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COMUNE

La patria della giostra e della spesa facile

A Bergantino (Rovigo) la giovane sindaca Lara Chiccoli è chiamata a far quadrare i conti di un’amministrazione che tra sprechi e deficit non gode di buona salute 

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BERGANTINO (Rovigo) - Per il nuovo sindaco Lara Chiccoli, una giovane esordiente in campo amministrativo bergantinese, il 2020 si presenta assai impegnativo tra luci ed ombre per uno dei Comuni più dinamici da Melara a Porto Tolle, il centro polesano dello spettacolo viaggiante con un indotto di 600 posti di lavoro, accanto alla grande industria targata Vetreria Bormioli:  meno che 2.400 abitanti in un paese giovane, dinamico a livello socio-economico, atipico sul Po lombardo-veneto-emiliano.

Servizi sociali al top come il centro diurno all'avanguardia già negli anni '80 al tempo del sindaco craxiano Remo Cuoghi, che successe al socialista Giannino Rizzati, promosso assessore provinciale ai trasposti prima della bufera di Tangentopoli nel 1992. L'epoca dalla spesa facile e del Giocabriga, della nascita del museo della giostra (ora realtà nazionale), della riscoperta di Stefano Gobatti rivale di Giuseppe Verdi, del gigantesco e costoso plesso scolastico per l'istruzione primaria (dotato addirittura di piscina coperta didattica), del decollo dell'industria del luna park d e della Bormioli. La consapevolezza che la maxidiscarica legnaghese di Torretta sarebbe stata al confine veronese una bomba ecologica senza tempo all'insegna dello slogan "inquinati e rimborsati".

Nel 1993 il primo cittadino  Dc Giuliano Ferraccioli dovette dimettersi a metà mandato quando le fiamme gialle andarono in municipio a vedere i conti; a lui successe Laura Negri (stesso partito) sino al 2000 (fu impegnata in un'ardua opera di rientro di bilancio, quando fu promossa a Palazzo Celio come assessore a cultura e scuola. Poi il ritorno di Giannino Rizzati (dal Psi a Berlusconi) sino al maggio 2019, in un Comune di tradizione politica di centro-destra da sempre.

Nell'ultimo decennio il potenziamento del museo nazionale della giostra e dello spettacolo viaggiante a cura del professor Tommaso Zaghini che lo fondò, una realtà turistico-culturale di assoluto rilievo La caccia a qualsiasi finanziamento Ue, regionale, provinciale, statale e delle Fondazioni bancarie e una pioggia di soldi dello spendi e spandi per il consenso, mentre il bilancio comunale si dissestava sempre più, intanto la minoranza era una Cassandra inascoltata.

I risultati negativi si vedono oggi. Un Comune fortemente indebitato, una maggioranza coesa ma impegnata su più fronti, specie a livello contabile, questo salterà nuovamente fuori fra qualche settimana quando si andrà ad esaminare ed approvare il bilancio di previsione 2020.

I soldi buttati nell'ultimo decennio: l'approdo turistico sul Po soffocato da detriti fluviali e plastica; la torre golenale sempre a Chiavecchino uno scheletro scandaloso, così i punti luce mai accesi sull'argine; la sosta camper in area artigianale in rovina; l'area verde dietro le scuole costata nel  2010 800 mila euro, certo ampia e funzionale. Purtroppo il campo di bocce è in rovina, la base delle bici ecologiche mai partita, alcuni cartelli danneggiati, un'opera faraonica, la cui gestione ordinaria e straordinaria grava, come tutte le opere pubbliche locali, su un bilancio appesantito da mutui pluriennali gravosi. 

Certo un grande dinamismo socio-economico privato, ma un Comune che annaspa da troppi anni a livello finanziario. Sino a quando?

Articolo di Giovedì 2 Gennaio 2020

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