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INNOVAZIONE

Energia elettrica dal calpestio: un brevetto rivoluzionario

Soluzioni smart anche per l'energia elettrica attraverso un brevetto 100% italiano che potrebbe avere possibile applicazione industriale grazie a Rs Components

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Con l’emergenza ambientale che si è fatta particolarmente impellente nel 2019 e ha assunto caratteri prioritari con il disastroso incendio che ancora imperversa in Australia, il nuovo anno sta assistendo ad un recupero di brevetti realizzati anni or sono e che non hanno mai visto una seria applicazione.
In particolar modo, se da un lato l’idea di pavimentazioni fotovoltaiche sembra essere destinata nuovamente al fallimento in quanto applicabile solo in alcune zone specifiche e ancora troppo dispendiosa, ben diversa sarebbe quella della SEF, Smart Energy Floor.
 

SEF: un brevetto della Veranu

Veranu, una start-up innovativa del Cagliaritano, anni or sono realizzò un brevetto per la realizzazione di mattonelle speciali che sfruttassero il calpestio o ogni forma di pressione per produrre energia elettrica.
Il principio di funzionamento sarebbe lo stesso dei pannelli solari solo che ad essere convertita in energia elettrica non sarebbe l’energia solare delle radiazioni luminose quanto, piuttosto, quella generata dalla pressione dovuta al calpestio.
La mattonella in questione impiegherebbe materiale piezoelettrico, di natura plastica, che garantirebbe una conversione dell’energia cinetica in energia elettrica con tassi di efficienza del 50%. Può non sembrare una percentuale, ma se questo modello viene applicato in zone ad alto traffico o a traffico continuo, i risultati potrebbero essere anche particolarmente notevoli.
 

Un progetto in letargo

Allora il brevetto non andò in porto in quanto alla start-up che lo ideò mancavano completamente i fondi per realizzare una quantità sufficiente di mattonelle da immettersi sul mercato.
Tuttavia, con la necessità di fronteggiare un sempre crescente fabbisogno elettrico mondiale e una sempre minore capacità dell’ambiente di assorbire altri scarti prodotti dal settore energetico (gas serra, scorie di vario tipo, etc.), si tratta di un’opzione che in molti stanno iniziando a rivalutare.
I materiali e gli strumenti necessari alla realizzazione di una mattonella del genere, infatti, vanno al di là delle possibilità economiche di una start-up. La Veranu rende noto che per produrre questi prodotti sono necessari:
  • Cappe chimiche;
  • Spinner;
  • Agitatori magnetici termostatati;
  • Generatori di alta tensione;
  • Altri strumenti più specifici;
Da allora la start-up si è messa in moto per cercare finanziamenti e aziende private interessate al progetto e finalmente il mercato sembra essere intenzionato a imboccare anche questo percorso.
Una possibilità particolarmente interessante non solo per quanto riguarda il calpestio delle persone ma anche di altre forme di pressione.
 

Una possibile applicazione industriale grazie a Rs Components

Una delle applicazioni a cui si stanno dimostrando maggiormente interessati i potenziali investitori nel progetto è la possibilità di adattare tali mattonelle affinché riescano a supportare pressioni maggiori di quelle prodotte dal calpestio.
Ovviamente pressioni maggiori comportano maggiori livelli di energia cinetica e, conseguentemente, una maggiore produzione di corrente.
Il settore che particolarmente si è dimostrato interessato è quello industriale: ormai da tempo le grosse industrie hanno iniziato a investire nel solare, rivestendo il tetto dei grossi magazzini e complessi industriali di pannelli solari.
Con una simile mattonella si potrebbe procedere all’installazione nelle zone maggiormente frequentate sia dal personale che dai mezzi pesanti operanti nella struttura (camion, muletti, etc.). Si tratterebbe di una installazione che potrebbe tranquillamente appoggiarsi sulla già esistente rete di canaline passacavi industriali di pavimentazione e collegarsi alla rete di pannelli solari per immettere direttamente sulla rete l’energia prodotta.
I vantaggi?
Sicuramente una nuova sorgente di energia pulita. Oltre a questo anche la possibilità per i complessi industriali, che solitamente devono affrontare grossi consumi di corrente, di abbattere i costi di produzione. Sebbene i valori di corrente prodotti da questo tipo di pavimentazione non siano elevati, nel tempo possono portare a risultati notevoli.
Nel frattempo si attendono aggiornamenti e i risultati dei primi test.

 
Articolo di Venerdì 31 Gennaio 2020

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