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CINEMA IN CENTRO

La rinascita dell’ex Odeon a Rovigo ha l’appoggio del sindaco Gaffeo

Un multisala mini con diverse salette di proiezione dove prima stavano le 4 sale del vecchio Odeon. C’è l’opportunità per il proprietario di usufruire del fondo del Mibact per la riapertura di vecchie sale e la moltiplicazione degli schermi

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ROVIGO - L’interesse c’è ed ha trovato una sponda nel sindaco Edoardo Gaffeo. Il cinema a Rovigo può ritornare in città, un sogno che è tramontato quando l’Odeon chiuse i battenti, a gennaio 2009. "Riaprire l'Odeon è un'operazione complicata, ma il cinema in centro è una necessità, e lo possono fare solo i privati. Come amministrazione comunale stiamo cercando di capire quale sia la soluzione migliore e come agevolarla con i pochi strumenti che abbiamo a disposizione" ha affermato il primo cittadino del capoluogo.

A supportarto dell’idea di riapertura c’è il piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali, previsto dalla ‘Disciplina del cinema e dell’audiovisivo’ del 2016, strumento importantissimo per un privato che voglia investire in una riapertura di sala cinematografica chiusa, ed a supporto ci sarebbe anche l'aiuto offerto dal sindaco Gaffeo che è seriamente interessato alla cosa.
11 anni dopo l’ultimo popcorn sgranocchiato 
all’Odeon davanti a Madagascar 2 (LEGGI ARTICOLO) si torna dunque a parlare concretamente del cinema in centro a Rovigo.

A proporre la riqualificazione dell’ex multisala al proprietario Luca Proto sono state diverse imprese, una in particolare si è mossa interpellando l’amministrazione comunale. Non stupisce la volontà positiva dell
amministrazione Gaffeo. 
Se ne è parlato ampiamente anche in campagna elettorale, Silvia Menon, ex candidata sindaco avversaria, ha sempre sbandierato la volontà di riportare sale da film in città. Manuela Nissotti, candidata consigliere della lista Con Gaffeo sindaco, oggi presidente di Asm Set, disse proprio queste parole: “ Intendiamo impegnare l’amministrazione a metter in campo tutte le azioni possibili e attivare tutti i canali istituzionali per agevolarne la riapertura dell’ex Odeon, anche pensando ad una sua riqualificazione polifunzionale: vogliamo far ripartire la rinascita del centro storico proprio da qui” (LEGGI ARTICOLO).

Usufruendo del fondo per il cinema e l’audiovisivo, che ha previsto 120 milioni di euro in cinque anni, per il 2020 ne sono previsti 20 milioni e 10 milioni per il 2021, è possibile la riattivazione di sale cinematografiche chiuse o dismesse, i contributi possono essere richiesti alla Direzione generale Cinema del Mibact tra il 1° febbraio e il 30 aprile di ciascun anno.


Non sarebbe riproposto il progetto del 2012, una riqualificazione e ristrutturazione dell’intera area, un mix di cinema, commercio e residenza, che avrebbe vista realizzata anche una torre alta 40 metri con ristorante panoramico all’ultimo piano, progetto dell’architetto Andrea Oliva di Reggio Emilia, che che scatenò tali e tante polemiche in città perché rovinava lo skyline di Rovigo (LEGGI ARTICOLO), tanto che il sindaco di allora, Bruno Piva, favorevole al progetto dovette fare marcia indietro. Le vecchie quattro sale, di cui una da più di 500 posti, sarebbero moltiplicate in piccole sale, anche da soli 50 posti a sedere, una sorta di mini multisala, per offrire cinema di qualità anche in centro.

Il proprietario dello stabile è propenso alla cessione in gestione del multisala. Dopo la rinascita del multisala dell’ex Cinergia, ovvero Notorious Cinemas, avvenuta un mese fa (LEGGI ARTICOLO), questa è una notizia davvero gradita ai rodigini, in tanti si sono battuti per la riapertura di un cinema in centro, tanto che l’iniziativa Cinecolenne al Censer, chiusa l’8 dicembre scorso, ha ottenuto un buon successo, pur essendo decisamente un ripiego e non in centro storico, e quindi implicando l’uso dell’auto per raggiungere le proiezioni.

La concessione di contributi a fondo perduto, ovvero contributi in conto interessi sui mutui o locazioni finanziarie, è finalizzata non solo alla riapertura di vecchie sale, ma anche alla trasformazione delle sale o multisale esistenti in ambito cittadino con l’intendo di aumentare il numero degli schermi; alla ristrutturazione e all'adeguamento strutturale e tecnologico delle sale; all'installazione, alla ristrutturazione, al rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale.”

Sembra proprio un bando cucito sul caso Odeon di Rovigo, sarebbe sciocco non approfittarne: sarebbe, finalmente, l'occasione di poter ritornare ad andare al cinema a piedi.

Articolo di Martedì 7 Gennaio 2020

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