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AMBIENTE

Ragione piena al Comune di Papozze dal Tar del Veneto per il No all'impianto a biometano

Dal verbale negativo all'autorizzazione all'impianto di produzione da fonti rinnovabili lungo la Sp33 è nato un ricorso al Tar da parte del proponente Valsugana Green Energy

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VENEZIA - Si era concluso a fine settembre 2019 con un giudizio negativo (LEGGI ARTICOLO), suffragato dai pareri negativi del Comune di Papozze e parzialmente negativo di Ulss5 Polesana ed Arpav, l'iter che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un impianto di produzione di biometano da fonti rinnovabili a Papozze.

Contro la decisione di diniego alle autorizzazioni per l'impianto produttivo aveva presentato ricorso al Tar del Veneto il proponente Valsugana Green Energy, che aveva chiesto, nell'attesa del giudizio di merito, la sospensiva del provvedimento impugnato.

I giudici amministrativi hanno respinto la domanda cautelare, dando ragione al Comune di Papozze, difeso dall'avvocato Matteo Ceruti, visto che non vi sarebbe l'urgenza della sospensiva, dato che l'impianto non è stato bloccato nell'esercizio, ma non è nemmeno costruito, ed anticipando l'entrata nel merito della richiesta hanno considerato che "ad un primo e sommario esame il ricorso non appare sorretto da sufficienti prospettive di un esito favorevole, in quanto il capo di motivazione che fa riferimento alla specifica destinazione dell'area appare sufficiente a sorregge la legittimità del provvedimento impugnato".

Proponente avvisato, mezzo salvato, almeno dal rifondere le spese legali al Comune visto che la soccombenza del ricorrente sembra già essere stata anticipata dal collegio presieduto dal giudice Alberto Pasi.
Articolo di Venerdì 17 Gennaio 2020

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