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POLITICA ADRIA

Lala Lubelska, testimone della Shoah, pietra dello scandalo in consiglio comunale ad Adria

La consigliera comunale di Fratelli d'Italia Giorgia Furlanetto non ha potuto nemmeno nominarla: "Non siamo qui a parlare delle foibe, ci sta facendo perdere tempo con le sue mozioni" le è stato detto togliendole la parola

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ADRIA (ROVIGO) - Di Lala Lubelska abbiamo scritto più volte, uno degli ultimi toccanti momenti di ricordo della polesana, di origini polacche,supersite ai campi di sterminio nazisti è qui (LEGGI ARTICOLO) quando a Badia la nipote Rachele, che porta il nome della madre di Lala, l'ha ricordata con dovizia di particolare illustrando ai presenti le atrocità vissute e la forza della nonna.

Definita una testimone-chiave della Shoah per gli archivi Spielberg, donna dotata di immensa forza d'animo, che sposò un badiese, Giancarlo Cicogna, conosciuto nel campo di concentramento di Flossemberg, ad Adria è stata scambiata per una vittima delle foibe, visto che la proposta di un riconoscimento formale della Città di Adria verso la sopravvissuta allo sterminio nazista (morì nel 2006) veniva da Giorgia Furlanetto, la consigliera da isolare (LEGGI ARTICOLO) secondo il consigliere Federico Paralovo.

La nipote Rachele, la ricorda così e commenta i fatti della città etrusca con dispiacere pensando all'incontro avuto dalla nonna Lala proprio con Giorgia Furlanetto.

Dunque succede che vent’anni fa mia nonna Lala viene invitata ad Adria come testimone sopravvissuta all’Olocausto. Mi raccontava di una grande simpatia e intesa col sindaco di allora Sandro Gino Spinello, un uomo che lei descriveva pregno di sensibilità e umanità.

Un anno andò a tenere una conferenza e nei pressi del luogo in cui lei parlava, c’era un banchetto di militanti dell’allora fronte della gioventù. Il giorno della memoria era già stato istituito ma il giorno del ricordo ancora no. In quel banchetto si chiedeva la possibilità di ricordare Norma Cossetto. Da molti venne visto come irriverente , provocatorio e poco rispettoso nei confronti di un testimone della Shoah. Ad un certo punto lei stessa fu condotta davanti ai ragazzi del fronte , col palese scopo di farli “svergognare".  Lei, mi raccontò, fu avvicinata da una ragazza molto giovane che le disse “stiamo cercando uno strumento per ricordare Norma Cossetto, solo questo". Mia nonna le diede ragione.

A quella giovane disse fai bene, Norma Cossetto patì il mio stesso inferno ma per lei la vita fu peggiore. Ci fu uno scambio affettuoso, tenero, era una nonna lei, non propriamente negli standard di quelle che ti raccontano le favole, ma la nonna la sapeva fare. Quella ragazza (ancora ragazza) era Giorgia Furlanetto.

Oggi a Giorgia va la solidarietà mia e della mia famiglia. Immensa solidarietà , perché ieri sera, o meglio, anche ieri sera, è stata trattata come una appestata durante il consiglio comunale. Aveva scritto una mozione Giorgia, che il comune di Adria ha protocollato il 7 febbraio. Chiedeva la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, a Norma Cossetto e a mia nonna, perché, a suo avviso, se la memoria va onorata, allora lo si faccia nei confronti di persone che si sono spese nel territorio per tenerla viva. La mozione è stata censurata , in consiglio non è mai arrivata. 

In consiglio però è stato chiesto agli altri consiglieri di minoranza di “spostarsi da lei”.  Lei è di Fratelli d’Italia.

Viene da citare Flaiano, inflazionandolo ma, mi spiace, sempre attuale: i fascisti si dividono in due categorie, i fascisti e gli antifascisti. Chi sono in questa storia i fascisti?

Nessuno deve nulla a me, alla mia famiglia e alla mia nonna. Una cosa la voglia dire però e sono certa di parlare anche a nome suo: a questi sopravvissuti interessava tutto tranne che essere la bandiera del pensiero unico.

Nella caccia alla streghe erano abituati ad essere le streghe. E mia nonna, Lala Lubelska, oggi starebbe con fierezza e gratitudine con Giorgia Furlanetto.

 
Articolo di Martedì 18 Febbraio 2020

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