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RUGBY

Menni, il grande ex

Conto alla rovescia per la finale di Coppa Italia tra FemiCz Rovigo e Petrarca Padova, Andrea Menniti-Ippolito, il mediano d’apertura dai piedi magici, affronta il match con la maturità giusta. Lunedì, come ogni allenamento, 50 minuti dalla piazzola

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ROVIGO - E’ cominciata la prevendita per la finale di Coppa Italia, è il primo trofeo di stagione, e al Battaglini alle 15 di lunedì 13 gennaio c’erano già dei tifosi davanti agli uffici di viale Alfieri, in attesa di acquistare il tagliando (prezzo 10 euro). LEGGI ARTICOLO SULLA PREVENDITA

Una sfida storica, una finale è sempre una finale, e quella di Coppa Italia la FemiCz Rovigo non l’ha mai vinta. Una sfida che fa parte della storia ovale d’Italia contro un avversario di rango, il Petrarca Padova di Andrea Marcato. Basta ed avanza per scaldare i cuori dei tifosi rossoblù anche in amichevole, figurarsi se c’è qualcosa in palio. Tralasciando la finale del 2011 in campionato, una giornata che dal calendario di Rovigo è stata cancellata (28 maggio, ndr), quella di sabato 18 gennaio (calcio d'inizio ore 15) potrebbe essere una parziale rivincita, e tra i protagonisti ci sarà un padovano doc, ma con la maglia rossoblù.

Mediano d’apertura dalle doti balistiche indiscusse, “Menni” a Rovigo ha già conquistato il pubblico, non solo per la classe dimostrata in campo, ma soprattutto per i comportamenti. Il suo passaggio nell’altra sponda dell’Adige in altri tempi avrebbe fatto parecchio rumore, ma nell’era moderna non è “peccato” cambiare maglia. E’ cresciuto nelle giovanili del Rubano alle porte di Padova “il campo più facile da raggiungere da casa mia”, con cui ha esordito in Serie A. Per sette stagioni ha indossato la maglia tutta nera del Petrarca Padova, non una. Lo scudetto contro il Calvisano da protagonista nel 2018 allo stadio Plebiscito nell’album dei ricordi, 696 punti con il Petrarca, 132 presenze, a Rovigo Andrea Menniti-Ippolito si è presentato già con delle credenziali da top player

Doppio allenamento per i Bersaglieri lunedì 13 gennaio, 50 minuti suppletivi dalla piazzola per Andrea Menniti-Ippolito “Lo faccio tutti i giorni - ammette il regista rossoblù - preferisco 40-50 minuti tutti i giorni per avere maggiore confidenza con il gesto tecnico, piuttosto di lunghe sedute”.

Andrea Menniti-Ippolito
L'esultanza di Andrea Menniti-Ippolito
Andrea Menniti-Ippolito
Andrea Menniti-Ippolito con la maglia del Petrarca Padova
Andrea Menniti-Ippolito man of the match premiato dal patron Zambelli
Andrea Menniti-Ippolito
Andrea Menniti-Ippolito
Il primo giorno di Andrea Menniti-Ippolito al Battaglini accolto da capitan Ferro
Andrea Menniti-Ippolito
Andrea Menniti-Ippolito

Gli è mancata solo la Nazionale maggiore (5 le presenze nell’Italia Emergenti), ora punta alla vittoria in campionato con la FemiCz Rovigo, cosa che non è riuscita ad un altro grande ex, il mediano di mischia Alberto Chillon tornato a Padova, senza dimenticare Simone Ragusi, che in rossoblù ha giocato una stagione (2013-2014). “Con Brunel sono stato convocato in vista della preparazione di un Sei Nazioni - spiega Menniti - Ippolito, ma ero forse troppo giovane all’epoca, a 23-24 anni mi è mancata la solidità mentale che ho maturato ora, una continuità di rendimento, quella che mi avrebbe permesso di fare il salto di qualità. Quelli sono treni che passano una volta sola”. Qualche minuto in qualità di permit player con il Benetton Treviso nei Pro, poi tanto campionato.

Dormirà a Padova anche questa settimana “Per studiare meglio l’avversario”, ma a parte gli scherzi, il mediano d’apertura è consapevole che sarà nel mirino dei tuttineri “Mi conoscono molto bene, ma la cosa è reciproca. Sanno cosa aspettarsi, però abbiamo un sistema offensivo di squadra che è performante, starà a noi metterlo in pratica”.

Nessuna paura di affrontare il suo passato con una maglia (la numero 10) che a Rovigo pesa come un macigno “Sapevo che prima o poi doveva capitare - spiega con estrema tranquillità Andrea Menniti-Ippolito - personalmente non cambia nulla, che sia una finale o una partita di campionato i match li preparo come al solito. Penso che se lavori bene in settimana, la prestazione è una logica conseguenza”.

A Rovigo quando c’è il derby è la settimana “Santa”, lo sguardo di Edo Lubian prima del match dà la dimensione di cosa significhi per un rossoblù purosangue affrontare il Petrarca. Non è una partita, è una guerra di nervi, di astuzie e abilità, ma soprattutto di fame. Menniti-Ippolito si è calato bene nella parte, se da Padova è arrivato con la fama di “principino”, a Rovigo ha fatto vedere già di avere anche gli attributi “Cambiare ambiente dà nuovi stimoli, la società ci mette in condizione di lavorare al meglio, l’inserimento in squadra non è stato difficile, un bel gruppo, ho capito subito come viene vissuto il rugby in questa città”.

Il Petrarca, come la FemiCz Rovigo (attuale capolista in Top12), è una squadra che ha grosse ambizioni in campionato, in Coppa Italia la finale era quasi scontata, visto che il Calvisano disputa la Challenge cup ed è fuori dai giochi. Una squadra ben attrezzata quella di Marcato, che avrà quasi tutti i giocatori disponibili “Hanno ottime individualità, sia davanti, che dietro - ammette Menniti-Ippolito - e parecchi giocatori che nell’uno contro uno sono in grado di fare la differenza come Ragusi, Fadalti, Leaupepe. Se hanno spazio ti fanno male, ma è tutta la rosa del Petrarca che è molto performante, come gli anni scorsi”. Come nell’anno dell’ultimo e recente scudetto (2018), lo stesso che ha vinto da protagonista il mediano d’apertura rossoblù. Il grande ex.

Giorgio Achilli

 

Articolo di Lunedì 13 Gennaio 2020

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