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ROVIGO CHE CAMBIA

L’ex Gabar perde i vigili e si svuota. Cittadella della musica con sala da 200 posti e bosco urbano per il futuro

L’esempio della città della musica a Roma potrebbe essere calato, in misura ridotta, a Rovigo dove il teatro Studio c’è già, l’area da piantumare pure

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ROVIGO - La polizia municipale di Rovigo entro l'anno abbandonerà l'attuale sede del comando di viale Oroboni, quella che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, chiama appunto palazzina Ex Gabar. Un nuovo vuoto urbano, un nuovo potenziale motivo di area degradata per il capoluogo, potrebbe essere riempito da progetti ad alta valenza ambientale e culturale.

Un edificio di architettura industriale con vincolo diretto, quindi forte, per quella che era la fabbrica di bambole fino agli anni '80. Adiacente c'era il mercato ortofrutticolo, ma quello è stato demolito, e il resto dell'area è completamente vuoto. “L’edificio è vincolato - spiega il sindaco Edoardo Gaffeo - quindi è necessario un recupero, sarà interessante restituirlo alla città. Bisogna vedere cosa ci permetterà di fare la Soprintendenza".

Tra le idee una sala da concerti da 200 posti, in città gli spazi a disposizione sono tutti omologati per 99 posti, compreso l'auditorium Venezze e la sala Oliva dell'Accademia dei Concordi, e il teatro Sociale ne conta più di 600, manca proprio la struttura di mezzo. La palazzina Ex gabar con un adeguato recupero sarebbe la location ideale per accogliere la crescita culturale in atto in città.
Per l'area vuota, a due passi dal centro storico e situata nel quartiere S. Bortolo, Gaffeo sogna un bosco urbano, un polmone verde per la città con la piantumazione di piante autoctone. Un sogno che impiegherà del tempo a vedersi come realizzato, visto che gli alberi necessitano di tempo per crescere.

Bosco urbano e sala della musica, più il vicino teatro Studio, ricordano il progetto vincente del Parco della musica di Roma, progettato da Renzo Piano ed inaugurato nel 2002 nato proprio con l'intendo di recuparare un'area degradata della capitale. La "città della musica", immersa in un parco da 30mila metri quadrati, colmò un "buco" del tessuto cittadino. Oggi è il complesso multifunzionale dedicato alla musica per eccellenza della capitale. "L'esempio romano è un bel disegno. Chiaramente bisognerebbe sapere quanto potrebbe costare una soluzione simile a Rovigo, trovando il modo di superare le problematiche di finanziamento e come garantire la sostenibilità economia di medio-lungo periodo" commenta il sindaco.
Una progettazione di questo tipo riqualificherebbe la zona dal punto di vista ambientale e dei servizi culturali richiesti in città, integrando le attività di teatro Studio, ora percepite periferiche alla città con un adeguato parcheggio di servizio a sala della musica, parco urbano e teatro Studio.

Se la progettualità di realizzare una cittadella culturale con il bosco urbano non fosse percorribile e vi fosse la necessità di ridimensionare la progettazione, l'edificio ex Gabar potrebbe accogliere servizi di supporto al parco urbano o addirittura un vero e proprio orto botanico con serre.

L'area è stata oggetto di una battaglia durata anni tra la società Erre gestioni ed il Comune di Rovigo. Un lodo, a cui si è ricorso nel 2014, che poteva costare diversi milioni di euro a Palazzo Nodari, ma l’avvocato Ferruccio Lembo del Comune nel 2018 riuscì ad ottenere soddisfazione per il pubblico (LEGGI ARTICOLO): la Corte d’Appello di Venezia diede infatti ragione al Comune di Rovigo.

Articolo di Martedì 21 Gennaio 2020

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