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POLITICA

'Un bel tacer non fu mai scritto', così il PD replica al Sindaco

Duro attacco del Partito democratico di Badia Polesine (Rovigo) al primo cittadino Giovanni Rossi “il mandato politico di questa amministrazione comunale si sta lentamente frantumando”

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BADIA POLESINE – Se l’inverno meteorologico è stato caldo, la primavera politica a Badia si preannuncia perlomeno surriscaldata, almeno stando alle scaramucce (ma forse siamo solo  all’inizio) fra il Partito Democratico e il Primo cittadino sulla controversa gestione politico-economica della Casa del Sorriso. 

"'Un bel tacer non fu mai scritto'" è l’incipit del comunicato distribuito oggi dai Dem locali che invitano Giovanni Rossi “… a imparare a leggere bene i nostri comunicati e non soffermarsi semplicemente sul titolo, il Pd non ha mai chiesto il commissariamento dell’ente” complice il fatto che un commissario regionale aumenterebbe le rette diminuendo drasticamente i servizi che continua dicendo  “Casomai è il sindaco ad augurarsi che ciò avvenga in modo tale da poter scaricare le responsabilità sulla Regione del Veneto e lavarsene pilatescamente le mani, come ha sempre fatto”.

“Il sindaco Rossi, però, sa stupire tutti e non contento di quanto detto, rincara la dose sostenendo che lui è sempre stato favorevole alla privatizzazione della Casa del Sorriso (riallineandosi quindi alla posizione del Cda a guida Previatello, scaricato nei primi consigli comunali del 2017 quando lo stesso Rossi dichiarò di essere favorevole a che la struttura rimanesse pubblica) ponendosi, così, in contrasto con il suo azionista di maggioranza (la Lega) che, a suo dire, lo ha 'obbligato' a rinunciare alla privatizzazione".

“Ormai è evidente a tutti, prosegue il comunicato, che il mandato politico di questa amministrazione comunale si sta lentamente frantumando, e si è già creata una crepa vistosa tra il sindaco e la Lega, mentre accogliamo con favore la presa di posizione di Forza Italia che si scaglia contro l’inefficienza della Regione, dove però si trova a governare assieme alla Lega stessa, disperato ci appare, poi, il suo appello lanciato alle forze politiche di opposizione e ai familiari per trovare una soluzione: Rossi si è candidato alla guida della città per risolvere i problemi ed ha tutti gli strumenti per farlo, quindi non si prenda solo gli onori quando taglia i nastri, ma si sobbarchi anche gli oneri richiesti a chi si propone di governare il Comune e gli enti collegati”.

Ricordiamo inoltre al sindaco che, invece di parlare del passato o dei suoi colleghi della precedente amministrazione – conclude il comunicato - dovrebbe preoccuparsi di rispondere ai famigliari degli ospiti, alle sigle sindacali e ai lavoratori della struttura che vivono ogni giorno in condizioni di incertezza. 

Infine i Dem rinnovano l’appello all’assessore Lanzarin, affinché le sue promesse sulle impegnative di cura, ribadite al Comitato dei familiari della Casa del Sorriso, vengano rispettate nel minor tempo possibile, senza attendere necessariamente il periodo della prossima campagna elettorale regionale.

Invero, nel precedente comunicato del 12 febbraio, il PD invitava il Sindaco: “ … anche valutare un cambio dei vertici della Casa del Sorriso”. Se la polemica è il sale della democrazia, però i cittadini attendono risposte ai problemi. Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno, diceva un vecchio adagio. Ora ci si chiede: al fendente del PD locale, cosa controreplicherà Giovanni Rossi?

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Mercoledì 19 Febbraio 2020

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