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LENDINARA

L'assegnazione della Torre Civica di Lendinara diventa una fiction a fumetti per Urbanitas

Alessandro Ferlin contro Luigi Viaro: "I lavori erano già finanziati da due anni, perchè ulteriori costi oggi?" Il sindaco rispedisce al mittente la richiesta e non risponde in consiglio comunale

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Lendinara – E' diventata una telenovela a fumetti, pubblicata sulla propria pagina del gruppo di Urbanitas Lendinara la cronistoria dell’infinita riqualificazione della torre civica affrontata con il question time di Alessandro Ferlin nel consiglio comunale di mercoledì scorso. La Torre civica di piazza Risorgimento ha una sua storia e se l'ex sindaco, oggi consigliere di minoranza, non ha molto da eccepire sull’assegnazione al Fai “associazione meritevole di attenzione” (LEGGI ARTICOLO) e che potrebbe esserne custode per la promozione, molto ha invece da dire sull’infinita storia dei lavori mai conclusi e sui costi.

“Prima doveva essere sede Pro loco, poi Iat e ora diventa sede del Fai” dice Ferlin che aggiunge: “D’accordo cambiare idea, ma pongo l’attenzione sulle modalità, credo che qualsiasi destinazione di un bene pubblico, tanto più se storico come la torre, dovrebbe avere una programmazione, una discussione in commissione e quindi in consiglio comunale”.
“Quando saranno conclusi lavori - gli ha risposto direttamente Luigi Viaro - ci confronteremo anche sul bilancio di previsione. Le dichiarazioni che lei riporta dicono ‘dopo il restauro’, non ci sono scadenze, non ci sono termini. Spero che il 2020 sia l’anno buono. Il problema non è se sarà sede Pro loco, Iat o Fai, magari di tutte e tre, com’è avvenuto per la vecchia Pescheria e la cittadella della cultura (che sui tre piani ospita diverse associazioni). Pensare di tenerla aperta per una sola associazione è impensabile. Bisogna ragionare su scala diversa".


Nell’ottobre scorso il Fai aveva effettivamente presentato domanda per avere un posto in Pescheria vecchia, ma poi si era destinato il luogo al progetto della Lilt. Il Fai non ha ancora iniziato le attività e gli è stata data provvisoriamente come sede istituzionale la sala Frizziero in cittadella e i locali dell’ex ospedale, dove prima c’era la Croce Rossa, con un accordo di sei mesi rivedibili. “Tenendo presente che la torre per cinque anni è vincolata a non ospitare attività lucrative, sostiene Ferlin, ho maturato una sorta di obbligo morale nei confronti dei consigli comunali, il precedente e l’attuale, di come sono trattate e definite in modo unilaterale certe dinamiche che interessano la cosa pubblica, sulla quale il consiglio comunale, vero depositario delle scelte democratiche, sarebbe tenuto a pronunciarsi”.

A questo si riferisce la cronistoria allestita da Urbanitas recuperando i verbali di consiglio, per cercare di ridare di spronare gli stessi consiglieri di maggioranza a riprendersi i diritti e i doveri che il ruolo comporta.
La cronistoria fumettistica della riqualificazione della torre civica, parte dal verbale del 30 gennaio 2015. In quell’occasione il sindaco Viaro affermava che “… questa è un'opera che è stata presa per il ciuffo dei capelli perché il termine di scadenza era il 31/12, prorogata al 28 di febbraio”, comunicando di seguito il finanziamento con i fondi Gal e la predisposizione delle procedure di gara per poterla appaltare e una piccola penale affrontabile piuttosto che rinunciare al contributo di 188.000 euro e lasciare la torre civica senza intervento. Seguono le disamine dei verbali del 28 luglio di quell’anno, in cui l’assessore Bassal parlava di una seconda tranche di 35mila euro oltre ai 178mila iniziali  per mettere in sicurezza la torre e spostarvi la sede Pro Loco e dello Iat. Quindi sono citati i verbali del 29 aprile, dell’11 ottobre e del 28 ottobre  2016 per approdare al primo marzo 2017 quando, sempre Bassal affermava che “ … entro giugno San Rocco l'avremo a disposizione con tutti i lavori fatti e iniziamo i lavori della torre”. In quell’occasione il sindaco lo correggeva dicendo che “Probabilmente per quest'anno non si vedrà un risultato” mettendo davanti l’urgenza delle asfaltature necessarie.
Il 24 gennaio scorso, infine, il sindaco ha dichiarato alla stampa che: “La giunta ha ripreso in mano la questione torre in cui mancano lavori di completamento interni, compresa la realizzazione di una scala per l’ultimo piano e dopo il restauro i locali potrebbero diventare sede della delegazione Fai provinciale, da poco approdata a Lendinara”. In quest’ultima occasione si è parlato di 50 mila euro per finire i lavori.
Ora il problema sollevato da Ferlin (Urbanitas) è questo: “Il sindaco Luigi Viaro promette a un’associazione l’utilizzo della torre per cinque anni, con ulteriori costi, quando invece tutto era già finanziato due anni prima e anziché dare convincenti spiegazioni al nostro question time del 29 gennaio, ha risposto  arrogantemente rimandando al mittente le spiegazioni”.
A questo punto restiamo in attesa degli ulteriori sviluppi.
Ugo Mariano Brasioli

 
Articolo di Mercoledì 5 Febbraio 2020

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