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GIORNATA DEL RICORDO

Una tragedia che non deve essere dimenticata

A Badia Polesine (Rovigo) solenne cerimonia per la commemorazione in via martiri delle Foibe che è stata aperta dal cerimoniere Mario Baratella. Presente il sindaco Giovanni Rossi e le autorità militari 

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BADIA POLESINE (RO) - Anche a Badia, si è celebrato solennemente il Giorno del Ricordo di uno degli orrori del Novecento provocati da una pianificata volontà di epurazione etnica e nazionalistica, coperti per troppo tempo da un’ingiustificabile cortina di silenzio, come ha avuto modo di dire il capo dello Stato Sergio Mattarella. è chiaro che l’avversario più forte e più insidioso da battere è quello dell'indifferenza, del disinteresse, della noncuranza che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia.

Già nel prologo di venerdì scorso in Abbazia, nell’incontro con Costantino Di Sante, si era parlato della complessa vicenda del confine orientale italiano e dell’importanza di confrontarsi con le storie altrui per iniziare a fare i conti con il passato per esorcizzare l’indifferenza così come qualsiasi negazionismo. Oggi un altro tassello al ripristino dei valori della conoscenza per la convivenza pacifica è stato aggiunto del sindaco Giovanni Rossi (nell’occasione accompagnato dagli assessori Valeria Targa e Fabrizio Capuzzo). 

La commemorazione in via martiri delle Foibe è stata aperta dal cerimoniere Mario Baratella con il saluto delle associazioni militari e, dopo un momento di raccoglimento e la deposizione di una corona di fiori sulla lapide dedicata ai caduti sotto il regime di Tito, il primo cittadino si è rivolto alla scolaresca arrivata in rappresentanza delle scuole medie “Ghirardini” con parole semplici e convincenti accumunando il ricordo delle tragedie della Shoah e delle Foibe affinché quei crimini non si ripetano. “Bisogna ricordarsi di queste tragedie non solo perché lo impone una norma ma ritrovando in noi la consapevolezza che solo dal confronto civile potremo evitare il ripetersi degli orrori del passato nati sempre dalle prevaricazioni dei forti sui deboli del momento”. Per farlo Rossi ha invitato tutti a recuperare il rapporto umano diretto e il dialogo per scongiurare l’indifferenza. “Questo non vuol dire andar sempre e necessariamente d’accordo ma cercare di capire le ragioni dell’altro, essere cittadini è anche questo”. Le esatte proporzioni della tragedia e dell’esodo giuliano-dalmata che ne seguì, ancora oggi, non sono del tutto precisate però non può essere dimenticata né strumentalizzata, né tantomeno giustificata con le precedenti opposte prevaricazioni, questo per il rispetto che si deve a  tutti i morti innocenti e a coloro che hanno dovuto riscrivere la propria vita lontano dai luoghi d’origine. 

La commemorazione si è conclusa con la lettura di alcune riflessioni sul tema proposte dagli alunni arrivati in rappresentanza delle scuole, salutati uno ad uno dal comandante della stazione dei carabinieri di Badia Gianluca De Venuto. Alla fine il Sindaco ha offerto ai ragazzi un meritato gelato. 

Per la cronaca, nonostante la giornata lavorativa e il tempo incerto, c’è stata buona partecipazione di persone d’ogni età. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 11 Febbraio 2020

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