Condividi la notizia

VOLONTARIATO 

La riforma del Terzo settore ai raggi X 

Prende il via il ciclo di incontri “I Venerdì del Terzo settore”, percorso di formazione professionale organizzato dal Dipartimento di Diritto privato dell’Università di Padova e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo 

0
Succede a:
Gilberto Muraro

PADOVA - Ha preso il via venerdì 31 gennaio, con il convegno inaugurale che si è svolto nella sede di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il ciclo di 20 incontri di formazione “I Venerdì del Terzo Settore”, evento progettato e organizzato dai professori Adriana Topo, Manlio Miele e Matteo Ceolin, del Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto dell’Università di Padova, e da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. 

L’articolato percorso di formazione giuridico-economica, unico nel suo genere, completamente gratuito e della durata di sei mesi (gli incontri si tengono settimanalmente di venerdì), offre ai componenti di associazioni, fondazioni, imprese sociali, enti religiosi e a tutti coloro che hanno responsabilità nel settore del non profit un supporto nella comprensione dei dettami della Riforma del Terzo settore. L’evento si prefigge l’obiettivo di concorrere alla formazione di notai, avvocati, commercialisti, ovvero di professionisti che sono chiamati ad affiancare gli enti del Terzo Settore nell’applicazione delle nuove normative. 

Il convegno inaugurale ha visto la partecipazione del Rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto e gli interventi di Silvana Bortolami, presidente dell’OTC (Organismo Territoriale di Controllo) del Veneto, Manlio Miele, direttore del Dipartimento di Diritto privato, Giulio Ponzanelli, docente dell’Università Cattolica di Milano e uno dei padri della Riforma del Terzo Settore, Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, don Dante Carraro, presidente del CUAMM, e Maria Passerini Glazel Pagano, della Società San Vincenzo De Paoli. 

L’iniziativa, che ha già registrato un importante successo di pubblico e di adesioni anche per ciò che riguarda i prossimi appuntamenti, si svolge a Padova non a caso. La città è Capitale Europea del Volontariato 2020 e rappresenta tradizionalmente una delle province venete più attive sul fronte del non profit. 

Come ha spiegato nel suo intervento Silvana Bortolami, il Veneto è una delle regioni in cui, in rapporto al numero di abitanti, istituzioni non profit e volontariato trovano maggior radicamento. Le istituzioni non profit sono in regione 30.597, con una distribuzione per provincia che vede in testa Verona, Padova, Treviso e Vicenza, a seguire Venezia, Belluno e Rovigo

In Italia il Terzo settore è un comparto economico sempre più forte. Opera in modo importante in aree diverse: cultura, sport e ricreazione, istruzione e ricerca, sanità, assistenza sociale, protezione civile, ambiente, sviluppo economico e coesione sociale, tutela dei diritti e attività politica, filantropia  e promozione del volontariato, cooperazione e solidarietà internazionale, religione, relazioni sindacali e rappresentanza di interessi. Secondo le rilevazioni Istat, le istituzioni non profit in Italia sono 350.432, con le seguenti tipologie di forma giuridica: associazione (85,07%), cooperativa sociale (4,50%), fondazione 2,12 %, altra forma giuridica 8,31%. Per un totale di 844.775 dipendenti.  

Per quest’ambito socio-economico, la Riforma del Terzo settore – che ha preso avvio con la legge 106 del 2016, ma che manca ancora di numerosi decreti ministeriali (più di 40) che devono definire aspetti importanti della riforma (ad esempio, l’istituzione del Registro unico) - diventa fondamentale non solo perché pone le basi per un riordino giuridico complessivo che ha come obiettivo la trasparenza e la legalità, ma anche perché introduce la possibilità di svolgere questo tipo di attività con modalità di impresa, usufruendo di numerosi opportunità nell’approvvigionamento delle risorse, comprese quelle europee. 

“In considerazione dei dati – ha specificato Silvana Bortolami - si evidenzia che la riforma è orientata verso approdi più attenti allo sviluppo umano e alla sostenibilità economica dei processi di trasformazione, con un associazionismo più qualificato, capace di mettere in campo le energie della gratuità e della solidarietà a servizio soprattutto dei più deboli. La Riforma è orientata verso organizzazioni più produttive, attente a perseguire obiettivi sociali e pronte a diffondere nuovi modelli di impresa e nuove opportunità di lavoro, e verso nuove realtà filantropiche e di finanza sociale”. 

La Riforma si rivela dunque un passo storico. Ora si attende, prima di ogni altra cosa, l’entrata in vigore del Registro Unico. “La Riforma è molto buona – ha dichiarato nel suo intervento il professor Giulio Ponzanelli -, nasce dall’esigenza di avere una disciplina unitaria e meno corporativa. Purtroppo, manca ancora l’istituzione del Registro Unico, ma sono fiducioso nel prossimo futuro. La sfida di tutte le figure intermedie, figure di diritto privato, è di poter diffondere, ora, una buona cultura che vada nella direzione giusta del diritto e della trasparenza”. 

Le parole d’ordine dell’incontro sono state: formazione, visto che troppo spesso in quest’ambito si è dato spazio all’improvvisazione; trasparenza, poiché la Riforma del Terzo settore non dà più adito ad ambiguità e opacità giuridiche; opportunità, poiché la Riforma offre tante opportunità sia sotto il profilo fiscale, sia nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. 

“Da più parti – ha detto Manlio Miele, direttore del Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto dell’Università di Padova – ci sono giunte richieste di specifici e qualificati percorsi di formazione che siano di supporto alla comprensione della Riforma del Terzo Settore: per un verso, si manifesta un diffuso timore nei confronti dei nuovi obblighi e vincoli che essa pone, per l'altro verso, in molti desiderano comprenderne e sfruttarne appieno le potenzialità”. 

“In questi anni – ha aggiunto il presidente di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Gilberto Muraro – il mondo del volontariato si è molto evoluto e sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, a livello nazionale, certo, ma anche a livello territoriale. Prova ne è il fatto che quest’anno Padova è Capitale Europea del Volontariato. Crediamo quindi che queste 20 conferenze siano un’importante opportunità formativa per l’intera città e in particolare per chiunque voglia orientarsi nello scenario complesso e in continua trasformazione configurato dalla nuova normativa del settore”. 

In chiusura del seminario di oggi, la significativa testimonianza di don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm, che ha portato la sua esperienza di volontariato e di solidarietà a livello internazionale: “Il ciclo di conferenze sulla riforma del terzo settore promosso dall'Università di Padova e dalla Fondazione CaRiPaRo è un'ottima occasione di condivisione e di crescita per quanti si impegnano, a diverso titolo, anche a Padova nel volontariato, ancor più nel momento in cui la nostra città è riferimento in questo ambito, nella veste di Capitale europea del volontariato. Un ruolo fondamentale per lo slancio e la gestione di tutte le opere del non-profit viene sicuramente da una 

legislazione puntuale ma snella e concreta. Medici con l’Africa Cuamm, in tal senso, quando richiesto, ha dato il suo contributo. Sin dagli anni Settanta, quando collaborò alla stesura della prima legge sulla cooperazione internazionale, fino ai giorni nostri dove continuiamo a partecipare ai tavoli nazionali in cui si discutono i temi della riforma del Terzo Settore. Per questo ci auguriamo che la legislazione in corso possa trovare presto la sua totale applicazione per mettere ordine, offrire nuovi strumenti di gestione e rendere più efficienti ed efficaci gli interventi”. 

Tra gli ospiti presenti oggi, anche Maria Passerini Glazel Pagano, vice presidente del Consiglio centrale di Padova della Società San Vincenzo De Paoli, organizzazione di laici-cattolici diffusa nel mondo che si propone la promozione della dignità della persona e l’aiuto a persone economicamente disagiate. Nel 2018 a Padova sono stati aiutati dalla San Vincenzo De Paoli 268 nuclei familiari per un totale di 905 persone. 

 

Articolo di Venerdì 31 Gennaio 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it