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CASA DI RIPOSO BADIA POLESINE

Potesse fallire, lo sarebbe già. Il sindaco chieda il commissariamento della Casa del sorriso

Durissimo attacco di sindacati e Partito democratico alla gestione della locale casa di riposo, a guida leghista, con problemi di bilancio e prima di una strategia per uscire dalla gravissima crisi in cui versa

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BADIA POLESINE (Rovigo) – “Prossima fermata il fallimento”. Così esordisce il comunicato del Partito democratico di Badia che cavalca l’onda del malcontento e della preoccupazione alla Casa del Sorriso già espressi dai sindacati, pronte a inasprire la protesta per la situazione di crisi quasi irreversibile dell’Ipab locale (LEGGI ARTICOLO).

La drammatica situazione che si respira all’interno della Casa del sorriso, non lascia spazio ai dubbi e certifica ciò che, come Partito democratico, sosteniamo da diversi mesi”, prosegue il comunicato che addossa alla Lega le maggiori responsabilità per la situazione in cui versa l’Ente.

Per Cgil Cisl e Uil le recenti dichiarazioni del presidente Tommaso Zerbinati che aveva parlato di “situazione economica in recupero” non sono veritiere e vanno smentite. Pare proprio che non sia così, se oltre all’ormai cronica difficoltà a pagare i fornitori, per la prima volta nella storia non si riesce neppure a liquidare il salario accessorio (produttività) ai lavoratori per progetti realizzarti già nel 2018; dipendenti nel frattempo sovraccaricati di lavoro a causa del blocco generalizzato del turnover, fino ad arrivare all’impossibilità di godere pienamente delle ferie.

“Se la quota sanitaria prevista per legge fosse erogata a tutti gli ospiti ricoverati - continua la nota - il bilancio della Casa di riposo sarebbe in positivo”, invece la situazione è paradossale: aumenta la richiesta di assistenza e diminuiscono i posti, mentre il primo piano del Villaggio del Sole rimane inutilizzato.

Se le sigle sindacali non escludono il ricorso alle vie legali contro la Regione per la mancata riforma delle Ipab e per il mancato adeguamento delle impegnative di rilievo sanitario assegnate alla provincia polesana, i Dem alzano la voce contro Zaia “in procinto di girare il Veneto per ottenere l’ennesimo disastroso mandato amministrativo dopo aver gettato le famiglie degli anziani nel baratro economico, prossimo all’insolvenza, di fronte agli indiscriminati aumenti di retta ritenuti inopportuni persino dall’assessore Manuela Lanzarin. La mancanza di una seria politica di gestione della Casa del sorriso ha determinato questa situazione, autorizzando serie perplessità sulle capacità manageriali dell'attuale cda e sul potere di controllo dell'amministrazione comunale".

“Le inascoltate esternazioni del comitato dei famigliari e la situazione che si é venuta a creare anche con i dipendenti non può che destare preoccupazione nei cittadini” affermano i Dem, che paventano l’ennesimo comunicato pieno di giustificazioni del presidente Zerbinati, spalleggiato dal sindaco Rossi e dalla Lega, ma che servirà solamente a certificare il fallimento politico di questa gestione.

Giovanni Rossi farebbe invece bene, secondo i Dem, a convocare urgentemente tutto il consiglio di amministrazione a riferire in Consiglio comunale per chiarire “realmente” se la situazione attuale sia sostenibile, ma dovrebbe anche per valutare un possibile cambio dei vertici della Casa del Sorriso, prendendo anche atto che il millantato “corridoio verde con Venezia” non sta producendo nulla di buono.

La messa in pericolo dei servizi forniti e l’incerto futuro dei lavoratori, senza i quali la struttura non sarebbe nemmeno operativa, attendono urgenti risposte.

Il Partito Democratico, pensa che la casa di riposo dovrebbe essere “un incubatore sociale aperto” per offrire servizi di qualità per il benessere dei cittadini in difficoltà e si chiede: Che ne sarà dei servizi di prim’ordine che erano il fiore all’occhiello della struttura e del nucleo Alzheimer?

I mancati investimenti nel sistema assistenziale per gli anziani, la miopia nella programmazione dell’ultimo decennio e l’apertura di nuove strutture private che riducono il costo del lavoro squilibrando i costi, porterà al tracollo inevitabile delle Ipab.
“Meno proclami, sfilate e autoincensamenti preelettorali e più risorse alle strutture mettendo finalmente mano alla riforma delle Ipab promessa già 5 anni fa e mai realizzata” è l’appello rivolto a Zaia dai Dem locali, che maliziosamente concludono domandandosi se "la mancata riforma sarà usata  come carta elettorale per imbrogliare il popolo veneto alle prossime elezioni regionali".
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Giovedì 13 Febbraio 2020

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