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ALLARME CORONAVIRUS

Zaia: "12 casi positivi di Coronavirus". Chiuse tutte le Università del Veneto [VIDEO]

Le linee guida per tutti i Comuni. Il presidente del Veneto Luca Zaia con gli ultimi aggiornamenti dalla conferenza stampa del 22 febbraio a Padova

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PADOVA - 12 sono le persone positive al test Coronavirus in Veneto, tre hanno manifestato la malattia di cui uno è morto, Adriano Trevisan di 78 anni (LEGGI ARTICOLO), uno è un signore di Mira di 57 anni, nove sono di Vo' Euganeo come il deceduto. 
Il Veneto è in attesa delle linee guida dal governo, indicazioni che dovrebbero arrivare ad ore, perché ci sia un approccio uniforme su tutto il territorio nazionale. Nel frattempo dono in atto le indicazioni di isolamento di Vo' Euganeo e il coordinamento con il sindaco di Mira, a cui è stato raccomandato di evitare le aggregazioni degli eventi privati di persone in luoghi riestretti, mentre a tutti i sindaci del Veneto sono state fornite le precuazioni standard. I rettori di tutte le università del Veneto hanno annunciato la chiusura degli atenei: sospese le lezioni e gli esami sono rinviati.

E' Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, al termine della riunione in videoconferenza insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai ministri Roberto Speranza e Paola De Micheli, al Capo della Protezione Civile Nazonale Angelo Borrelli e ai colleghi presidenti delle Regioni, a fornire tutti gli aggiornamenti assieme all'assesore Manuela Lanzarin e alla dottoressa Francesca Russo, responsabile della Prevenzione dell'azienda ospedaliera di Padova. Zaia si è sentito al telefono anche con il presidente Mattarella.

Le linee guida stabiliranno se le grandi manifestazioni, che raccolgono tanto pubblico, andranno messe in discussione. "E' l'abc della prevenzione di un virus, ci si deve comportare in modo uniforme, la prevenzione deve essere a 360 gradi. Le linee guida stabiliranno questo. No panico, giusta informazioni. Non tutti gli asintomatici poi sviluppano la malattia" spiega Zaia. 

Dei 12 il cittadino di Mira è ricoverato in rianimazione a Padova, centro di riferimento regionale per le malattie infettive, gli altri 11, tra cui il deceduto, sono di Vo', sono risultati positivi alla verifica con tamponi (tra cui moglie e figlia di Trevisan), 9 di questi sono positivi asintomatici. 8 cinesi della comunità di Vo' che frequentavano il bar, si trovano a malattie infettive per essere testati, controlli anche per un cittadino americano all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Somministrato il test a tutto il personale dell'ospedale di Schiavonia e a tutti i pazienti dell'ospedale: tutti sono riusultati negativi, spiega Zaia. L'assessore Lanzarin: "Il reparto di infettivologia è sotto pressione, cerchiamo personale dalle altre Ulss in supporto a padova". 

"Ci sono situazioni epidemiologiche differenti. - spiega Russo -, emerso il custler nella comunità di Vo' ove è stabilita la precauzione di evitare tutti i contatti pubblici, diversa a Mira dove un solo caso clinico di chi si stanno facendo le indagini. La definizione dei quadri epidiomologici è in continua definizione. Stiamo ancora cercando di capire la fonte di esposizione, il caso indice, sia il come modulare le osservazioni che diamo".

In tutti i punti pubblici veranno messa a disposizione le soluzioni alcoliche per pulizia della mani, l'azienda zero del Veneto ha fatto un ordine straordinario di approvigionamento, lo stesso dicasi per i test diagnostici, i tamponi e altri dispositivi di protezione individuale.

I degenti dei reparti di Schiavonia dove sono passati i due casi di Vo' rimangono in ospedale per superare il periodo di quarantea. A Vo' viene allestita una postazione per fare i test offerti alla popolazione. 

"In Veneto da ieri chi ha sintomi respiratori importanti come polmoniti, febbre alta, - spiega Russo -, viene ricercato il Coronavirus".
Chi ha sintomi meno importanti rimane a casa, quindi non va al Pronto Soccorso, chiama il medico di base per la valutazione con triage telefonico, sarà il 118 nel caso ad operare i trasferimenti.

"Abbiamo chiesto la reperibilità dei medici di base in tutto il Veneto per questo week end" spiega Zaia. 
"Abbiamo bisogno di una gestione perfetta perché la mole di richieste potrebbe essere tale per cui vanno in tilt gli ospedali, quindi voglio tranquillizzare i cittadini perché c'è un protocollo da applicare. Ci sono 54mila persone che stanno lavorando, tutti i dipendenti ospedalieri, a Roma abbiamo chiesto di mandare infettivologi all'ospedale di Padova perché presa d’assalto per il test".

Articolo di Sabato 22 Febbraio 2020

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