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MOZIONE SU PALAZZO DI GIUSTIZIA

Il presidente del Tribunale pronto a riferire al Ministero: "Il Comune non ci darà il Maddalena"

Il fatto che il consiglio comunale di Rovigo chieda che il Tribunale rimanga nello stabile inadeguato, privo di certificazioni di sicurezza, con impianti obsoleti e da cambiare non è la risposta che Angelo Risi si aspettava

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ROVIGO - Il presidente del tribunale, Angelo Risi, è deluso ma non lo dice, si lascia solo scappare un "E' una brutta giornata oggi". E il riferimento non è alle condizioni metereologiche. Il 18 febbraio il comune di Rovigo ha votato all'unanimità in consiglio comunale il testo di una mozione che recita più o meno così: "La città è unita nel mantenere il tribunale in centro storico, via Verdi è la sede idonea, per questo il consiglio comunale dà il mandato al sindaco per sostenere davanti ad ogni istituzione la non realizzazione del carcere minorile in città e l'ampliamento del palazzo di giustizia dalla attuale sede nell'ex carcere".

"Peccato sia in ritardo di quattro anni - dice Risi - quattro anni fa sarebbe stata perfetta. Ora é tardi per bloccare il carcere minorile". Ma l'azione politica della città che dice un No corale al carcere minorile? Il progetto esecutivo è avanzato, è già ritornato ai progettisti con le correzioni del Ministero. Entro l'anno inizia il cantiere, come detto infatti anche dal sindaco Edoardo Gaffeo in consiglio. 

Nella mozione votata dai 29 consiglieri comunali presenti in aula non c'è quello che serviva e aveva sollecitato il presidente del Tribunale, tra l'altro incredibilmente non invitato all'assemblea che trattava il futuro del palazzo di Giustizia di Rovigo. Risi aveva chiesto una disponibilità di un immobile per il nuovo tribunale. "La mozione non riporta alcun immobile disponibile e non dice che il tribunale può essere realizzato all'ex ospedale Maddalena". La mozione dice che il tribunale di Rovigo rimane dove è, e Risi sa che invece non sarà possibile per le condizioni di vetustità del tribunale e perché non potrà allargarsi su via Verdi.
D'altra parte l'allarme sulle condizioni precarie dello stabile Risi lo ha dato nel 2018, poco dopo il suo arrivo. "Non si può rimanere qui". L'edificio necessita di ristrutturazione, ha l'impianto idraulico che perde ovunque, le infiltrazioni si possono notare in tutti i piani, l'impianto elettrico non è a norma, non c'è la certificazione antincendio. Senza contare che tra affitti e altri sedi il tribunale ha spese per 400mila euro e che solo la sicurezza armata in tutte le sedi ne costa 100mila di euro.

Nell'estate 2019 il Ministero ha fatto una ricognizione sugli immobili per la realizzazione del Tribunale di Rovigo, ovviamente secondo i requisiti necessari ad un moderno palazzo di giustizia. Ha chiesto alla Regione che non ne ha a disposizione, ha chiesto alla Provincia, anche lei non ne ha, uguale risposta ha dato il Comune. Il Ministero si è rivolto al demanio: caserma Silvetri ed ex carcere di Rovigo. "Impraticabili entrambi: il primo ha un residio immobiliare troppo basso dopo il trasferimento di Archivio di Stato e Agenzia delle entrate; l'ex carcere è stato acquisito dallo stesso ministero per cui lavoro e il progetto esecutivo è troppo avanti".

Quasi tutte le città del Veneto hanno messo a disposizione in comodato d'uso un edificio comunale in cui il tribunale, ovvero il Ministero, paga arredi, utenze, manutenzione, necessità tecniche peculiari. A Venezia il nuovo tribunale sarà realizzato in piazzale Roma grazie al bando Periferie, il comune realizza un immobile che poi mette a disposizione del tribunale. Il servizio del tribunale è un servizio pubblico, non privato. A Rovigo l'edificio per il tribunale non è saltato fuori.

"Al Maddalena il tribunale sarebbe stato bene. Lo spazio necessario c'è tutto, 13mila metri quadri". Ci sarebbe la possibilità di riunire tutte le sedi in un'unico edificio, le aule troverebbero spazio all'ultimo piano, al piano terra e seminterrato tutti gli archivi e non dovrebbero pagarsi affitti a privati che il Ministero assolutamento non intende più fare. "Il Ministero deve trovare una soluzione che dura secoli, non 5 anni". Ovviamente il Ministero avrebbe fatto la sua parte dal punto di vista economico per rendere fruibile, anche tecnologicamente, l'intero edificio.

"La settimana prossima comunicherò al Ministero che il Comune non mette a disposizione l'ex Maddalena".
Cosa succederà? Il ministero di Grazia e Giustizia, ormai è completamente sua la competenza e la responsabilità nel trovare e ricercare gli stabili per l'attività di giustizia, cercherà un terreno con tutti i requisiti richiesti fuori città, lo esproprierà e costruirà ex novo un immobile a se stante. Un po' come è successo con la nuova questura.
Dopo tante battaglie si rischia davvero di perdere la guerra. 

Articolo di Mercoledì 19 Febbraio 2020

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