblici. 

Per questo motivo si rende necessaria una attività preventiva e di informazione nei confronti delle stazioni appaltanti pubbliche e di iniziative informative nei confronti delle Amministrazioni e degli Enti Pubblici per quanto riguarda i requisiti a chi verranno affidati i servizi”. 

Articolo di Lunedì 23 Dicembre 2019

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