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ENTI TERRITORIALI

"Il presidente Dall'Ara, senza un programma, porta la Provincia di Rovigo alla deriva"

Giuseppe Traniello Gradassi, segretario provinciale del Pd, stigmatizza paradossi, problemi, soluzioni mancate, scelte sbagliate operate dal numero uno di Palazzo Celio. Da ultime le posizioni sui diritti esclusivi di pesca e su Consvipo

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ROVIGO - E' al vaglio per la conferibilità dell'incarico di amministratore in Consvipo la terna di nomi per il Cda proposta dal presidente Ivan Dall'Ara all prossima assemblea dei soci del 20 gennaio. Compare l'avvocato veneziano Mario Barioli, specializzato nel campo del diritto amministrativo e consulente, fra gli altri, di Ecoambiente, Veneto Acque, Polesine Acque e Consorzio Venezia Nuova, come presidente, da Monica Nale, commercialista, ex consigliera comunale di Forza Italia sotto l'amministrazione di Bruno Piva e già revisore in Asm Set, come vicepresidente, e dall'avvocato Antonio Valente dello studio Zarbo e Zanussi.

L'attacco del segretario provinciale del Partito democratico di Rovigo, Giuseppe Traniello Gradassi, all'operato di Ivan Dall'Ara come presidente della Provincia è durissimo e senza sconti. In una lettera aperta Traniello si chiede quale sia lo scopo di Dall'Ara, a cosa sia finalizzata la sua condotta che porterebbe, secondo Traniello, al disastro.
"A fronte del forte attivismo e dell’impegno profuso dal presidente della Provincia Ivan Dall'Ara nel tentare di ridurre, demolire o perlomeno contrastare tutto quello che di polesano funzionante o meno esiste, vedi “diritti esclusivi di pesca” e “Consvipo”, vorrei capire e sarei curioso di conoscere il suo reale programma e che cosa significhi per lui l’ente Provincia perché non mi risulta che cotanto disastro sinora dimostrato sia mai stato dichiarato o programmato negli atti, visto che poi il programma che ha portato alla votazione non del Presidente ma della lista condivisa per il consiglio provinciale era quello di Francesco Siviero e non il suo.

E’ inutile autoassolversi dicendo che erano vicende che ha ereditato dal predecessore Marco Trombini, è certo che come ha tentato di concluderle (diritti esclusivi di pesca) o le ha malamente concluse (lodo perso con il Consvipo) senza equilibrio, sono sua piena responsabilità e scelta in quanto soluzioni diverse più serie e meno impattanti che salvaguardavano comunque l’Ente Provincia erano presenti. Fare il Presidente poi senza reali motivi di cogenza di un ente in contrasto con l’altro dichiarando di fare gli interessi di entrambi è un paradosso mediatico, etico e forse giuridico.
In questo si introduce la pretesa di “legalità, regolarità“ tanto sbandierata nelle vicende precedenti con invio degli atti che riguardavano suoi consiglieri provinciali a tutti gli enti di controllo.
Infatti ora, perso il lodo e condannata la Provincia al pagamento del dovuto, venendo meno disinvoltamente ai doveri della tempistica statutaria, non nomina direttamente il cda di Consvipo delegando la responsabilità di sanare il tutto all’assemblea dei soci con i Sindaci dove però è proprio la Provincia che detiene il 45% delle quote, in quanto probabilmente se nominasse direttamente portando a ratifica, come dovrebbe essere, il paradosso sarebbe ancora più evidente.
Quindi ripeto la domanda, visto che non è assolutamente di interesse pubblico quanti cellulari o tablet l’Ente Provincia assegna in uso al presidente Dall’Ara, qual è il vero programma del Presidente della Provincia?

Imputare velatamente all’ex presidente di Consvipo Guido Pizzamano il mancato accordo con la Provincia è irrispettoso e non veritiero, in quanto realmente c’è stato un impegno da parte della Provincia nel raggiungimento degli accordi presentati e più volte, una volta concordate le bozze, le stesse sono state unilateralmente modificate. Mi chiedo per quanti mesi si è trascinata la cosa, quante volte si sono saltati gli incontri. Lo stesso impegno che ora si pone per dichiarare la volontà di liquidazione del Consvipo (a fronte di nessuna delibera assembleare in tal senso) portando l’argomento all’attenzione di Sindaci in ogni riunione fatta per ben altri problemi, si è posto per prospettare tutte le soluzioni positive, non ultima la proposta del Sindaco di Rovigo?
Fare l’interesse di un Ente come la Provincia, programmatorio e di gestione del territorio, non è come fare gli interessi di un’azienda privata, non è il profitto dell’azienda che conta (nel nostro caso neanche quello visto il lodo), ma il benessere di tutto il tessuto provinciale, la sua reale rappresentanza, senza impoverirlo.
Vuole invece, senza alcuna remora sulla sua utilità, sui fondi dei Patti Territoriali che la nuova legge di bilancio 2020 pone a disposizione che andrebbero persi, sulle problematiche note in corso che si aggraverebbero, senza alcun rispetto per il personale e le professionalità espresse, porre in liquidazione il Consvipo affidandone la guida (come già accaduto in altre maniere e vicende per Unindustria e Camera di Commercio) a realtà o dirigenza veneziane. Sappia che si vigilerà su ogni atto e lo porremo all’attenzione degli organi di controllo con la sua stessa diligenza, specialmente la questione del lodo.
Sarebbe triste, rivivere stagioni, dove in Polesine si creavano o disfacevano società come fossero bussolotti, dove abbiamo vissuto pericoli di fallimento per servizi per anni, dove per il comparto rifiuti urbani dopo le asfaltature di Ecogest soffriamo ancora di poca chiarezza, liquidazioni che sono durate anni ed anni e vissuto malversazioni varie, tanto la “strategia” era quella che comunque avrebbe pagato Pantalone".
Articolo di Venerdì 17 Gennaio 2020

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