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ECONOMIA

Il cambio della normativa e le nuove procedure, rischi ed opportunità

Il nuovo complesso di norme che andrà a sostituire la vecchia legge fallimentare del 1942 entro in vigore tra sei mesi, intervento dell’avvocato Alberto Teso, componente Giunta della Camera di Commercio di Venezia Rovigo

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ROVIGO - Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, ossia il nuovo complesso di norme che andrà a sostituire la vecchia legge fallimentare del 1942, entrerà compiutamente in vigore tra poco più di sei mesi. Alcune delle disposizioni previste sono, però, già operative, come quella di cui all'art 379 che, andando a modificare l'art. 2477 del codice civile, introduce l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore legale per tutta una serie di società di capitali che sino all'anno scorso ne erano esentate. Una delle novità più incisive riguarda, le nuove procedure di allerta e la costituzione, in seno alle Camere di Commercio, degli Organismi di Composizione della crisi d'Impresa, che avranno il delicato compito di accompagnare l'imprenditore nella gestione di una potenziale situazione di predecozione. 

“Come Camera di Commercio di Venezia e Rovigo - evidenza l’avvocato Alberto Teso, componente Giunta della Camera di Commercio di Venezia Rovigo - stiamo lavorando da tempo, in collaborazione con associazioni di categoria e ordini professionali, in modo da consentire che l'entrata in vigore del nuovo corpus legislativo non colga impreparati gli imprenditori e gli operatori che, a vario titolo, saranno chiamati ad essere protagonisti nel nuovo assetto normativo. La Camera di Commercio ha predisposto una convenzione, già sottoscritta dalle associazioni di categoria e dall'ordine dei Commercialisti dei territori di Venezia e Rovigo, al fine di costituire dei tavoli territoriali di lavoro per affrontare i diversi aspetti legati alla costituzione degli OCRI, alla loro gestione e funzionamento, all’armonizzazione delle procedure, alla risoluzione delle problematiche che emergeranno nel corso delle attività, così da sviluppare un sistema omogeneo e condiviso e concordare percorsi di informazione e formazione utili a diffondere la nuova cultura della crisi d’impresa. Particolare attenzione stiamo cercando di porre proprio nella collaborazione che dovrà necessariamente instaurarsi con le associazioni di categoria e tra queste e gli istituti di credito, anche per il tramite dei Consorzi collettivi di Garanzia fidi, i cui rappresentanti sono stati incontrati dal Presidente della Camera Giuseppe Fedalto lo scorso 24 gennaio. 

“É indispensabile, al fine di evitare che l'applicazione dei nuovi istituti si riduca ad un mero adempimento burocratico, privo di efficacia concreta, che tutti i soggetti coinvolti comprendano metodologie e finalità della legge. Soprattutto bisogna che le procedure di allerta vengano correttamente intese come strumenti volti ad evitare alle imprese di affrontare necessariamente l'insolvenza, consentendo invece l'attivazione di sistemi correttivi e accorgimenti gestionali atti a superare efficacemente la situazione di crisi, in questo senso molto delicato sarà il rapporto con gli Istituti di credito. Per evitare, quindi, che la nuova disciplina resti lettera morta o, addirittura, abbia un effetto contrario, è indispensabile una nuova cultura d'impresa ed un profondo spirito di collaborazione tra tutti in soggetti coinvolti”.  

Articolo di Mercoledì 29 Gennaio 2020

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