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Per il Giudice l’intervento di Rizzo su Menniti-Ippolito era regolare

Respinto il ricorso delle FemiCz Rovigo, il placcaggio di Michele Rizzo del Petrarca Padova non era falloso, secondo il Giudice sportivo una serie di circostanze sfortunate hanno causato la frattura alla mandibola di Andrea Menniti-Ippolito

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Andrea Menniti-Ippolito a terra a Padova nel derby

ROVIGO - Sconfitta sul campo (Leggi la cronaca di Petrarca - FemiCz Rovigo) e davanti al Giudice sportivo. La FemiCz Rovigo esce con le ossa rotte dal derby di Padova del 2 febbraio. Dopo la sconfitta coach Casellato aveva preannunciato una citazione nei confronti del pilone del Petrarca Padova, Michele Rizzo (LEGGI ARTICOLO) un placcaggio che ha provocato la frattura della mandibola di Andrea Menniti-Ippolito. L’arbitro Vedovelli nella circostanza non aveva ravvisato nulla, ma il referto medico presentato dalla FemiCz Rovigo parla chiaro.

Mediano d’apertura della FemiCz Rovigo che si era già liberato dell’ovale, ed era stato pure placcato da un avversario, al 21’ del primo tempo il colpo (giudicato fortuito) del ko che lo ha costretto ad abbandonare il campo.

Giudice sportivo che sposa la tesi del Petrarca Padova “l’azione in esame, infatti, è all’evidenza una normale azione di gioco nell’ambito della quale Michele Rizzo tenta di placcare Andrea Menniti Ippolito ciò mentre il proprio compagno n. 13 dall’altro lato effettua la stessa iniziativa difensiva. Il giocatore n. 13 del Petrarca riesce a placcare il giocatore n. 10 del Rovigo con due (letteralmente due) secondi di anticipo rispetto a Michele Rizzo, togliendo gli appoggi al giocatore n. 10 che si abbassa repentinamente ovviamente Michele Rizzo non può avvedersi di questo fatto, avendo già iniziato la propria azione di placcaggio. Egli tecnicamente utilizzando i termini di World Rugby “committed to the tackle”, quindi può regolarmente portare a termine l’azione intrapresa. Purtroppo come detto il contemporaneo placcaggio del n. 13 del Petrarca determina un improvviso ed imprevedibile abbassamento del giocatore n. 10 del Rovigo da ciò derivando l’impatto che ha comportato l’infortunio del giocatore stesso. E’ di tutta evidenza solo esaminando la sequenza di gioco e considerando adeguatamente la tempistica dell’azione che l’azione posta in essere dal Michele Rizzo non è finalizzata al compimento di una scorrettezza ma è una regolare azione di gioco che ha avuto esito sfortunato ed imprevedibile per la concomitanza del placcaggio del giocatore del 13 del Petrarca, ovviamente lo scontro è duro e francamente dispiace che abbia determinato un infortunio ma esso non pare molto diverso da tanti altri cui si assiste quotidianamente nei campi da gioco”.

l Giudice Sportivo ritiene che le argomentazioni proposte dalla difesa dalla siano condivisibili e meritevoli di accoglimento con contestuale rigetto dell’istanza formulata dalla FemiCz Rovigo. “Invero il giocatore del Petrarca Rugby, Michele Rizzo, cerca di placcare il giocare del FemiCz Rovigo e si posiziona per affrontare correttamente il placcaggio. Qualche istante prima del placcaggio del Rizzo, il giocatore del Rovigo Menniti Ippolito veniva anche placcato da un altro giocatore del Petrarca. Le immagini sono chiare nel mettere in rilievo come il placcaggio posto in essere dal n. 13 del Petrarca Rugby fa abbassare repentinamente il Menniti- Ippolito verso terra prima dell’intervento del Rizzo e che quando quest’ultimo opera a sua volta il suo intervento, il giocatore Menniti Ippolito era in posizione diversa in termini di altezza (più in basso in posizione di caduta quando impatta con il Rizzo”. 

“La circostanza esimente sopradescritta del repentino cambio di altezza del portatore di pallone fa ritenere non sussistente l’elemento cardine dell’azione di antigioco. La volontarietà. Invero l’art. 41 più volte richiamato pone come limite quello che l’azione di antigioco debba essere volontaria, rendendo esenti da responsabilità e, quindi, da sanzione, tutti quei falli accaduti accidentalmente e/o comunque non volontari. In altri termini appare sufficientemente provato e riscontrato che il Rizzo cerca di effettuare un placcaggio regolare, che nell’azione che pone in essere entra in gioco un fattore non previsto, cioè quello del repentino abbassamento del giocatore da placcare e che l’impatto ha per oggetto la parte del collo, senza volontarietà”.

Per questi motivi il Giudice respinge il reclamo della FemiCz Rovigo e dà ragione al Petrarca, nessuna squalifica per Rizzo.  

Articolo di Giovedì 13 Febbraio 2020

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