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CSA ADRIA

La presidente Sandra Passadore finisce il mandato con la costruzione di una nuova struttura

Terminata la seconda fase, di quattro, di lavori per la messa in sicurezza della casa di riposo si procede alla realizzazione di un fabbricato per consentire lo spostamento degli ospiti durante la terza fase di ammodernamento

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ADRIA – Prende il toro per le corna la presidente del Csa di Adria Sandra Passadore, affermando fin da subito, senza riserve, di consegnare l’ente assistenziale di Riviera Sant’Andrea in condizioni esemplari di bilancio, senza alcun aumento delle rette da anni, con importanti lavori di adeguamento in termini di sicurezza e benessere per la struttura vecchia e poco funzionale, e soprattutto con personale contrattualmente inquadrato in maniera corretta, senza esternalizzazioni di servizi, interamente pubblico per svolgere servizio pubblico.

Per quelle che ha definito false notizie, strumentalizzazioni e bugie finalizzate all’ottenimento delle proprie dimissioni, mai arrivate, la presidente Passadore ha cominciato il proprio intervento in consiglio comunale dall’ultimo controllo effettuato al Csa dalle autorità ispettive.


“In data 3 gennaio 2020 presso il Csa agenti del Nas hanno effettuato una visita ispettiva – senza alcun tipo di preavviso – registrando quanto riportato nel verbale allegato. Ritengo tale documento proveniente da soggetto terzo, indipendente e con effettivi poteri ispettivi, un’utile testimonianza della bontà dei servizi erogati dalla struttura nonostante la trasformazione, in termini competitivi e di richieste dei fruitori del servizio, del contesto territoriale, la riduzione delle risorse di origine pubblica, le mutate esigenze logistiche nel corso dell’ultimo quinquennio”.
“I contenuti positivi del verbale dei Nas non equivale ad una promozione senza riserve dei servizi offerti che, in prima battuta, devono soddisfare le aspettative dei residenti”.
 
“Una recente rilevazione della soddisfazione dell’utenza – al netto delle opinioni dei “familiari per professione” inclini alla polemica ideologica e personale – ha registrato una adesione degli utenti pari al 55% e la percezione di un servizio assistenziale sostanzialmente buono, ma di cui non ci si può accontentare, se si aspira a poter continuare a competere in un “mercato” che sta rapidamente ampliando e diversificando l’offerta di servizi.

L’interesse alla partecipazione – sempre al netto dei familiari per professione, schierati ideologicamente e per interessi estranei al miglioramento delle attività di assistenza – non si è mai dimostrato eccessivo: per 2 volte nel corso degli ultimi tre anni è stata promossa la consultazione dei familiari per costituire il “Comitato dei familiari e degli ospiti”, senza che tuttavia fosse raggiunto il numero minimo di aderenti richiesto da Regione Veneto per garantire una minima rappresentatività. Il Comitato dei familiari degli ospiti appare una modalità di rappresentazione delle istanze dei residenti ormai superata, stante che presso il Centro Servizi le richieste vengono raccolte e trattate a livello individuale e non in forma aggregata, poco attenta dell’identità e delle esigenze dei singoli”.

Il rammarico di Passadore è per non essere riuscita a realizzare una nuova casa di riposo, sicura, funzionale, confortevole, che avrebbe risolto in modo definitivo le criticità non solo in materia di prevenzione incendi del complesso sito in Riviera Sant’Andrea.
“Con grande rammarico, e nostro malgrado – ha affermato la presidente del Csa - nel corso dell’anno 2017 abbiamo rinunciato al progetto e restituito 5.000.000 di euro che Regione Veneto aveva assegnato per l’intervento, oltre ai 2.000.000 che Ater Rovigo aveva messo a disposizione, oltre ad un terreno di sua proprietà di fronte all’area commerciale al di là del ponte di via Chieppara. La vicenda è nota; chi ha voglia può andare a rileggere i documenti prodotti in abbondanza dal Csa e gli accordi già firmati tra Ater, Comune di Adria e Csa, e potrà riflettere sulla miopia di quanti si opposero a quella soluzione”.

Dalla relazione consegnata ai consiglieri da Passadore quanto realizzato nell’ultimo quinquennio presso il Csa riguarda l’adeguamento della casa di riposo alla normativa di prevenzione incendi, gli investimenti per il benessere abitativo, le manutenzioni ordinarie, i nuovi impianti realizzati.

Il Centro servizi anziani di Adria opera in deroga alla normativa in materia di prevenzione incendi in quanto privo di Cpi, ma sta rispettando quanto concordato con il comando provinciale dei vigili del fuoco adeguando tutta la struttura in quattro fasi così fissate: fase 1: entro il 24 aprile 2016; fase 2: entro il 24 aprile 2019; fase 3: entro il 24 aprile 2022; fase 4: entro il 24 aprile 2025.

Sono stati già realizzati lavori di sopraelevazione del corridoio di collegamento tra Casa serena e la struttura centrale del Csa di Adria, ultimati nel corso del 2012; lavori di rifacimento dell’impianto idrico antincendio del Csa di Adria, ultimati nel corso del 2014; lavori di adeguamento per completamento compartimentazione scale interne di tipo protetto e n.2 scale esterne al Centro servizi anziani, ultimati nel corso del 2018.

Nel contempo, sono state avviate le attività dei “Lavori di adeguamento antincendio” tramite l’avvio, nel corso del 2018, della procedura di individuazione del professionista cui affidare la progettazione esecutiva, direzione dei lavori, contabilità e coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori antincendio. La procedura si è conclusa a gennaio 2019, con l’incarico all’arch. Angiolini di Trieste, in Ati con l’Ing. Pippan.

Entro la scadenza di aprile 2019 sono stati realizzati: lavori di rifacimento impianto di trasporto del gas (metano uso riscaldamento, cucina, lavanderia) con adeguamento locale centrale termica, cucina, lavanderia e gruppo elettrogeno; Lavori di Verifica del corretto funzionamento di tutti i componenti dell’impianto di rivelazione ed allarme Incendio (IRAI); lavori di adeguamento locali adibiti a depositi di materiale infiammabile; esecuzione calcolo analitico di certificazione di resistenza al fuoco di solai e pareti della struttura.

I lavori della seconda fase sono stati ultimati ed è in fase di preparazione la Scia per l’avvio della terza fase con scadenza 24 aprile 2022.

Di concerto con i Vigili del fuoco, considerato che le imminenti lavorazioni riguarderanno ambienti e impianti collocati all’interno dei nuclei del Centro servizi e che non potranno essere svolte in presenza di anziani residenti e/o lavoratori, il Csa, su indicazione dei progettisti, ha individuato nella costruzione di un nuovo fabbricato in adiacenza alla struttura, spostandovi i residenti di un nucleo almeno per il tempo necessario allo svolgimento dei lavori, l’unico percorso fattibile per procedere all’adeguamento".
 
Articolo di Giovedì 16 Gennaio 2020

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