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AMBIENTE

Stanno devastando gli argini dei fiumi

La regione del Veneto proroga il piano di controllo ed eradicazione per le nutrie. Coldiretti Rovigo chiede però un nuovo piano più strutturato e incisivo

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ROVIGO - È stato firmato un decreto di proroga del “Piano regionale triennale 2016/2019 di eradicazione della nutria e del cinghiale” da parte del dirigente della Regione Veneto Gianluca Fregolent per assecondare le necessità delle imprese agricole vessate da queste specie invasive. 

Nel frattempo la Regione sta lavorando per predisporre un nuovo piano. Al momento, non essendocene pronto uno nuovo e per evitare un vuoto normativo, il dirigente ha firmato la proroga di dodici mesi del piano che era scaduto con la fine del 2019. Questo strumento operativo, applicato in tutta la Regione, si occupa del contenimento di queste specie, dannose per il nostro settore. La proroga è estesa quindi al 31 dicembre 2020.

Si tratta di un atto doveroso da parte della Regione – spiega il direttore Silvio Parizzi –. La nostra provincia è infestata dalle nutrie e negli anni la situazione non è molto cambiata. Questo animale ha scavato buche in tutti gli argini, da quelli del fiume Po a quelli dei canali e degli scoli. Questa specie, peraltro non autoctona, provoca sia rischi di sicurezza idraulica dovuti all’erosione creata dalle gallerie scavate da questi erbivori che altri danni al settore. È un problema rilevante che abbiamo portato più volte all’attenzione della politica a tutti i livelli. Ora attendiamo un nuovo piano che ci permetta di intervenire in maniera più incisiva sul fenomeno. Rimaniamo in attesa, da parte degli uffici della Provincia, della conferma o delle modifiche sull’iter da adottare per la cattura degli animali”.

Articolo di Mercoledì 12 Febbraio 2020

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