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RELIGIONE 

San Genesio riaperto al culto

La chiesa, è stata riaperta con una cerimonia organizzata dalla parrocchia di Santo Stefano prete e martire in collaborazione con l’amministrazione comunale di Stienta (Rovigo) e il comitato San Genesio

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STIENTA (RO) - È  stato inaugurato, dopo il restauro, lunedì 3 febbraio, il santuario di San Genesio danneggiato dal terremoto del 2012. Il santuario conteneva a fatica i numerosi fedeli che non hanno voluto mancare alla riapertura di un luogo al quale sono legati non solo gli stientesi ma l’intera comunità rivierasca e non solo. 

La chiesa, è stata riaperta con una cerimonia organizzata dalla parrocchia di Santo Stefano prete e martire in collaborazione con l’amministrazione comunale e il comitato San Genesio, in un momento di condivisione per ll’intera comunità. Credenti e non hanno salutato la riapertura, avvenuta grazie al contributo economico della Regione Veneto e della Fondazione Cariparo. Alle 10.30, alla messa presieduta dal vescovo Pierantonio Pavanello e dal parroco Giancarlo Berti, erano presenti numerose autorità civili e militari, oltre al titolare dell’impresa Milan Luigi srl che ha eseguito i lavori e l’architetto Massimiliano Furini che, in collaborazione con la facoltà di architettura dell’università di Venezia, ha diretto il restauro e la messa in sicurezza dell’edificio religioso. San Genesio è una chiesa alla quale sono legate moltissime persone, persino dalla vicina Ferrara. Presenti l’assessore regionale Critiano Corazzari, il Sindaco Enrico Ferrarese, la duchessa Diana Lorena Camerini, il vice prefetto Luigi Vitetti, il mare sciatto Alessandro Di Manna. Tra i numerosi presenti, anche i rappresentati delle associazioni di volontariato e degli alpini, che nello spazio adiacente al santuario hanno un loro monumento ai caduti. 

Riccardo Malavasi vicesindaco di Stienta parla di “una vittoria di squadra!” per definire il risultato raggiunto grazie soprattutto all’impegno corale, superando intoppi burocratici non da poco se si pensa che per un refuso storico la chiesa risulta tuttora proprietà degli eredi Camerini (di fatto il mappale più un piccolo scoperto è rimasto a loro). Questo qualificava l’oratorio come “privato” e perciò escluso dai benefici dei fondi post-sisma. Fortunatamente gli eredi hanno sottoscritto un contratto di comodato trentennale a favore della parrocchia consentendo di sbloccare l’accesso ai fondi che, anche grazie all’intervento di Corazzari, sono arrivati. Determinanti per l’esito sono state le competenze tecniche dell’architetto Massimiliano Furini. Lo stesso Furini, regista dell’operazione,  al termine della cerimonia ha ricostruito le operazioni effettuate durante i lavori, guidando poi un gruppo di visitatori in un sopralluogo nelle zone d’intervento.

Il piccolo e solitario santuario mariano che si trova al termine di un lungo stradone in mezzo ai campi, dopo sette anni di lavoro, ritorna quindi a vivere anche grazie al contributo economico della Regione Veneto (per l’80%) e della Fondazione Cariparo. Non meno fondamentale è stato il contributo del “Comitato San Genesio” presieduto dal prof. Roberto Rovigatti, che ha raccolto oltre 16mila euro permettendo di chiudere il cerchio. Quel che avanza sarà utilizzato per alcuni ritocchi estetici se ed in quanto necessari. Un grande lavoro di squadra dunque, grazie alla riconosciuta credibilità delle persone resesi disponibili fin dalla fine del 2017 e  alla piena disponibilità degli Eredi Camerini.

La celebrazione si è conclusa con il pranzo al circolo “4 lamiere” a Zampine di Stienta.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 4 Febbraio 2020

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