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RUGBY

Capitan Ferro: “La cattiveria era quella giusta”

Coppa Italia conquistata nel derby del Battaglini, FemiCz Rovigo al settimo cielo, vendetta consumata contro il Petrarca Padova. I commenti di Matteo Ferro, Andrea Menniti-Ippolito, Edo Lubian e Guido Barion

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La Coppa Italia sotto la Quaglio
Scontro ravvicinato, Massimo Cioffi
Edo Lubian
Matteo Canali
Francesco Modena e Andrea Menniti-Ippolito
Matteo Ferro con la Coppa Italia
Edo Lubian
Matteo Ferro premiato man of the match
Andrea Menniti-Ippolito
Guido Barion
La Coppa Italia è del Rovigo
Massimo Cioffi
Andrea Menniti-Ippolito

ROVIGO - E’ finita con il tuffo nel fango e la Coppa Italia portata sotto la tribuna Quaglio, sabato 18 gennaio 2020 data storica per la FemiCz Rovigo, cancellato l’incubo finale al Battaglini, e proprio contro il Petrarca Padova che nel 2011 distrusse i sogni di gloria dei Bersaglieri. In campo quel drammatico 28 maggio lui c’era, il guerriero, quello che la notte prima del derby non dorme, ma che in campo è una spina nel fianco di chiunque. Edo Lubian dopo quella drammatica finale del 2011 non riuscì a sopportare il fatto che Ludovic Mercier sbeffeggiasse i tifosi della Quaglio dopo la vittoria. Non ci pensò due volte, prese la rincorsa e piazzò un placcaggio devastante, uno dei suoi. Rovigo aveva perso, ma mai ferire nell’orgoglio un Bersagliere. 

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Una vendetta consumata in un campo quasi impraticabile, una lotta epica. Nella ripresa Edo Lubian si gira verso la Quaglio, urla a squarciagola e chiama a raccolta i tifosi, è il segnale. Il resto è cronaca di una Coppa Italia voluta, conquistata meritatamente “Ci siamo vendicati del 2011 - commenta con un filo di voce Edo Lubian, mentre si lava gli scarpini infangati - il campo è stato difficile, super fangoso, complicato giocare a rugby e questo ci ha messi in difficoltà. Però loro sono una bella squadra, hanno difeso bene in quattro occasioni”.

Sotto la quaglio i rossoblù saltavano con i tifosi, il coro è quello delle grandi occasioni (Chi non salta è padovano…), unico a non saltare Andrea Menniti-Ippolito “Perché sono padovano, non posso cambiare le mie origini, ma sono orgoglioso di giocare per il Rovigo”. Lucido e freddo in campo anche quando le cose non giravano per il verso giusto, ci aveva abituato a percentuali incredibili, ma con un campo come quello di sabato era difficile anche restare in piedi “Anche se nel primo tempo non abbiamo fatto punti eravamo dominanti ed aveva il territorio, ci è mancato solo di concretizzare”.

Primo successo in rossoblù per il poliziotto Guido Barion, una staffetta con l’altro “collega” Andrea Bacchetti, e tanta grinta per vincere finalmente qualcosa con la sua Rovigo “Il primo tempo è stato molto duro anche a livello mentale. Fino all’ottantesimo siamo rimasti nel focus, complimenti ai miei compagni. Una partita difficile da interpretare, nel secondo tempo chi è entrato ha portato il giusto apporto. Non mi fermo qua voglio vincere il campionato sono molto contento di questa seconda Coppa Italia conquistata nella mia carriera (la prima nel 2014 con le Fiamme Oro proprio contro la FemiCz) con la mia maglia, la squadra della mia città ed è un piccolo regalo ai tifosi. Intanto questo poi cercherò di portare a casa lo scudetto, e niente sono il “bambino” più felice di Rovigo”. 

Semplicemente monumentale. E’ il capitano, è il faro di una squadra che è matura, crede in quello che fa e soprattutto ha gli attributi. E’ stato l’uomo del match, anche se coach Casellato avrebbe preferito piazzare qualche pallone in più nel primo tempo “Nel primo tempo non abbiamo concretizzato - ha commentato Matteo Ferro - nel secondo invece abbiamo fatto punti quando c’erano da fare. Abbiamo lottato su un campo durissimo e difficilissimo, quindi bravi a tutti dal primo all’ottantesimo. Non ho avuto paura perché vedevo la voglia, l’aggressività, la cattiveria nei miei compagni c’era la determinazione giusta. C’eravamo allenati bene, sapevamo che dipendeva da noi, volevamo portarla a casa e l’abbiamo portata a casa”.

Giorgio Achilli

 

Articolo di Sabato 18 Gennaio 2020

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