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EX CASA CIRCONDARIALE DI VIA VERDI

Situazione compromessa ma non chiusa sul carcere minorile. Urge scelta coraggiosa per il tribunale

Il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, di ritorno da Roma riconosce il quadro negativo, ma non demorde sostenuto dall’Ordine degli Avvocati. Mattia Maniezzo del M5s: “Ora salviamo il tribunale in Polesine”

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ROVIGO - Il sindaco Edoardo Gaffeo, al termine dell'incontro al Ministero, dove si è recato questa mattina 13 febbraio con l'assessore al Welfare Mirella Zambello, sulla questione carcere minorile in città, afferma quanto segue: “La situazione è compromessa ma non chiusa definitivamente. La latitanza della precedente amministrazione non ci aiuta, ma faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per far sentire la nostra voce. Dal punto di vista tecnico il progetto sta andando avanti, ora dobbiamo far sentire la nostra voce dal punto di vista politico. Possono ancora esserci margini di manovra”.

Il sindaco si riferisce alla presa di posizione che può assumere il consiglio comunale del 18 febbraio (LEGGI ARTICOLO), già fissato per trattare due mozioni, una della maggioranza e una della minoranza (LEGGI ARTICOLO), sulla collocazione del carcere minorile a Rovigo, entrambe indicano un No al carcere minorile, soprattutto non lì in via Verdi". In un primo momento Nadia Romeo, presidente del consiglio, aveva provato a coinvolgere la minoranza ad una mozione unitaria, stante la disponibilità della maggioranza, ma fino a qualche ora fa la risposta era picche (LEGGI ARTICOLO). Forse ora ci saranno i margini per una ripresa del dialogo.

Proprio stamattina la diffusione della risposta che il Ministero avrebbe riservato al sindaco di Rovigo, Mattia Maniezzo consigliere comunale del M5s aveva chiesto un aggiornamento attraverso i canali romani del proprio partito: "Con riferimento all’oggetto la informo che il Dipartimento per la giustizia minorile ci ha appena comunicato che, riguardo ai lavori per il nuovo istituto penale per i minorenni presso l’ex casa circondariale di Rovigo, l’iniziativa riveste carattere prioritario, è stata già finanziata e il competente Provveditorato OO.PP. ha già affidato l’incarico di realizzazione della progettazione definitiva ed esecutiva. Il progetto è, inoltre, in stato molto avanzato in quanto già revisionato dal dipartimento e in attesa di essere approvato".

"Quello che ci aspettiamo dalla politica locale - interveniene Enrico Ubertone, presidente dell'ordine degli Avvocati - è che, almeno nelle rarissime occasioni in cui tutte le parti sono d'accordo, e mi pare che per la questione 'tribunale in centro' lo siano, trovi la forza per poter incidere sui processi decisionali che hanno pesanti ricadute sulla nostra comunità. Sono convinto che il Dap, al netto di quanto sinora speso per il progetto (che peraltro corrisponde più o meno al costo che il Ministero si accolla ogni anno per i canoni di locazione degli uffici esterni del tribunale), non cambi proprio nulla se il nuovo carcere minorile verrà realizzato in via Verdi o in qualsiasi altro posto. Anzi, probabilmente qualsiasi altro posto risulterebbe più adatto anche alle esigenze della stessa amministrazione penitenziaria. Noi avvocati siamo pronti a fare la nostra parte, offrendo lo studio tecnico di fattibilità con molteplici proposte per un efficiente palazzo di Giustizia in centro. Ora ci aspettiamo che la politica faccia la sua".

Maniezzo focalizza la nuova problematica del Comune di Rovigo. "Adesso abbiamo la certezza che il carcere minorile arriverà in via Verdi. - specifica Maniezzo - Le responsabilità sono della giunta precedente, ma anche questa amministrazione forse non si è mossa tempestivamente dal suo insediamento. Noi del M5s siamo disponibili con tutte le forze politiche per trovare una nuova collocazione al tribunale e abbiamo già le soluzioni".
Il M5s spinge perché si prenda una decisione percorribile sul tribunale. "La domanda per la collocazione di un nuovo tribunale il Ministero l'ha posta al Comune di Rovigo nel 2018. Sembrava urgente e sono passati due anni. Se non diamo una risposta succede come con l'ex casa circondariale di via Verdi. Il Ministero va avanti e decide da se'. Il pericolo che si corre non è solo quello che il tribunale venga realizzato fuori dal centro del capoluogo, ma proprio fuori dal Polesine visto che l'area di giurisdizione del tribunale comprende anche la bassa padovana, in provincia di Padova".

Articolo di Giovedì 13 Febbraio 2020

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