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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, tutte le domande e le risposte per il Polesine [VIDEO]

Coordinamento straordinario della Prefettura di Rovigo con Ulss 5, tutte le forze dell’ordine ed amministratori dei comuni.

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ROVIGO - Scuole chiuse, supermercati aperti, uffici pubblici aperti, palestre e piscine chiuse, manifestazioni ludiche di qualsiasi tipo annullate, musei chiusi, feste di carnevale cancellate come gli eventi sportivi.

Servizi sanitari aperti, case di riposo e di tipo socio sanitario attive ma con un controllo nel numero delle visite.
Messe cancellate, funerali concessi, tutto ciò che è rinviabile deve essere spostato.
Tribunale ed uffici giudiziari aperti.

Bar, ristoranti, alberghi aperti, ma non devono organizzare momenti in cui aumenti la "popolazione" abituale della struttura. Allo stesso modo le aziende. Da rinviare anche i corsi di formazione. Mercati settimanali sospesi.
Rimangono aperti i mercati per professionisti del settore, come quelli della frutta e verdura di Lusia e Rosolina e quello del pesce in quanto sono assimilati ad attività produttive, non sono assembramenti pubblici.


LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA ORDINANZA
Sostanzialmente viene raccomandata la responsabilità delle persone nel mantenere un comportamento adeguato, come le ordinanze stanno ribandendo.
Si è tenuto in sala consigliare della Provincia di Rovigo il coordinamento straordinario organizzato dalla prefettura di Rovigo, vi hanno partecipato un centinaio di amministratori e rappresentanti delle istituzioni del Polesine. La convocazione per domenica 23 febbraio alle 19 ha visto la partecipazione dell'azienda sanitaria Ulss 5 Polesana, la Regione del Veneto, i comuni del Polesine, le Forze dell'ordine sul territorio, Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, i Vigili del fuoco, ma anche i servizi giudiziari come il Tribunale e la Procura della Repubblica, e gli ordini professionali di medici e farmacisti.


Il prefetto Maddalena De Luca conduce il confronto dopo l’apertura dei lavori del presidente della Provincia Ivan Dall’Ara. De Luca parla dell’obiettivo di dipanare perplessità e questioni. “Stiamo affrontando una questione che va gestito con massima serietà, misure drastiche che richiedono sacrifici da parte della collettività e monitoraggio da parte nostra dell’osservanza delle disposizioni”.

Antonio Compostella, direttore generale dell’Ulss 5 Polesana: “Dobbiamo evitare la confusione in questa fase. Oggi pomeriggio c’è stato un incontro con il presidente Luca Zaia, l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin e tutti i direttori generali delle Ulss nella sede protezione civile di Mestre. Ci sarà a breve l’emanazione a breve di ordinanza a firma Zaia e del ministro Speranza che blocca le attività scolastiche e aggregazioni di persone al chiuso e all’aperto, blocca tutte le attività ludico, culturali. E’ stato fatto il punto su aspetti organizzativi su dispositivi di protezione. E’ emersa la scarsa disponibilità sul mercato di oggi di questi prodotti di protezione realizzati in Cina, la Regione oltre le proprie scorte sta acquisendo tutto l’acquisibile. Anticipo che valuteremo nell’ambito di quanto possibile di dare un aiuto per quanto riguarda questi dispositivi a medici di base, palestre, farmacie ecc.

La situazione nel Veneto ad oggi. Possiamo già distinguere due fasi: il prima di Schiavonia e il dopo Schiavonia. Il prima: si faceva attenzione a chi arrivava dalla Cina, fase gestita a livello polesano con attenzione, 40 casi gestiti bene. Da venerdì è  iniziata la seconda fase con pazienti ricoverati all’ospedale di Schiavonia la cui evoluzione è stata rapidissima e che voi conoscete. Individuato il focolaio di Vo’ euganeo, l’ospedale di Schiavonia è chiuso, a parte la dialisi. La cosa ha ricadute su di noi dell’Ulss 5 perché le persone di quel bacino graviteranno tra Legnago e il nostro. Per quanto riguarda le indicazioni di carattere generale del nostro territorio, tutti i pazienti di Schiavonia rimangono rivocertaui, fanno tampone e vengono dimessi dall’ospedale altrimenti rimangono per i 14 giorni della quarantena. Autorizzati ai test ospedale di Padova.i 3.500 residenti di Vo’ stanno facendo il tampone. I lavoratori polesani all’ospedale di Schiavonia seguono iter dei dipendenti dell’ospedale, ovvero fanno il test. 25 tamponi positivi in Veneto di cui 13 pazienti asintomatici seguiti a domicilio. Nessun caso che riguarda il Polesine tra i 25 positivi ad oggi.

Nella situazione Polesana noi stiamo osservando che presentano il criterio epidemiologico ovvero essere passati per Schiavonia nei giorni in cui erano presenti i due pazienti e nei reparti in cui sono transitati i due pazienti, oppure persone che sono passate per Vo’, e poi criterio clinico ovvero una sintomatologia di tipo respiratorio febbre e compromissioni respiratorio. Attenzionato in tutto 6 persone, da ieri e oggi, per tre il test è già negativo, di altre tre persone avremo il responso tra questa notte e domattina e ci auguriamo sia negativo. Sono ricoverati in malattie infettive a Rovigo. Queste sei situazioni osservate sono tutte riconducibili a Schiavonia.

Nessuna di queste situazioni osservate fa pensare ad un possibile, sospetto focolaio polesano. È importante questo. I protocolli sono quelli definiti a livello ministeriale e regionale, il nostro aziendale addirittura più stretto. Encomio a tutto il personale dell’Ulss 5, doppia tensione quella dell’attività fisica e psicologica e stanno rispondendo in maniera davvero economiabile, dei veri professionisti. Possibili evoluzioni? Siamo preparati anche dal punto di visto organizzativo. Tutto quello che deve essere messo in atto per accertare ed intervenire è stato predisposto. Oltre all’area malattie infettive, abbiamo predisposto delle aree in ospedale per eventuali osservazioni. Le attività sanitarie dell’ospedale e delle strutture sul territorio continueranno regolarmente, centri diurni compresi. Nell’ordinanza che sarà emanata c’è indicazione che negli ospedali e nelle case di riposo le visite vengano ridotte al minimo indispensabile, non più di una persona al giorno”.

Franco Vitale, presidente della conferenza dei sindaci del Polesine: “Ci è richiesto come comportarsi. Chiediamo che nei supermercati, negli uffici, ci sia la possibilità di mettere a disposizione gli ausili perché non si crei il panico”.

Angelo Risi, presidente del tribunale di Rovigo: “Il ministero di Giustizia non ha dato disposizioni per interruzioni dell’attività giudiziaria. La sollecitazione che ci è arrivata è l’intensificazione della pulizia e di mettere a disposizione i presidi di protezione. Proprio in questi giorni stiamo ristrutturando i bagni. Chiedo che il tribunale sia attrezzato in velocità dei dispositivi”.
Il questore Raffaele Cavallo: “Siamo pronti per intervenire in caso di emergenza, sarà una valutazione che si fa nel momento e in continuo costante evoluzione. Prendiamo atto degli esiti delle analisi che sono fatte e siamo pronti per qualsiasi provvedimento anche drastico per assicurare la massima efficienza delle misure anche riferite all’ordine e alla sicurezza”.

Edoardo Gaffeo, sindaco di Rovigo: “E’ opportuno mantenere la calma e di fare comunicazioni solo ufficiali, siamo pronti per affrontare ogni tipo di emergenza, ogni attività di tipo ordinaria va gestita con la calma”.

Daniele Panella, sindaco di Bosaro, chiede informazioni sulle case di riposo. “Cosa facciamo se succede qualche contagio in queste strutture? Abbiamo bisogno di garanzie di protocollo non solo per gli anziani ma anche per il personale”.

Francesco Noce, presidente dell’ordine dei medici: “E’ un virus molto contagioso con mortalità del 2%, ma anche del 35% sugli anziani con patologie pregresse. Come Ordine dei medici abbiamo dato linee guide per i medici delle case di riposo”.

“Coordinamento forte è molto importante - interviene Cristiano Corazzari, assessore regionale - è importante una corretta comunicazione ai cittadini, in questi momenti i cittadini sono alla ricerca di informazioni chiare e autorevoli. Una cosa che chiedo a tutti i sindaci ed operatori responsabile è quella di divulgare correttamente le notizie che in questa sede stiamo dando”.

Lucio Taschin, presidente del Coni Rovigo, chiede lumi per i comportamenti che le società sportive devono tenere.
Angela Zambelli, sindaco di Crespino, sollecita l’arrivo di mascherine e dispositivi di protezione, oltre ad un tavolo tra operatori e responsabili delle case di riposo.
Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle: “Chiudiamo le scuole fino a quando? E i mercati settimanali? Il trasporto degli anziani che avviene attraverso dei volontari? I dipendenti comunali? I medici di base e i farmacisti? Cosa dobbiamo dire a tutti che operano in questi settori?”.
Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta: “L’ordinanza è chiara, ci dice cosa si può fare e cosa no. Il mercatino della frazione? I dipendenti comunali?”.

Il prefetto De Luca a questo punto legge l’ordinanza appena arrivata e firmata dal ministro alla sanità Roberto Speranza e del presidente della Regione Luca Zaia, “misure di contrasto di diffusione del virus”.

Francesca Zeggio, assessore di Lendinara, chiede indicazioni sull’apertura dei Ceod e sull’uso delle mascherine.

“Ristoranti, bar e centri commerciali? - chiede un sindaco - come si devono comportare?”. “Non sono indicati in modo specifico - risponde il Prefetto - però si possono citare nelle raccomandazioni alla cittadinanza”.
Luisa Beltrame, sindaco di Ariano Polesine: “Centro sollievo che si fa? Prendiamo una decisione unanime sui mercati”. Vinicio Piasentini, sindaco di San Martino di Venezze: “La Prefettura ci dia le indicazioni precise. Dobbiamo fare ordinanze? Come dobbiamo uscire come comuni?”.
“Chiarezza sulla parte attuativa dell’ordinanza - chiede il sindaco di Canaro Nicola Garbellini - uniformiamoci”.
Il sindaco di Guarda: “Vorrei che ci fosse un monitoraggio dei cinesi in arrivo sul territorio, come si muovono. La Regione Veneto ha tolto la certificazione sanitaria nel momento in cui gli studenti rientrano a scuola, non posso essere responsabile come insegnante o sindaco di questo”.

Gianmichele Gambato, referente provinciale di Confindustria: “Aziende con dipendenti numerosi, ci chiedono come comportarsi, sia nei rapporti contrattuali con l’estero sia nel tipo di produzione, tipo quella che produce farmaci antibiotici. Come non mettere a repentaglio l’intera attività dell’azienda?”.
“Una famiglia è ritornata il 2 febbraio da Shangai - interviene il sindaco di Costa di Rovigo, Gianpietro Rizzatello - non sappiamo se hanno avuto un riscontro sanitario. Come ci dobbiamo comportare?”.
Aldo D'Achille, sindaco di San Bellino: “Ordinanza già efficace nel momento in cui ci arriverà dalla Prefettura. I tamponi non possono essere richiesti? Se fosse possibile potremmo liberare delle aree del territorio”.


Compostella risponde per la parte sanitaria: “Uffici pubblici? In tema di coronavirus l’arma è la prevenzione e il contenimento, quindi la prevenzione si attua mettendo in campo determinate azioni definite nei protocolli. Il tampone non possiamo fare tutto dappertutto. Uso mascherine? Solo se si sospetta di essere malati o se si assiste un malato. Non ha senso che gli operatori uffici pubblici la usino, non ha funzione di prevenzione dell’operatore stesso. Le attività socio sanitarie proseguono. Per la popolazione non vi sono indicazioni di chiusura di uffici pubblici. Tutto ciò che è ludico e non prioritario va chiuso. Lo stesso dicasi per il trasporto di anziani. Dobbiamo in questa fase essere attenti alle precauzioni indicate. Uffici pubblici e imprese vanno avanti, sono in isolamento volontario chi rientra nei casi di contatto delle due situazioni epidemiologiche: ovvero Vo’ Euganeo o i reparti di Schiavonia su cui hanno transitato i due primi ammalati di Coronavirus. Se c’è chi arriva dalla Cina avvertiteci, dobbiamo continuare a monitorare la quarantena dei 14 giorni. L’attività delle case di riposo è fondamentale, l’incontro ad hoc faremo volentieri in settimana, le indicazioni sono quelle generali che valgono per tutte le strutture. Il 1500 è intasato, il 118 quotidianamente sollecitato da richieste di informazioni. C’è il numero verde regionale che dà man forte sulla comunicazione corretta”.

“Le misure sono di carattere prudenziale, previdenziale, preventive - spiega il Prefetto - per evitare il diffondersi del contagio. L’obiettivo è evitare assembramenti di persone su di un territorio. Lo strumento a vostra disposizione è l’ordinanza, è  già valida dalla mezzanotte di oggi, per interrompere le manifestazioni e chiudere quei luoghi che richiamano tante persone che potrebbero permettere la diffusione del virus. Supermercati e mercati, ovvio che devono essere garantiti tutti i servizi, domattina tutti i prefetti del Veneto a Venezia, mi sento come norma di buon senso di non chiudere i supermercati. Valgono le regole di carattere generale anche per i cinesi, segnalazioni se sono tornati dalla Cina meno di 14 giorni fa, o se sono malati. Il protocollo vale per tutti. Mi preme sottolineare la collaborazione della cittadinanza, un senso civico fattivo. Da evitare luoghi aperti al pubblico e affollati. Per aziende e attività commerciali solo se si presentano casi che rientrano nei casi epidemiologici si prendono decisioni da protocollo. Le palestre saranno chiuse”.

Il provveditore chiarisce che tutte le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse e che per esempio a Vo' le lezioni continueranno con servizi di didattica a distanza, via web, una cosa che può essere presa in esame anche in Polesine.
 
Articolo di Domenica 23 Febbraio 2020

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