Condividi la notizia

CASA DEL SORRISO

Il sindaco Giovanni Rossi promuove Tommaso Zerbinati, però qualcosa non va

Il problema non sembra essere del Consiglio di amministrazione della casa di riposo di Badia Polesine, ma della programmazione socio sanitario assistenziale della Regione Veneto

0
Succede a:
BADIA POLESINE (Rovigo) - Il sindaco Giovanni Rossi interviene sulla richiesta dal Pd locale (LEGGI ARTICOLO) sulla "drammatica situazione che si respira all’interno della Casa del sorriso" ha avanzato la richiesta che la situazione fosse portata “urgentemente” nell’aula del consiglio comunale, anche “per valutare un possibile cambio dei vertici della Casa del Sorriso”.

“Atteso che sussiste tuttora un rapporto fiduciario nei confronti del CdA della Casa e che Tommaso Zerbinati è preparatissimo, replica il sindaco, mi fa sorridere che a chiederlo sia chi non è riuscito, qualche anno fa, ad avere accesso agli atti in Casa di riposo e che dovrebbe conoscere i limiti d’intervento del sindaco”.

Sostenendo che i problemi della Casa sono sostanzialmente riconducibili alla mancata riforma dei servizi sociali dell’area anziani e che, in ogni caso, nelle more dell’attuazione spetta alla Regione Veneto la titolarità esclusiva dell'autorità tutoria e del potere di revoca, Giovanni Rossi rimanda la palla al mittente: “Dicano loro (il Pd ndr) se vogliono ancora la depublicizzazione della casa di riposo, visto che nella passata legislatura la maggioranza di cui facevano parte si era espressa a favore, seppur con qualche perplessità e distinguo”. In effetti, nel febbraio del 2017 in un’animata assemblea nell’auditorio della Casa del sorriso, l’allora vicesindaco Stroppa, con un documento a firma di Manuel Berengan, Andrea Bertolaso, Claudio Brusemini, Idana Casarotto e Luca Franco manifestò aperto dissenso sull’opportunità proseguire nel percorso di depublicizzazione della struttura.

Per la verità Giovanni Rossi si è sempre dichiarato favorevole a quella scelta, tuttavia rimettendosi alle decisioni della nuova maggioranza e, poiché non c’è stata unanimità, si è deciso di vedere cosa sarebbe successo con il nuovo consiglio di amministrazione. “Quando ho votato a favore della depublicizzazione, l’ho fatto pensando che risparmiare 300mila euro all’anno di Irap fosse un contributo importante al risanamento”.
“Non sono così ipocrita, prosegue il sindaco, da negare che le cose non vanno come ci aspettava, però mi pare che tutti guardino solo all’interesse del proprio gruppo consigliare o di partito anziché portare delle idee praticabili e concrete per sistemare il bilancio della Casa”. Insomma, il sindaco Rossi accetta consigli, ma rifiuta le critiche fatte tanto per criticare che, a suo dire, lasciano il tempo che trovano.

Avverto una sacrosanta insoddisfazione dei familiari rispetto ai costi, ammette Giovanni Rossi, ma fin qui nessuno discute la qualità del servizio erogato e anche quello andrebbe iscritto fra i meriti del cda, senza sparare a zero”. La realtà è complicata e le soluzioni difficili.

All’obiezione di diversificare i servizi aprendoli al territorio, per esempio, il sindaco cita la ventilata apertura della palestra agli esterni, una decisione soggetta a una moltitudine di vincoli, autorizzazioni e standard organizzativi tali da mettere in discussione l’equilibrio del servizio.
 “È il sistema dell’erogazione delle impegnative che non funziona più ed è insostenibile, ponendo in concorrenza strutture che giocano con regole diverse”. In definitiva, è indispensabile rivedere la programmazione delle impegnative di residenzialità, che nel Polesine è molto sottostimata, oltre che adeguarne il valore economico, sostiene il sindaco.

La quadratura del cerchio spetta quindi alla Regione: “Qui non si tratta di sigle o definizioni, servono regole uguali per tutti gli attori, Aps o Fondazioni poco importa, quindi se il Pd ha delle proposte su come sistemare il bilancio della Casa del sorriso, io sono disponibile ad ascoltare, diversamente, ammesso e non concesso che possa litigare con Zaia, cosa potrei ottenere in assenza della riforma?”

Infine Giovanni Rossi ha commentato il possibile ingresso di due consiglieri di maggioranza in Fratelli d’Italia, definendolo un dato politico estremamente interessante  perché: "dal momento che quel partito aveva sostenuto la candidatura di Gianni Stroppa significa che stiamo lavorando bene". L’unico rischio a questo punto (preso atto dei travagli interni mormorati ancorché non ufficializzati di Adesso Badia) è che si dissolva qualsiasi minoranza consiliare, con nocumento per la democrazia.
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Mercoledì 19 Febbraio 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it