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AMPLIAMENTO PALAZZO DI GIUSTIZIA

Nuovo tribunale, nessuna ufficialità ma la soluzione sembra l'ex Maddalena

Il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo dopo l'incontro tenutosi a Roma al ministero di Giustizia spiega il piano A e il piano B. L'ampliamento sull'ex carcere di via Verdi ha tutto l'aspetto di essere una richiesta che arriva fuori ogni tempo massimo

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ROVIGO - Il trasferimento del carcere minorile all’ex carcere di Rovigo di via Verdi è alla fase di progettazione esecutiva. Cioè ha già superato tutti i passaggi precedenti: fattibilità, progetto di massima, bando. La progettazione definitiva ed esecutiva per 721mila euro è stata affidata da bando dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia alla 3ti progetti Italia ingegneria integrata spa ancora a fine 2018. Sarà possibile bloccare questo processo sanando costi già impegnati ed eventuali penali?

Questa il senso della domanda posta dal sindaco Edoardo Gaffeo al tavolo tecnico che si è tenuto al ministero di Giustizia a Roma ieri 15 gennaio alla presenza di diversi funzionari ministeriali (LEGGI ARTICOLO). Al tavolo non c’è stata una risposta. A darla sarà a brevissimo, entro gli inizi di febbraio, il Dap, Dipartimento amministrazione penitenziaria, e sarà una risposta definitiva. 

Il futuro, o meno, del carcere minorile in via Verdi è cruciale nella partita del nuovo tribunale di Rovigo perché è proprio in quello stabile che andrebbe ampliato l’attuale palazzo di giustizia secondo il piano A del Comune di Rovigo e anche del presidente del tribunale Angelo Risi. Piano A che non è stato comunicato nei tempi consoni dal momento che è dal 2017 che Provveditorato interregionale per il Veneto del Ministero delle infrastrutture e trasporti si sta occupando di via Verdi per il trasferimento della casa circondariale per minori. “Ma prima c’era qualcun altro in Comune e poi ci sono stati due cambi di governo che hanno comportato ad un conseguente cambio di referenti all’interno dei Ministeri” spiega Gaffeo. 

Inevitabile l’opzione B: il tribunale all’ex ospedale Maddalena della Commenda, il cui progetto di recupero, nell’ambito del bando periferie della presidenza del Consiglio dei ministri, è in valutazione alla commissione tecnica per l’aggiudicazione del contributo da 13,5 milioni di euro dal momento che è stato rimodulato. I segnali di positività per l’affidamento del contributo al comune di Rovigo non mancano (LEGGI ARTICOLO), quindi il piano B potrebbe davvero diventare un concreto piano A nel giro di qualche settimana.

Il sindaco Gaffeo spiega le cose senza scomporsi, ma si ha l’idea che sappia benissimo quale sarà l’epilogo e che prenda tempo. Da una parte per avere davvero delle risposte ufficiali e dall’altra per far passare come inevitabile l’opzione tribunale al Maddalena, invisa all’ordine degli avvocati, ai commercianti del centro e contraria alla operazione di raccolta firme promossa dalla propria lista civica in campagna elettorale per mantenere il tribunale in centro, e la Commenda non è un quartiere del centro storico.

Sotto questo punto di vista diventa illuminante la lettura della nota stampa del ministro veneto Federico D’Incà, tra gli artefici dell’incontro avvenuto ieri, che pur non indicando quale sarà il sito del nuovo tribunale chiude dicendo “è soprattutto un risultato importante per la città di Rovigo che vedrà la riqualificazione e la valorizzazione di una parte del suo territorio". Frase che calza a meraviglia con il recupero dell’ex Maddalena nel quartiere Commenda.

La questione a questo punto è sostanziale: perché il Comune di Rovigo dovrebbe acquistare un immobile da un privato spendendo milioni di euro per poi "offrirlo" in uso al Ministero sotto forma di spazio per il nuovo tribunale?
La risposta del sindaco Gaffeo alla domanda lascia intendere che l'offerta ci sia già stata, forse ieri: "nel caso verremmo indennizzati".

Articolo di Giovedì 16 Gennaio 2020

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