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RUGBY

La Rovigo sportiva ha vinto

Ormai siano giunti i tempi per una rivoluzione copernicana del nostro comportamento sugli spalti, proprio imparando dalle dichiarazioni dei protagonisti. FemiCz Rovigo e Petrarca Padova mai così vicine

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Il plauso di Menniti-Ippolito al pubblico rossoblù

ROVIGO - Prendo spunto dalle dichiarazioni post gara di sabato scorso di Andrea Menniti Ippolito e di Corrado Covi. L’apertura rossoblù sul coro “Chi non salta è padovano”: “Non salto perché sono padovano, non posso cambiare le mie origini, ma sono orgoglioso di giocare per il Rovigo”. Il dirigente del Petrarca: “Siamo contenti della decisione presa di giocare al Battaglini, la cornice di pubblico ha dato lustro all’evento con un pubblico estremamente competente e questa volta anche sportivo perché abbiamo visto che ha applaudito i ragazzi del Petrarca all’uscita dal campo”.

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Seguo il rugby da una vita e dopo tanti derbies, velenosi e avvelenanti, e dopo aver cantato anche io talvolta “Nerim..” o “Chi non salta…” vorrei evidenziare come ormai siano giunti i tempi per una rivoluzione copernicana del nostro comportamento sugli spalti, proprio imparando dalle dichiarazioni dei protagonisti. Andrea era chiaramente emozionato durante il match: sette anni di maglia petrarchina non si cancellano in due minuti. E lui la scorsa estate, dopo il cambio di casacca, ha dovuto anche digerire alcuni apprezzamenti poco carini da parte di qualche elemento della sua ex tifoseria. Quei cori antipetrarchini non aiutano lui e non aiutano neanche gli altri padovani, di nascita o di formazione, che vestono quest’anno la maglia del Rovigo. La storia ha già abbondantemente dimostrato che sono molto di più i legami che esistono tra i due club dei motivi che li separano. Dalle origini di Lanzoni, all’Adige Cup, agli accordi di oggi per disputare una finale in casa di una delle due. Come dimenticare i vissuti di meravigliosi atleti che hanno vestito entrambe le maglie, a partire da Maci Battaglini per proseguire con Riccardo Santopadre, Dino De Anna, Guy Pardies, fino ai tempi recenti con Luca Martin (ricordo un suo drop micidiale proprio contro il Petrarca), Rocco Salvan, Polla Roux, autore di quella meta dedicata a Carlo Bego in un derby e poi allenatore di entrambe le squadre, le terze linee Zorzi, Baratella, Zuanetto, i piloni Zago, Brancalion, Damiano fino a Mirco Bergamasco e ne dimentico molti, molti altri. Nel settembre 2008, qualche giorno prima di un Petrarca-Rovigo, giocatori di entrambe le squadre si trovarono in un locale rodigino per un aperitivo pre-derby: niente di ufficiale ma col passaparola c’erano quasi tutti! 

Non credo che, nei tempi attuali, il senso di appartenenza e l’attaccamento alla maglia passino attraverso la presa di distanza da un avversario, seppur storicamente ostico. Auspico invece che, per rispetto innanzitutto ad Andrea Menniti Ippolito e a tutti quei giocatori che hanno vestito entrambe le maglie, nei prossimi derbies si tralascino quei cori “anti” per dedicarsi solo ai cori “pro”: la fantasia non manca di certo al genuino pubblico rodigino, come ha dimostrato nella sfida degli striscioni di qualche anno fa. Nel rugby di oggi, da soli, si va poco lontano: se Padova e Rovigo vogliono contare di più non possono far altro che avvicinarsi e unire i propri sforzi. I tempi sono maturi.

Alberto Guerrini

Articolo di Martedì 21 Gennaio 2020

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