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CONSORZIO DI SVILUPPO POLESINE

Potrebbe partire già a gennaio la procedura di liquidazione di Consvipo

Il presidente della Provincia Ivan Dall'Ara, forte del 46% delle quote, cerca la maggioranza assoluta per avviare la chiusura dell'Ente alla prossima assemblea soci prevista per il prossimo 20 gennaio

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ROVIGO - La liquidazione di Consvipo partirà dall'assemblea dei soci che potrebbe essere convocata il prossimo 20 gennaio 2020, ma non sarà una cosa semplice anche se l'orchestra diretta da Ivan Dall'Ara è già pronta a suonare la messa da Requiem sul consorzio. L'assemblea verrà indetta dal presidente della provincia Ivan Dall'Ara, in qualità di presidente dell'assemblea dei soci, dopo la destituzione di Francesco Siviero (LEGGI ARTICOLO) ed all'ordine del giorno, oltre alla nomina obbligatoria del consiglio di amministrazione del Consorzio, sarà chiesto di deliberare per la cessazione del Consorzio.

Durante il periodo della liquidazione Dall'Ara ha tutte le intenzioni di nominare un nuovo cda a tre componenti, su cui nomi non fa alcuna anticipazione, e di rinnovare il contratto di lavoro al direttore del Consorzio, l'avvocato Giuseppe Moretto. Nel frattempo in Consorzio sono comininciati i problemi di liquidità ed è diventata urgente la necessità di accompagnare i lavoratori dipendenti verso all'assorbimento in nuovi enti pubblici. 

Ottenuto il via libera dalla maggioranza dell'assemblea dei soci (la Provincia da sola detiene il 46% delle quote consortili) alla delibera di scioglimento di Consvipo del prossimo 20 gennaio ci sarà il passaggio nei singoli consigli comunali di tutti i 50 soci, ma è un passaggio pro-forma visto che, ancora, servirà la maggioranza assoluta, ovvero la medesima maggioranza assembleare. I tempi si preannunciano comunque lunghi, "ma non biblici" afferma Dall'Ara pensando ad alcune partite da chiudere, ottimisticamente entro 12 mesi. "Per avviare la cessazione serviranno un paio di mesi - spiega il direttore Moretto - poi partirà la liquidazione con gli immobili da vendere e partecipazioni da sciogliere". 

"Questa è la volontà della maggioranza dei soci " spiega Dall'Ara. "D'altra parte non saremmo in questa situazione se la volontà fosse stata un'altra. Tutti bravissimi a ritenere che era meglio non liquidare il Consvipo, sembrava ci fosse la coda, ma quando si è trattato di firmare un pezzo di carta per l'acquisto delle quote della Provincia, suddivise tra i vari Comuni, nessuno lo ha fatto. Eppure era stata questa la procedura scelta dai soci per ben due volte".

Articolo di Mercoledì 8 Gennaio 2020

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