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AGEVOLAZIONI 2020

Rivoluzione all'asilo nido: a Rovigo gratuito fino a 25mila euro di reddito Isee

La legge di bilancio raddoppia il bonus asilo nido per le famiglie. A Rovigo quasi tutte quelle dei bambini iscritti alle strutture comunali potranno godere dell'esenzione

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ROVIGO - Asilo nido gratuito fino a redditi Isee di 25mila euro. La nuova finanziaria prevede il bonus asili nido che favorisce le famiglie, un’ottima notizia per le famiglie rodigine con bambini dell’età 0-3 anni. Sostanzialmente a Rovigo fino all’Isee familiare di 25mila euro sarebbero comprese quasi la totalità delle famiglie dei 150 bambini iscritti agli asili nido comunali: i 71 del Buonarotti, i 50 del nido Bramante, i 16 posti dell’integrato di Buso e i 12 dell’integrato nido Sant’Antonio.

Il Comune di Rovigo sta facendo una ricognizione con i propri uffici per comprendere come inciderà la nuova versione della tariffa, che dovrà essere anticipata dalla famiglia, ma poi verrà rimborsata dall’Inps per 11 mensilità fino a 3mila euro.

Piccole differenze di tariffa potrebbero esserci a seconda se le famiglie usufruiscono o meno della maggiorazione per l’orario prolungato, ma ad un primo controllo i rimborsi permessi dalla Finanziaria superano la tariffa dei 270 euro al mese che la maggior parte delle famiglie paga al Comune di Rovigo. E anche per chi paga la retta massima di 360 euro al mese la riduzione a questo punto è sostanziosa. Fino a 2.500 euro l’anno per i nucleo familiari con modello Isee di valore compreso da 25.001 e 40.000 euro; 1.500 euro per i nuclei familiari con modello Isee di valore superiore a 40.000 euro.

Il sindaco Edoardo Gaffeo assicura che entro la prossima settima l’amministrazione comunale avrà deciso come operare e come dovranno muoversi le famiglie. Anche il Comune di Rovigo è determinato nel garantire più servizi alla prima infanzia.

“Il mio auspicio - conferma l’assessore e vicesindaco Roberto Tovo - e che come Comune riusciamo ad incrementare i servizi senza gravare sulle famiglie. Sui servizi da incrementare c’è solo l’imbarazzo della scelta: da un lato potremmo aumentare i posti nei nidi comunali come implementare l’attività complementare. Oppure anche offrire servizi integrativi: stiamo valutando l’ipotesi di servizi occasionali domiciliari in caso di malattia del bambino, ci sono esperienze di questo tipo in altri comuni capoluogo”.

Lo scorso dicembre è stata approvata la graduatoria per la collocazione dei bambini negli asili nidi comunali. Sono rimaste in lista d’attesa, quindi inevase, una decina di richieste.
Articolo di Martedì 7 Gennaio 2020

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