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EMERGENZA CORONAVIRUS

Tutti negativi i tamponi sui ricoveri da Coronavirus nell'Ulss5 polesana

I sei pazienti seguiti in ospedale ed in struttura sanitaria non sono contagiati. 36 casi in isolamento domiciliare in provincia di Rovigo rimangono in osservazione

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ROVIGO - Il direttore generle dell'Ulss5 Polesana Antonio Compostella traccia il bilancio dell'entità delle misure a contrasto della diffusione del contagio da Coronavirus in provincia di Rovigo.

Sono stati sottoposti a tampone tra le giornate di sabato e domenica 6 pazienti di cui quattro ricoverati nell'ospedale di Rovigo e due nella struttura privata Casa di cura Città di Rovigo. I risultati di laboriatorio sono, per tutti e sei, negativi.
I pazienti sono stati individuati per il loro profilo ad alto rischio dal punto di vista epidemiologico e clinico. Rimangono comunque in osservazione in struttura.

Oltre ai sei ricoveri, in isolamento precauzionale domiciliare vi sono 36 casi in provincia di Rovigo. I soggetti rimangono isolati ed in osservazione perchè segnalati dal contatto del medico di medicina generale o perchè segnalati dai singoli comuni della provincia, con indicazione della stretta osservazione per rischio epidemiologico, perchè venuti in contatto con pazienti o famigliari, o operatori della "zona rossa" sottoposta al cordone sanitario, ma, al momento, risultano tutti asintomatici.

Nel proprio intervento di domenica alla riunione di coordinamento con il territorio voluto dalla Prefettura (LEGGI ARTICOLO) il direttore Compostella ha affermato: "E' plausibile pensare che nei prossimi giorni vi sarà un aumento della casistica. Questa fase locale della situazione nazionale è solo all'inizio e le indagini approfondite che si stanno compiendo in questi giorni potranno aumentare i numeri. La situazione potenzialmente a rischio è quella che vede la coincidenza del criterio epidemiologico e della sintomatologia, e su questi casi l'attenzione sarà massima, per la popolazione è indicata una condotta di prudenza precauzionale per evitare il contagio seguendo il decalogo indicato dalla Regione Veneto, dalle Ulss e dai medici di medicina di base che vede nel lavaggio delle mani, nell'evitare i luoghi affollati e nel senso civico di comunicare il proprio eventuale malessere al medico gli aspetti più importanti".

Articolo di Lunedì 24 Febbraio 2020

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