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GIORNATA DELLA MEMORIA

La Shoah 2020 ricorda l'orrore sulle donne: cavie umane per crudeli esperimenti

La cerimonia della giornata della memoria di Provincia di Rovigo, Prefettura e Comune. Lo studio di Antonella Bertoli. La drammatizzazione degli studenti del Bernini

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ROVIGO - Non si conosce mai abbastanza di quanto successe nei campi di sterminio della Shoah. “Shoah… per non dimenticare” è l'evento organizzato nella sala consiliare della Provincia, che ha visto insieme Provincia, Comune, Prefettura e Commissione Pari Opportunità, con la collaborazione della Comunità ebraica di Padova e dell'associazione “Il Fiume” di Stienta.

La giornata della memoria 2020 celebrata dalla Provincia di Rovigo ha fatto un focus sulla condizione delle donne, in particolare le recluse nel campo di concentramento di Ravensbrück, il principale lager femminile della Germania nazistaSi stima che tra il 1939 e il 1945 il campo di Ravensbrück abbia ospitato circa 130.000 deportati, dei quali 110.000 donne. Si parla di almeno 100mila morti.


Lo studio di Antonella Bertoli, presidente della Commissione pari opportunità della Provincia, è un video, dal titolo "Per aspera ad astra", che raccoglie le testimonianze dell’epoca documenti, foto. Lì a Ravensbrück le donne divennero cavie degli esperimenti medici, ferite volontariamente per sperimentare metodi alternativi alla chirurgia in caso di cancrena. Esperimenti dolorosi e metodi assurdi e letali. Si testavano i rimedi alle ustioni da fosforo, dando letteralmente fuoco alle vittime selezionate per l’esperimento. La vita media di un prigioniero era di 9 mesi.  La vita era un incubo e in inferno assieme. Freddo terribile, fame, disprezzo, umiliazioni, mortificazioni corporali e mentali, pidocchi, teste rasate, sporcizia, crudeltà, annientamento morale. Le più robuste venivano mandate a lavorare, a fabbricare bombe, altre diventano la materia prima per diversi bordelli, per tutte le altre essere selezionate significava essere destinate alla morte. Il video riporta il racconto di una donna sopravvissuta: dapprima le estraggono 7 denti, il giorno dopo altri 8, così, per vedere che succedeva. Alle donne veniva tolto il ciclo, o attraverso sostanze mescolate al cibo o attraverso iniezioni. Viene raccontato di un travaglio, nasce il bambino, ma muore di fame dopo 14 giorni, la madre non aveva il latte, “cercavo di fargli caldo, non potevo fare altro”. “L’Appello era due volte al giorno e ci selezionavano - riporta un’altra testimonianza - si formavano due file. Una per il crematorio e l’altra significava salvezza, almeno per quel momento. Essere selezionate significava morire”. Tra fine febbraio e marzo 1945 non c’era più la speranza che potesse finire. “Non si parlava più di tornare a casa. Il forno era sempre in funzione”. Arriva l’evacuazione il 26 aprile. "Quando impareremo che c'è un'unica razza? - conclude Bertoli nel suo video - la razza umana".

Il prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca, si è scagliata contro il revisionismo storico tra chi nega quanto accaduto e chi riduce le cifre dell’orrore. 
Roberto Tovo, vicesindaco di Rovigo: “Siamo qui oggi a fare memoriale della lucida, consapevole, programmata strage di milioni di persone. E' difficile, molto difficile, pensare che l'uomo possa commettere simili crudeltà; ed è apparentemente gratificante pensare che quel mostruoso livello di crudeltà oggi sia debellato nella nostra Europa. Ma, per me risuonano ammonitrici e lucide alcune parole di Primo Levi in una lettera ad una bambina: “Piuttosto che di crudeltà, accuserei i tedeschi di allora di egoismo, di indifferenza, e soprattutto di ignoranza volontaria perché chi voleva conoscere la verità poteva conoscerla e farla conoscere”. E questa responsabilità, l’ignoranza volontaria, è effettivamente debellata?”.

E’ seguita la drammatizzazione degli studenti dell’Istituto per geometri Bernini della storia di Virginia Usugli, rodigina ebrea benestante, che abitava nella propria casa di piazza Garibaldi 29.

Poi è seguito l’intervento del dottor Matteo Romano, consigliere della Comunità ebraica di Padova; la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore a cura della Prefettura di Rovigo; le commemorazioni al cimitero ebraico e alla lapide in via X luglio.

Articolo di Lunedì 27 Gennaio 2020

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