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STAGIONI TEATRALI

Il teatro Balzan di Badia Polesine per il rilancio punta sulla musica

Dal 1 febbraio al 4 aprile sei appuntamenti alla piccola Fenice di Badia Polesine (Rovigo) tra concerti, prosa, e uno spettacolo per bambini

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BADIA POLESINE (ROVIGO) – All’ombra dell’elegante logo adottato dall’Associazione Teatro Sociale Eugenio Balzan, finalmente sabato 18 gennaio nella sala consigliare del comune di Badia Polesine, è stata rivelata la mini stagione musico-teatrale che partirà il 1° febbraio prossimo. Il sindaco Giovanni Rossi, introducendo la presentazione, ha ringraziato la Regione del Veneto che, con un contributo sostanziale, ha consentito il recupero del teatro bomboniera di Badia Polesine, “… Senza il quale non saremmo qui oggi”. “Un sindaco ha il dovere d’essere ottimista - ha proseguito Rossi - ma non nascondo che in alcuni momenti ho dubitato di potercela fare e posso assicurare che non è astato facile, anche per colpa di una burocrazia che non aiuta la promozione delle iniziative, però l’Associazione ha dimostrato di saperci fare e il programma di qualità oggi presentato lo conferma”.

“Si tratta di una stagione realizzata in tempi strettissimi - ha confermato l’assessore alla Cultura Valeria Targa - ma è un inizio promettente frutto di una rete di buone relazioni e rapporti tessuti in questi mesi di cui costituisce la sintesi”. A seguire il direttore artistico Sovrintendente del Teatro E. Balzan Massimo Santaniello, ha presentato la nuova stagione “Teatro in Musica”, un progetto voluto dall’amministrazione comunale per rilanciare e promuovere in termini di qualità il prezioso Teatro del 1812, meglio conosciuto come la Piccola Fenice. “Una sfida interessante e bella da portare avanti per il bene della comunità e delle nuove generazioni, poiché il teatro e la musica sono due elementi fondamentali per la sana crescita civile e insieme creano la giusta armonia dei sensi”, ha dichiarato Santaniello. 

La stagione inizierà sabato 1° febbraio con il primo dei tre concerti previsti e sarà l’affermato concertista Nello Salza, la tromba di Ennio Morricone e Nicola Piovani, definito dalla critica “la tromba del Cinema Italiano” che sarà accompagnato dal pianista diciassettenne Michele Santaniello, vincitore del programma Prodigi prodotto da Rai Uno e Unicef. I due si confronteranno con un programma dedicato a due grandi compositori vissuti in due periodi diversi, ma entrambi grandi nel loro genere, W.A. Mozart e Ennio Morricone. Sabato 14 marzo, il fisarmonicista Gianni Fassetta e la promessa del violino Erica Fassetta, presenteranno un’esilarante versione delle Otto Stagioni, le quattrodi Antonio Vivaldi e quelle di Astor Piazzolla. Il 4 aprile la stagione chiuderà con il Gran gala della musica, un viaggio musicale che percorrerà i vari periodi e stili musicali, dall’800 al XX secolo, con i due ballerini Luca Condello ed Elisa Cipriani, e le voci del Soprano Giacinta Nicotra, il Tenore Francesco Malapena, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica I Filarmonici Veneti.

La stagione teatrale poggerà anche su un teatro di qualità portato a Badia dal Teatro Stabile del Veneto come ha rilevato il direttore Massimo Ongaro parlando di una stagione ricca di contenuti, dove emerge l’interessante confronto tra generazioni, epoche e stili diversi.

L’8 febbraio andrà in scena Savana Padana, dal romanzo di Matteo Righetto e la regia di Stefano Scandaletti. Un romanzo che racconta una storia di confini: quello tra i capannoni e i campi di mais, quello di italiani e stranieri sospesi tra la ricchezza economica e la povertà culturale, offrendo nella versione teatrale una rilettura del testo da far west in stile padano.

Il 7 marzo andrà in scena La Casa Nova di Carlo Goldoni una commedia d’ambiente in cui lo spazio poetico è occupato innanzitutto dalla vivacità dei dialoghi, per la regia di Giuseppe Emiliani. “In tre zorni e in tre notti ho butà zo La Casa Nova”. Tre soli giorni per scrivere un capolavoro.

Il 29 marzo, l’ultimo appuntamento teatrale sarà con Ucci Ucci. Pollicino e altre fiabe, di Sara Allevi e Michele Mori, con la regia di Michele Mori. Si tratta di un tuffo nelle fiabe della tradizione, da Collodi a Calvino, passando dai ricordi dei nostri nonni. Fiabe tramandate di bocca in bocca, assaggiate e masticate per bene.

L’assessore Regionale Cristiano Corazzari, ha manifestato l’adesione regionale al progetto di rilancio di quello che è “… uno dei teatri più belli dell’intera regione, un teatro piccolo, uno scrigno di bellezza ma proprio per questo complesso da gestire; questo segna una nuova sfida nel costruire un’offerta di qualità, ma anche un modello di riferimento perché mette insieme tanti soggetti diversi in un concorso comune di sensibilità culturale.” Corazzari ha anche elogiato la funzione del Teatro Stabile del Veneto come motore di crescita e condivisione e complementarità anche nei confronti di Arteven che si occupa della distribuzione degli spettacoli. 

Per la cronaca i biglietti (acquistabili presso Pro Loco, tabaccheria De Marchi e, a breve, anche online) avranno un costo variabile da 10 a 15 euro con l’unica eccezione per lo spettacolo del 7 marzo che avrà un costo di 20 euro. Non sono previsti, invece,abbonamenti.

Infine il presidente dell’Associazione Dino Bonfante ha fatto la sintesi parlando di questa esperienza come di un caso abbastanza unico nel panorama culturale, spingendosi a definirlaun caso di creatività da assumere come modello. “E’ una bella scommessa di sinergia finalizzata alla cultura, ha detto Bonfante, che in questo contesto ha elogiato l’apporto del TSV, fondamentale per sostenere i costi di una produzione di qualità altrimenti impensabile”. 

Ora spetta al pubblico decretare il giudizio definitivo all’impresa.

Ugo Mariano Brasioli

 

 

Articolo di Domenica 19 Gennaio 2020

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