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LAVORO

Carichi di lavoro esorbitanti, scatta la protesta

Uffici e sportelli chiusi agenzie fiscali e delle dogane in stato di agitazione, il continuo taglio sulle risorse economiche incentivanti ha messo gli operatori sul piede di guerra anche a Rovigo 

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ROVIGO - Un primo segnale tangibile al governo sta per arrivare forte e chiaro! Uffici e sportelli vuoti, massima partecipazione dei lavoratori all’assemblea organizzata a Rovigo presso la sala della Gran Guardia. Di fronte ad una platea gremita da oltre un centinaio di lavoratori delle Agenzie Fiscali le organizzazioni sindacali hanno affrontato uno ad uno i temi che hanno portato alla mobilitazione che si è sviluppata su scala nazionale. organizzazioni sindacali che denunciano lo sconcertante disinteresse e disattenzione della politica e l’assenza di una visione strategica della dirigenza delle Agenzie per l’attuale situazione in cui versano gli uffici, che, per ovvi motivi, si riflette negativamente sulle attività istituzionali fondamentali per la lotta all’evasione ed impedisce il buon funzionamento della macchina fiscale a favore dei servizi verso il cittadino. 

All’unanimità, le lavoratrici ed i lavoratori delle Agenzie Fiscali, dichiarano la loro piena adesione allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Pa – Confsal Unsa – Flp votando all’unanimità il documento politico di rivendicazione che pone particolare attenzione sui seguenti punti: la drammatica carenza di personale (possibile ipotizzare la chiusura degli uffici di Adria considerando che gli uffici di Badia Polesine già stati chiusi); i carichi di lavoro esorbitanti; la destrutturazione dell’organizzazione degli uffici e della loro governance; l’assenza di sviluppo di carriera professionale ed il continuo taglio sulle risorse economiche incentivanti;  contestualmente lavoratrici e i lavoratori dell’Ufficio/Direzione Provinciale di Rovigo chiedono alle organizzazioni sindacali di aprire un'interlocuzione con le istituzioni, i cittadini, il mondo delle imprese per manifestare le ragioni delle iniziative assunte con la dichiarazione dello stato di agitazione e allo stesso tempo di proseguire con forza nella vertenza aperta con l'Agenzia e il Governo al fine: dell’avvio  di un processo significativo e rapido di assunzione del personale; della disponibilità di risorse certe per il salario accessorio che recuperi il taglio annuale dei 60 milioni di euro con automatico riallineamento temporale all’anno di competenza; della disponibilità di risorse economiche adeguate per un rinnovo contrattuale dignitoso; di interventi sia sulle leggi che sulle procedure per avere una reale semplificazione della normativa fiscale, che consentano anche una efficace e trasparente lotta all'evasione per ottenere significativi progressi nella riduzione del carico fiscale con una maggiore equità. In attesa delle sicure serie complicazioni che porterà, ulteriormente, la Brexit, tutti insieme con gannde determinazione scenderemo in piazza a Roma di fronte alla sede del Mef il 6 di Febbraio per la prima manifestazione nazionale.

Articolo di Giovedì 23 Gennaio 2020

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