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EVENTO

Il re dei Lunapark al Rotary 

L’azienda ha un fatturato che supera gli 85 milioni di euro, conta 450 dipendenti, lavora per i maggiori player del settore: Disney, Coney Island (New York) e in Cina. Alberto Zamperla è stato ospite del Rotary club Altopolesine a Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (RO) – Il 19 febbraio il Rotary club Altopolesine, nella sede del Park hotel le Magnolie, ha ospitato  “il Re dei lunapark”: il cavalier Alberto Zamperla vicentino,  erede di una affermata tradizione familiare e “creatore di fantasia” (come ama definirsi), oggi leader mondiale di un’eccellenza selezionata dai big dell’entertainment. Presentato dal presidente Martino Beggio, l’illustre ospite ha parlato del core business aziendale: “Costruiamo attrazioni per parchi divertimenti, avvalendoci delle tecnologie più innovative con il controllo di tutto il processo produttivo, allo scopo di realizzare qualcosa che affascina sin dal primo impatto rispettando la sicurezza”. 

Erede dell’impero fondato dal padre Antonio, parlata calda e fluente con robusti inserti di sano dialetto vicentino, Alberto Zamperla non è parso omologabile alla consueta figura dell’imprenditore che esterna soltanto su economia, business e modelli di produzione. Esprime a tutto tondo la sua idea di politica intesa come visione complessiva di servizio al cittadino. Il suo pane è senz’altro il profitto ma sa commuoversi davanti alla lettera di una madre il cui figlio disabile ha potuto finalmente andare in giostra e divertirsi.  I suoi valori sono la fedeltà alla parola data, il senso del dovere, la solidarietà e … il caffè corretto con la sambuca. 

Alberto, ex sessantottino, ha conservato un angolo d’animo del ribelle, con un occhio ai conti e l’altro a convinzioni di destra liberale classica che l’ha portato a uscire da Confindustria, in cui era membro del consiglio nazionale di Federmeccanica, dopo il caso BpVi. “Ho partecipato al ’68 quando ero a Parigi, con il movimento guidato da Cohn-Bendit, lottavamo per l’uguaglianza ma ho scoperto invece che abbiamo gli stessi diritti, ma culturalmente siamo diversi, … e mi sono adeguato”. 

L’azienda ha un fatturato che supera gli 85 milioni di euro, conta 450 dipendenti (190 solo ad Altavilla Vicentina), occupa (nell’Image studio consulting) una quarantina di ingegneri ma anche psicologi della comunicazione per rispondere alle richieste provenienti da ogni angolo del pianeta, “… rispettando tutte le culture”. Senza trascurare il piccolo committente con progetti speciali e dedicati la Zamperla lavora per i maggiori player del settore: Disney fra tutti ma anche Coney Island (New York) e Wanda in Cina. “La gestione di Coney Island, dove storicamente è nato il lunapark agli inizi del novecento, è il nostro fiore all’occhiello”. Gusto estetico, capacità ingegneristica, sicurezza, innovazione sono i valori aziendali che sostengono il successo ottenuto per il 98% all’estero. Questo è il suo cruccio: che il suo talento non sia riconosciuto anche in patria, come quando propose di recuperare l'isola veneziana di San Biagio, abbandonata da decenni, per farne un intrattenimento educativo sulla storia e i popoli della Serenissima e un parco giochi. “Non se n'è fatto nulla per l'ambiguità dei politici e l'ostilità degli ambientalisti” ha amaramente ammesso. 

Ha vissuto in Canada e negli Stati Uniti, dove mantiene la residenza e ogni anno percorre 350mila miglia in volo ma il cuore dell'azienda resta a Vicenza dove le macchine del divertimento vengono disegnate, progettate e sottoposte a test rigorosissimi. Le commesse sono pezzi unici, idee irripetibili fatti su commissione: “I manager della Disney hanno i loro bozzetti e noi ci dobbiamo adeguare, è così che siamo diventati i loro partner di fiducia”, dice Zamperla. 

Lavora con Donald Trump ma tifa Bloomberg, detesta le gabelle di Stato e le oppressioni di vario tipo, facendo affari disinvoltamente con i regimi a partito unico (perfino in Corea del Nord) “purché offrano opportunità alle nostre industrie”, spiegando che “ … i miei prodotti costituiscono un ammortizzatore sociale, perché se la gente si diverte, non pensa a uccidere o uccidersi, è l’insegnamento dell’Impero romano: panem et circenses”. Per questo in alcune nazioni le giostre non pagano dogana perché sono considerate un bene sociale. 

Il servizio post vendita e il know out per fare tutto quello che serve per costruire una giostra sono i punti di forza aziendale nel rispetto di normative che sono più stringenti di quelle automobilistiche. Progetta giostre a “vita infinita” con software simili a quelli della Boeing e della Nasa. Le sue attrazioni possono andare dai 450mila euro ai 6milioni di quelle più complesse. 

Attribuisce il suo successo all’innovazione e al personale fidelizzato “… ma la comprensione dei contesti nazionali in cui vai a operare resta fondamentale”. Il figlio Antonio guida la “Zamperla plus” a Berkeley, una divisione aziendale nata con l'obiettivo di creare nuove esperienze attraverso l'uso degli ultimi sviluppi hi-tech applicati alle giostre per permettere il viaggio virtuale. Da qualche anno emette “Minibond Short Term” quotati all’Extramot Pro di Borsa italiana, destinati a Investitori Istituzionali.

Quanto all’Italia Zamperla pensa che la politica non aiuti abbastanza l’impresa, soprattutto quella manifatturiera che crea lavoro: “Scontiamo ancora una mentalità cattocomunista, c’è un enorme cuneo fiscale sul costo del lavoro che favorisce il nero; ancor peggio, lo Stato non sa sostenere il made in Italy e promuovere la creatività, che è la nostra arma vincente”. L’imprenditore di Alta Villa Vicentina però non è tenero neppure con la categoria degli industriali che a suo dire non sanno fare rete altro che col potere. “Negli Stati Uniti se vuoi un servizio in più, paghi e lo ottieni, qui invece lo ottieni se paghi la bustarella”. 

Erano presenti alla serata: il presidente del Consorzio veneto district amusement rides (il braccio operativo del Distretto della Giostra del Polesine) Giovanni Rizzati, il district manager di CNA Franco Cestonaro, Lara Chiccoli (Sindaco Bergantino), Anna Marchesini (sindaco di Melara), Giorgio Cuoghi di LightsCo (impresa del settore che dal 2008 collabora con Zamperla), Alberto Previato e Marco Galanti di T2lab e l’assistente di Zamperla Nicolas Trentin.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 21 Febbraio 2020

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