Condividi la notizia

MUSICA 

Via il rapper Junior Cally da Sanremo, anche Rovigo lo chiede

E’ diventato un caso nazionale, Antonella Bertoli presidente della  Commissione Pari Opportunità della Provincia di Rovigo, chiede alla Rai di bloccare la partecipazione di Junior Cally a Sanremo

0
Succede a:

ROVIGO - In 24 ore ha superato le 20 mila firme la petizione lanciata su Change.org da Carmen Cera a nome dei docenti del Liceo Scientifico Nicolò Palmeri di Termini Imerese per chiedere alla Rai di non fare esibire sul palco di Sanremo il rapper Junior Cally per i contenuti del brano e del videoclip di "Strega" da lui pubblicati 2 anni fa.

Anche da Rovigo arriva la levata di scudi, a parlare è Antonella Bertoli presidente della  Commissione Pari Opportunità della Provincia “Dalla Televisione di Stato esigiamo un profondo rispetto per le donne, anche in nome di una cultura che fino ad ora ne ha negato parità di accesso e libertà di espressione.

Chiediamo rispetto per coloro che hanno pagato con la vita una cultura sessista che anche alcuni testi musicali hanno contribuito a diffondere; rispetto per le donne che hanno il coraggio di dire la verità e raccontare le loro storie, e per coloro che dedicano la propria vita a lottare contro la violenza e la disuguaglianza di genere. 

Noi crediamo che l’offesa, anche se messa in musica, sia una forma d’arte: dagli albori della storia umana fino ai nostri giorni, il termine Arte racchiude il concetto di creatività.  Ma l’unico aspetto riconducibile all’Arte è “la bellezza” che trasmette, per tramite della maestria dell’artista, a chi ascolta.  L’Arte musicale è il mezzo con cui si propaga “la bellezza” attraverso la sensibilità e la conoscenza del sensibile porta a definire l’etica. 

Una trasmissione come il Festival di Sanremo dovrebbe contribuire a diffondere comportamenti etici, e perciò promuovere il rispetto della donna e la bellezza dell’amore”. 

“Concordiamo con il Presidente Rai - continua Antonella Bertoli . quando dice che “La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione. Chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida, e ancora oggi giustifica quei testi avanzando pretese artistiche, non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale”.

La più importante trasmissione nazionale, il Festival della canzone italiana, dovrebbe avere anche una funzione didattica, contribuendo a diffondere comportamenti etici, e promuovere il rispetto per le donne mettendo al bando comportamenti sessisti e diseducativi. 

Ciò che è successo è di per sé molto grave e denuncia comunque la permanenza di una cultura sessista che attraversa tutti i ceti sociali, come è stato dimostrato anche dai commenti del presentatore ufficiale del festival: sarebbe ora di smetterla e di educare al rispetto di genere. 

Confidiamo in un loro intervento al fine di evitare ulteriori esternazioni, commenti e partecipazioni di gente poco credibile se non deleteria, alla Televisione nazionale”.

Articolo di Martedì 21 Gennaio 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Spettacoli e Cultura

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it