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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

I pescatori potranno lavorare per 15 anni. La vittoria dei "cinque gladiatori" e l'appello al presidente Dall'Ara

Scaduti i termini per il ricordo al Tribunale amministrativo. "Nessuno rappresenta il territorio come i pescatori di Scardovari". I 5 consiglieri provinciali di Rovigo: frattura politica profonda con il presidente Ivan Dall'Ara ma serve ricucire

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ROVIGO - Un giorno storico per i diritti di pesca in Provincia di Rovigo, almeno i diretti interessati, i pescatori, e i cinque consiglieri provinciali che si sono battuti per la proroga della concessione per 15 anni, la pensano così. E' successo che sono scaduti i termini per il ricorso al Tar contro la proroga votata dal consiglio provinciale, stante i pareri contrari del segretario generale dell'ente Provincia, dell'avvocatura della Provincia e del presidente Ivan Dall'Ara, ma non quelli dell'avvocatura regionale o di Stato che avvallavano la posizione dei cinque consiglieri, soprannonimati dalla gente "i cinque gladiatori" o anche "i cinque eroi del Delta": Roberto Pizzoli, Francesco Siviero, Sara Mazzucato, Valeria Mantovan, Alberto Martello.


Roberto Pizzoli, il sindaco di Porto Tolle: "Vogliamo tranquillizzare i pescatori. La delibera della proroga è stata trasmessa ufficialmente al Consorzio delle cooperative e ora nessuno ha fatto ricorso al Tar contro la proroga stessa. Ci abbiamo messo del nostro e ha vinto il bene comune. Ci hanno preso in giro, 15 anni sembrava una pazzia, ma ora salvato il bene più prezioso che è il lavoro di 1500 pescatori, la questione politica rimane quella più rilevante".
A parlare delle ferite inflitte in questi mesi ci pensa Francesco Siviero, sindaco di Taglio di Po: "La cosa più folle è che si è stati vicini a distruggere una delle principali economie della provincia di Rovigo. Ringrazio i colleghi e chi ci ha sostenuto. Sono stati mesi che hanno lasciato ferite insanabili politicamente, ma il periodo dei 15 anni dati al futuro dei pescatori farà del bene al nostro territorio. Gli investimenti che potrà fare il Consorzio ricadranno giocoforza nella provincia come entità geografia".

Il solco tra presidente Dall'Ara e consiglio provinciale è profondo, "ci auguriamo tutti che il Presidente voglia arrivare ad un confronto ad ampio raggio su tutte le problematiche, per questo invito il Presidente ad incontrarci subito dopo le feste" dice Pizzoli che già a novembre aveva richiesto una verifica di maggioranza. I rapporti sono stati rovinati dalla partita "diritti di pesca", le deleghe dei consiglieri sono tutte in alto mare. "Ricordo che il presidente Dall'Ara è stato votato in virtù di un accordo politico. Barricarsi porta solo ad un inasprimento delle posizione. La nostra apertura c'è". Se il presidente Dall'Ara decidesse di dimettersi, automanticamente decadrebbe anche il consiglio provinciale, pur appartendendo i due organi elettivi a due elezioni diverse; in pratica nessuno di loro pensa accadrà, ma un avvicinamento è necessario, anche se la pace o l'armonia, lascia intendere Siviero, è tutt'altra cosa. 

Il grazie da parte di Pizzoli a nome di tutti e 5 i consiglieri, al prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca, ai rappresentanti della Regione, l'assessore Cristiano Corazzari in primis, all'ex sottosegratorio all'agricoltura del governo targato Lega-M5s Franco Manzato, alle associazioni di categoria, è sincero.

L'asse politico in consiglio provinciale non ha avuto colore politico, lo ribadisce Valeria Mantovan, consigliere di Fratelli d'Italia, in teoria in minoranza: "Il nostro è stato un atto dovuto. Nessun atto straordinario, nessun favoritismo. E' stato un atto dovuto questa battaglia per la dignità e il lavoro. Per 1500 associati, per 40 lavoratori dipendenti del Consorzio a tempo indeterminato, di cui diversi sotto i 30 anni. Abbiamo difeso il lavoro, lo abbiamo fatto e lo rifarei. Per il 2020 mi auguro maggiore sensibilità e per il territorio".
Sara Mazzucato, consigliere di Adria, dedica le sue parole per "un elogio a noi cinque che abbiamo messo da parte ogni campanilismo politico e abbiamo lavorato per il territorio e per portarne alto il nome".  Ci sono 40 permessi di pesca da liberare, ovvero 40 permessi di autorizzazione alla pesca richiesti un anno fa e non ancora concessi. "Il mondo del lavoro va rispettato - spiega Alberto Martello, consigliere del Comune di Canaro - Ora queste 40 licenze bloccate faremo di tutto per sblocarle. La gente che lavora va rispettata. Siamo stati coraggiosi ed è giusto che chi lavora abbia la sua risposta".

A spiegare bene la lettura del mancato presunto ricorso al Tar da parte della società immobiliare Delta Po o di altri è l'avvocato del Consorzio del pescatori di Scardovari Giampietro Berti. "Tutto è nato - spiega l'avvocato - da una pec arrivata in Provincia che diceva che il consorzio Scardovari era più rappresentativo del territorio. Noi sappiamo invece di rappresentare la pesca in Basso Polesine. Nessuno ha presentato ricorso al Tar (LEGGI ARTICOLO) perché non c’è nessuno che può rappresentare la pesca nel Delta come il consorzio di Scardovari. Siamo noi che possiamo rappresentare i pescatori, non ci sono altre realtà, ci siamo solo noi, noi portatori di interessi legittimi e di interessi soggettivi". Sulle 40 licenze ferme Berti è ferreo: "Il regolamento esistente è chiarissimo e il rilascio dei permessi si dovrebbe liberare". Se così non fosse si creerebbe una situazione paradossale dove il Consorzio ricorrerebbe all'autorità giudiziaria per i permessi di pesca. L'avvocato Berti assicura anche che si sta cercando di capire "chi fosse il fantomatico Consorzio di pesca nato nel Delta che avrebbe potuto avanzare rappresentatività del territorio sui diritti di pesca. Il sito web del fantomatico Consorzio è durato qualche giorno e noi stiamo appurando chi possa essere stato invitato a produrre quell'ulteriore allarmismo" (LEGGI ARTICOLO). Il ricorso al Presidente della Repubblica? "Escludo ci possa essere, non c'è il motivo: nessuno ha reclamato diritti al Tar come potrà reclamare diritti in nome della rappresentanza del territorio davanti al Presidente della Repubblica?".

Luigino Marchesini, presidente del Consorzio dei pescatori di Scardovari: "Grazie di cuore, la politica ha dimostrato che unita può fare grandi cose. I gladiatori sono loro cinque, i cinque consiglieri che ci hanno creduto. Da presidente sfortunato oggi sono diventato fortunato, un onore per la mia gente. Faremo gli investimenti sulle lagune grazie ai 15 anni di proroga per dare garanzie a media e lunga durata. Grazie anche a sua eccellenza il Prefetto, in tanti hanno partecipato ad ottenere il risultato. Mi sarebbe piaciuto ci fosse anche il presidente Dall'Ara qui con noi a festeggiare". Invece...

Articolo di Lunedì 30 Dicembre 2019

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