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GRANDI MOSTRE

Le edizioni secolari dell’Accademia dei Concordi e della biblioteca del Seminario per Visioni dell'Inferno

Dal 28 febbraio a Palazzo Roncale non solo le illustrazioni di Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brad, ma anche le edizioni secolari della Divina Commedia messe a disposizioni dai due enti culturali di Rovigo

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ROVIGO - “Visioni dell’Inferno”, la grande mostra che Palazzo Roncale, a Rovigo, si appresta ad accogliere, si arricchisce di una serie di tesori bibliografici concessi dall’Accademia di Concordi e dalla Biblioteca del Seminario Vescovile della città. "Visioni dell’Inferno”, che aprirà i battenti il 28 febbraio e resterà al Roncale sino al 28 giugno, illustra l’Inferno dantesco attraverso le opere di tre grandi artisti stranieri, uno per ciascuno degli ultimi tre secoli: Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brad.

Ma Palazzo Roncale offre al pubblico un insieme di attività espositive e non, riunite nel progetto “La Quercia di Dante”. La rievocazione della storia della Grande Quercia, innanzitutto. Con una ampia esposizione accolta dall’androne monumentale del Palazzo, mentre negli ampi spazi espositivi della storica sede, sarà allestita la mostra “Visioni dell’Inferno”. 

Contestualmente, il piano nobile propone, naturalmente in vetrine ad alta sicurezza, alcuni dei tesori bibliografici dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile, riferiti alla Commedia dantesca.
Si tratta di edizioni di pregio assoluto, veri capolavori scelti tra i molti esemplari delle opere del Poeta conservate nelle due istituzioni rodigine. La raccolta di “Divine Commedie” orgoglio dei Concordi è di particolare pregio. Già nel 1865, in occasione de centenario della nascita del Poeta, Giovanni Durazzo aveva catalogato l’impressionante sequenza di edizioni.
Per questa mostra, gli Accademici hanno selezionato il meglio del meglio, il fior fiore delle loro edizioni dantesche. Ad essere proposti all’ammirazione del pubblico sono infatti esemplari preziosi per la storia della tipografia veneziana, insieme a edizioni interessanti per il corredo iconografico o per l’importanza del commento. 

Il percorso si apre con l’edizione del 1512 stampata a Venezia dallo Stagnino e commentata da Cristoforo Landino, per continuare con uno splendido esemplare del 1564 pubblicato, sempre a Venezia, da Sessa. Si tratta di un’edizione riccamente illustrata: il ritratto di Dante, che compare sul frontespizio in elaborata cornice a volute con figure alate, è ispirato al Dante del Vasari ed è fortemente caratterizzato anche in alcuni particolari dell’abbigliamento. 

Per quanto riguarda il Seicento, secolo in cui si realizzarono poche stampe dedicate a Dante, la mostra porta all’attenzione un’edizione del 1696, stampata a Venezia nella tipografia dell’Albrizzi. L’opera contiene 89 xilografie, di cui 3 a piena pagina. Secondo quanto afferma il Melzi nel suo Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani, “le figure in legno sono tratte dall’edizione di Dante del Marcolini del 1544”.  
A metà Settecento, nel pieno risveglio di un´editoria raffinata, amante delle belle tavole eseguite secondo il gusto dell´epoca tra l´arcadico e il teatrale, lo stampatore Zatta (1757) dedicò al poema dantesco una notevole edizione con incisioni di Giuliano Giampiccoli.

Ma è nell´Ottocento e nel Novecento che si passa dalla semplice illustrazione del testo dantesco alla sua interpretazione da parte di artisti che, nello stile del momento, traggono ispirazione dall’inesauribile ricchezza della sorgente dantesca, per dare espressione alla loro sensibilità. Un’edizione romana degli inizi del XIX secolo annovera tra gli autori delle illustrazioni lo scultore inglese John Flaxman e l’incisore e stampatore italiano Tommaso Piroli. Conclude l’opera una tavola raffigurante una “Sentimental conversation” realizzata da Francesco Bartolozzi e Francisco Vieira.

Altrettanto attentamente selezionate anche le tre edizioni della Commedia proposte dalla Biblioteca del Seminario Vescovile.
Si tratta in primis della ‘rinascimentale’ Commedia di Dante Aligieri con la nova espositione di Alessandro Velutello, una preziosa edizione veneziana del 1544 nella quale il Velutello commenta la Commedia in aperto contrasto con gli studi precedenti privilegiando una spiegazione più aderente e fedele al testo che mette la narrazione del viaggio dantesco in primo piano; il testo è arricchito da 87 splendide xilografie.

La seconda edizione del Seminario che sarà presentata in mostra La Divina Commedia di Dante Alighieri, stampata a Padova nel 1727, va segnalata per l’eleganza della stampa, la correttezza dei testi e per la ricchezza dell’apparato di indici e di note storiche. All’edizione padovana appena citata si rifà, per il testo l’esemplare di quella fiorentina pubblicata tra il 1817 e il 1818. La ‘Magnifica edizione’ - come fu definita - venne stampata in numero limitato di esemplari e dedicata al Canova; è corredata da splendide incisioni in rame di gusto neoclassico.

Il progetto è di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo, Accademia dei Concordi, Parco Regionale del Delta del Po Veneto (Riserva della Biosfera Mab Unesco), Comune di Ariano nel Polesine, insieme ad altre istituzioni territoriali e nazionali.
 

 

 

 

Articolo di Lunedì 13 Gennaio 2020

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