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ADRIA

Cosa è successo in consiglio comunale ad Adria? Il punto di vista di Lamberto Cavallari

La radicalizzazione dello scontro per chi ha posizioni diverse da quelle dell'amministrazione Barbierato segna la distanza tra il consigliere Cavallari e la maggioranza. "Hanno i numeri per governare, che inizino dopo due anni di proclami"

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ADRIA (Rovigo) - "Incredibile come Giorgia Furlanetto da sola sia bastata a far perdere la testa a tutta la maggioranza, con il consigliere Federico Paralovo che ha invitato me ed il consigliere Sandro Gino Spinello ad allontanarsi da Furlanetto (LEGGI ARTICOLO)".
E' sorpreso l'ex candidato sindaco Lamberto Cavallari di quanto "oltre" si sia andati lo scorso 13 febbraio ad Adria, prova quindi a ricostruire la vicenda che l'ha visto protagonista dell'invito del consigliere Federico Paralovo.
"Paralovo ha semplicemente perso il lume della ragione attaccando me e Spinello - commenta Cavallari - proponendoci di alzarci e di prendere fisicamente le distanza dagli “appestati", politicamente parlando, Baruffaldi e Furlanetto, una cosa inaudita per il consiglio comunale adriese. Della serie, quando gli argomenti finiscono, si passa alle offese".

Quindi cosa è successo secondo lei il 13 febbraio in aula?

"E’ successo quello che tutti ci aspettavamo da una settimana ovvero che la consigliera Furlanetto ha utilizzato il regolamento in ogni modo per dilatare i tempi della discussione o per fare ostruzionismo come dir si voglia. Il consigliere Paralovo non ha retto e se ne è uscito con una sparata che mai il consesso democratico adriese aveva sentito".

Con ordine: perché parla di una settimana ?

"Perché la settimana prima io stesso mi sono scontrato in modo acceso in conferenza dei capigruppo con la consigliera Furlanetto, facendole notare che su mozioni come quella dedicata alla senatrice Segre non era moralmente corretto esasperare la discussione utilizzando le pieghe del regolamento, ma sono stato lasciato da solo, nel silenzio del presidente del consiglio e dei due capigruppo di maggioranza presenti. Era chiaro con quali  intenzioni si sarebbe presentata in consiglio, mi aspettavo dunque che la maggioranza avrebbe adottato una condotta democraticamente pragmatica, invece... non hanno retto".

Non è andata così quindi, vuole essere più pchiaro?

"Fin dall’apertura della discussione, per primo, ho chiesto che il buon senso prevalesse di fronte ad una mozione che riguardava una tragedia nella storia dell’umanità e che per rispetto a tutte le vittime era opportuno ci fosse da parte di tutti i consiglieri un atteggiamento pacato. La consigliera Furlanetto invece ha iniziato a porre questioni che ai più, me compreso, son apparse un tentativo di impantanare la discussione".

Dunque lei ritiene che Furlanetto abbia provocato la reazione scomposta di Paralovo?

"Ritengo che la consigliera Furlanetto abbia legittimamente esercitato i diritti che le sono concessi dal regolamento, a causa dell’inerzia del presidente Bisco che non è riuscito ad arginare i suoi interventi. Era sua facoltà come minoranza farlo, e tale diritto è indiscutibile, anche se personalmente questo modus operandi non mi appartiene e non condivido la sua azione, ma ci sta, abbiamo storie politiche completamente diverse".

Quando si riferisce alla "sparata della maggioranza" intende quella del consigliere Paralovo?

"Intendo un po' di tutta la maggioranza perché posso comprendere il consigliere Paralovo con il suo scivolone: a me stesso è successo di andare troppo oltre, ma la volta successiva ho chiesto scusa pubblicamente all’aula. In questo caso però la difesa fatta in aula da alcuni assessori, il comunicato stampa diramato dalle liste di maggioranza, a bocce ferme, evidenzia come la maggioranza del sindaco Omar Barbierato abbia idee molto diverse sui valori fondamentali della democrazia e del rispetto istituzionale.
Il rispetto istituzionale non può essere a fasi alterne. Posso capire che l’azione della consigliera Furlanetto abbia esasperato il clima, ma la reazione della maggioranza non può essere che quella entro i limiti del rispetto democratico e istituzionale che il consiglio comunale impone.
Trovo giusto e legittimo nell’ambito di una discussione assembleare prendere delle posizioni in cui si marca la distanza dalla posizione e dalle idee di un avversario, come credo abbiamo fatto, ma quella di alzarsi e allontanarsi fisicamente è un gesto di mancanza di rispetto istituzionale che non mi appartiene e non posso accettare. Ma lei se li immagina Crepaldi o Elios Andreini che si alzavano e se ne andavano?".

Paralovo ha attaccato la consigliera Furlanetto, perchè pensa abbia attaccato lei e Spinello?

"Io non mi sono mai permesso di dire ad altri consiglieri cosa dovrebbero fare o non fare, e già qui ce ne sarebbe abbastanza per segnalare il loro modo di pensare che mi vorrebbe perfettamente allineati sulle loro posizioni.
Se ne facciano una ragione: io sarò sempre alternativo a loro.
E poi non ha voluto riconoscere una collaborazione che per il bene della città avevamo fatto nel redarre i due documenti (mozione Segre e Ipab).
Il primo documento presentato da Paralovo per SiamoAdria era un perfetto copia incolla preso dal comune di San Benedetto del Tronto nel quale non avevano nemmeno scritto Adria, ma hanno mantenuto San Benedetto: solo la mediazione di Spinello che ha apportato delle modifiche e ha proposto di insignire Nali dell’attestazione di Adria Riconoscente ha portato ad un documento che aveva un aggancio con la territorialità.
Lo stesso dicasi per quello sulle Ipab dove abbiamo lavorato su un emendamento, poi accettato dalla maggioranza, che desse qualche segnale in più della solita protesta per il gusto di protestare, inutile e già vista dalla amministrazione Barbierato.
Speriamo che adesso il sindaco lo trasmetta agli altri comuni interessati, o sarà stato inutile pure questo".

Cosa si aspetta adesso?

"Purtroppo poco, di fronte a certa radicalizzazione dello scontro appare chiara la distanza tra il mio modo di pensare e il loro.
Sono vittime del pensiero unico. I numeri per governare li hanno, inizino dunque,
perché francamente in quasi due anni si è visto davvero poco e la città ha bisogno come l’ossigeno di una fase nuova di rilancio, anche culturale e sociale, senza la quale risulta impossibile ottenere qualche risultato. Comunicati trionfalistici a parte..."
Articolo di Mercoledì 19 Febbraio 2020

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