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VUOTI URBANI

Dopo vent'anni nessuna soluzione per l'area di via Badaloni. Si attende il crollo di padiglione Camerini?

I residenti puntano i riflettori su un'area abbandonata, ex ospedale del centro di Rovigo, da quasi 40 anni e sulla quale da 20 anni si tentano recuperi sempre vanificati. "Anche quest'area merita di essere sistemata" dicono al sindaco Edoardo Gaffeo

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ROVIGO - Riflettori puntati su un'area degradata del centro storico: ex ospedale di via Badaloni. Lo “spettacolo” della rovina di padiglione Camerini, ormai avvolto completamente dalle erbe infestanti, è un pugno nell'occhio. Alcuni cittadini di via Pascoli e via Badaloni si sono, per l'ennesima volta, lamentati in questi giorni. Vogliono che il sindaco Edoardo Gaffeo tenga conto e valuti una progettualità anche di questo degrado, stile ex ospedale Maddalena, presente in centro storico. Nel 2017 i residenti, stufi dell’incuria dei proprietari, avevano fatto un esposto alla Procura della Repubblica e fu il Comune a provvedere (LEGGI ARTICOLO). Si tratta dell’area verde che si trova tra via Badaloni e via Pascoli, di proprietà condivisa tra il Comune e le ditte Cefil srl e Reale Mario srl. Oggi il taglio dell'erba è regolare, ma l'area è quello che si definisce un vero e proprio "vuoto urbano", un nulla in centro storico, una rovina che è lì da vent'anni.

L'area è costitutita da una ventina di metri di vecchie mura della città, un'area verde recintata privata (con destinazione d'uso residenziale) che per qualche tempo è stata usata come parcheggio dal Comune per i dipendenti della palizzina che ospita gli uffici di Urbanistica, spazi residuali non curati recintati da transenne, nastri rossi e recinzioni degradate, un gattile e il padiglione Camerini. E' dal 2000 che si parla del recupero della palazzina in stile Liberty, con il primo Piruea della storia di Rovigo, quando ancora in sella al comune c'era la giunta di Fabio Baratella.
L'area incompiuta è quanto è rimasto da completare di una vecchia riqualificazione dell'ex storico ospedale collocato in centro a Rovigo fino ai primi anni '80.
Un nosocomio dislocato in palazzine diverse, una delle quali, l'ex geriatria, oggi ospita l'ufficio urbanistica del Comune, un'altra, l'ex ginecologia, ospita il Circolo sociale. Rimasero da finire i lavori nell'edificio ex ortopedia, appunto padiglione Camerini, e dintorni.

Nel 2013 il Comune di Rovigo, assessore all'urbanistica Andrea Bimbatti, aveva concordato con i privati una convenzione per la nuova lottizzazione dell’ex ospedale di via Badaloni. Le procedure “politiche” erano state espletate, mancava il passaggio dal notaio per il definitivo passaggio di proprietà e quindi l’avvio dei lavori. Secondo la convenzione il Comune avrebbe ricevuto la sistemazione del parcheggio del Circolo sociale con la relativa illuminazione e asfaltatura e la realizzazione del parco pubblico annesso (LEGGI ARTICOLO). La convenzione non è stata firmata, dicono i privati, che aspettano una mossa dal Comune. In Comune invece sono in attesa di un segnale da parte dei privati. Un corto circuito che necessariament va risolto.
Roberta Ravenni, primo assessore all'Urbanistica del sindaco Massimo Bergamin, entrò a gamba tesa nelle questioni urbanistiche irrisolte (LEGGI ARTICOLO), tra cui padiglione Camerini, incontrando i proprietari con l'idea di stilare convenzioni per risolvere i vuoti urbani della città. Il suo assessorato durò pochissimo, fu rimossa senza perché da Bergamin.

Più di recente si erano attivate proposte di sistemazione dell'area anche da parte della Fiab, l'associazione che raccoglie gli amanti della bicicletta, ma anche questa, che prevedera un'area per le bici accanto alle mura, si è arenata davanti al fatto che l'area individuata per il recupero era privata e non comunale.
I residenti temono il silenzio, che se non se ne parla l'obiettivo di fondo rimanga quello dell'attesa del crollo del padiglione Camerini, ma potrebbero volerci altri 20 anni. 

 

Articolo di Lunedì 20 Gennaio 2020

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