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CSA ADRIA

Per il nuovo Cda il Csa di Adria deve rimanere pubblico

Il nuovo Cda si insedierà nel pomeriggio del 22 gennaio e chiederà da subito lo stato dell'arte dell'ente per capire come agire nell'immediato, anche se le priorità sono chiare, con il Cpi come prima cosa da fare (Rovigo)

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ADRIA (Rovigo) - Considerato che il mandato amministrativo dei componenti in precedenza nominati del Csa è venuto a scadere in data 18 gennaio 2020 e considerata la necessità di dare continuità all'azione amministrativa nel rispetto delle previsioni di legge e di statuto dell'ente, si insedieranno nel pomeriggio di mercoledì 22 gennaio nella struttura di riviera San’Andrea, i neo quattro consiglieri nominati dal sindaco Omar Barbierato: Simone Mori, Mauro Colombo, Daniela Pasquali e Graziella Braghin.

I quattro componenti ad oggi nominati, attraverso una lettera protocollata (il 20/01/2020 prot. n. 118),  si riuniranno alle ore 18. Non è dato a sapere, fino ad oggi, il nominativo del quinto componente che rappresenterà la minoranza, anche se voci parlano del dirigente di Porto Tolle Andrea Portieri.

“Con l’occasione dell’insediamento, è stato chiesto da tutti noi, al direttore dottor Mauro Badiale - rendono noto i quattro consiglieri - di relazionare fin da subito lo stato dell’essere dell’ente, cosa che faremo anche con l’ex presidente Sandra Passadore, probabilmente all’interno del primo consiglio di amministrazione, che sarà definito già per la prossima settimana, in modo da iniziare ad addentrarci in un percorso, che fin da subito coinvolgerà gli interessati in una serie di decisioni prioritarie”.

“Le sfide che ci sono state consegnate non sono semplici, date soprattutto dalla totale rottura tra la vecchia governance dell’ente e le maestranze, senza dimenticare i familiari che spesso si sono ritrovati fianco a fianco ai lavoratori, divergenze che hanno creato distanze fino ad oggi incolmabili”.

"La prima priorità per il nuovo Cda, sarà capire lo stato attuale della pratica del Cpi (certificato prevenzione incendi), perché il mancato conseguimento di questo documento, anche nelle sue scadenze intermedie (23/01/2020), vorrebbe dire esporre l’ente al rischio chiusura, ricordando che il 24/04/2022 è la data ultima per il conseguimento del Cpi. La seconda priorità sarà quella di riportare un dialogo costruttivo e proficuo tra i lavoratori e la direzione dell’ente stesso, propedeutica per ritornare ad essere eccellenza e vanto per ospiti, familiari e cittadinanza". Proseguono i quattro consiglieri.

"Per il nuovo Cda, il primo periodo, servirà per capire quale ente abbiamo davanti, pertanto non vogliamo fare promesse o valutazioni che non arrivino da situazioni condivise ed espressione di valutazioni per il bene di tutti coloro che vivono il nostro centro servizio anziani".

Concludendo: “Alla Politica tutta, chiediamo di aprire una fase propositiva nei confronti di questo ente, che è patrimonio dell’intera città, patrimonio che non ha bisogno di bandiere o medaglie da appuntarsi, ma ha bisogno di collaborazione, per questo sarà nostra cura in primis attraverso l’assessore con delega al Csa instaurare un dialogo continuo con tutta l’amministrazione. L’intenzione di noi tutti è quello di ridare la serenità all’interno dell’ente stesso, medicina e cura imprescindibile per qualsiasi sfida, con una visione che per quanto ci riguarda è quella del mantenimento pubblico dell’ente per il futuro, anche attraverso l’adozione di una delibera di indirizzo, affinché l’attuale casa di riposo di Adria si trasformi da Ipab in Apsp (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona), per noi visione futura indispensabile per dare sempre più slancio e vanto alla nostra casa di riposo”.
Articolo di Mercoledì 22 Gennaio 2020

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