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PESANTI EREDITA'

Per chiudere il caso piscine rimane il nodo del prezzo da pagare

Il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo ad un passo dal chiudere la complicata e lunga vicenda dell'ingiunzione di pagamento richiesta al Comune subentrato a Veneto nuoto nel project di costruzione del polo natatorio

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ROVIGO - La cosiddetta proposta di saldo e stralcio è stata fatta dal Comune di Rovigo, la somma è riservata e la risposta sembra essere in dirittura di arrivo a Palazzo Nodari. Il caso piscine starebbe quindi, finalmente, per chiudersi. "La complicatissima partita sta per arrivare al dunque: il nodo è la cifra" lo dice chiaramente il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo.

La questione piscine - Unipol (oggi Bper banca) tiene banco da tempo. La faccenda da 6,8 milioni di euro, solo considerando il decreto ingiuntivo della banca alla amministrazione comunale di Rovigo, temporaneamente sospeso dal tribunale di Bologna (LEGGI ARTICOLO), senza considerare i milioni dovuti all'ex concessionario Veneto Nuoto riconosciuti dal cosiddetto Lodo Baldetti, vede impegnate da anni, per la questione piscine, ingentissime risorse del Comune di Rovigo e potrebbe chiudersi del tutto entro fine anno liberando somme milionarie dal fondo rischi e soccombenze che prudenzialmente è stato creato.

 "Io credo che veramente entro qualche settimana riusciremo ad arrivare ad attivare il percorso con le forze politiche della città. Faremo un percorso con commissioni consiliari e un consiglio comunale sul tema". "Dal punto di vista tecnico, con i fallimenti societari annessi, è molto complicato. La soluzione sarà tombale. Non rimarrà fuori nessun pezzo".

L’ingiunzione di pagamento che Unipol ha chiesto al Comune di Rovigo, subentrato a Veneto Nuovo nel fallimento della società di progetto per la realizzazione del polo natatorio cittadino, vale 6,8 milioni di euro: ai quali si aggiungono gli 1,4 milioni di euro del Lodo Baldetti, definiti durante il contenzioso dalla ormai fallita Veneto Nuovo con il Comune per il ritardato trasferimento di proprietà della ex area piscine di viale Porta Adige, più una rivendicazione di contributo per la bonifica dell'area da inquinanti (amianto) per circa 350mila euro, tutti lievitati nel tempo per interessi e rivalutazioni a 2,2 milioni di euro circa.

E' storia recente che Unipol avesse fatto una proposta al Comune di Rovigo,
prima della caduta dell'ex sindaco, per chiudere la vicenda mutuo concesso a Veneto Nuoto formulata a inizio 2018 e scadente il 31 marzo 2018 per 4,35 milioni di euro per chiudere tutte le pendenze in essere, ma quella proposta non venne accolta nei tempi previsti da Rovigo, risultò inserita all'interno di una proposta conciliativa che il Comune formulò insieme a Veneto Nuoto a giugno 2018, che non venne accettata da Unipol.

Unipol venne poi assorbita dalla galassia Bper Banca e non è scontato che quanto valeva per Unipol valga ancora per Bper, ma l'auspicio è ovviamente quello che quella proposta possa ritornare attuale e che la partita con il curatore di Veneto Nuoto si possa chiudere al valore del lodo. Se così fosse la questione piscine potrebbe risolversi con 4,35 + 1,5 milioni ovvero poco meno di 6 milioni di euro liberando quindi almeno 2,5 milioni dal fondo comunale. Le cifre rimangono comunque al momento riservate così come il costo complessivo dell'operazione.

Articolo di Giovedì 6 Febbraio 2020

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