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STORIA

Fotografie per imparare dagli errori del passato

Ad oltre 70 anni dall’occupazione jugoslava di Trieste a Castelmassa (Rovigo) un mostra fotografica che ripercorre con immagini i fatti seguiti all’armistizio italiano. L’inaugurazione è avvenuta il 22 febbraio

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CASTELMASSA (RO) - L’Amministrazione Comunale di Castelmassa, in osservanza della Legge 30 marzo 2004, n° 92 – Istituzione del “Giorno del Ricordo” – 10 febbraio, per l’anno 2020 ha organizzato una mostra fotografica, presso la Sala Consiliare del Comune dal titolo “40 giorni”, ad oltre 70 anni dall’occupazione jugoslava di Trieste.

L’esposizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con l’Arci di Rovigo, all’Archivio storico della Lega Nazionale di Trieste e all’Associazione Nazionale Combattenti e reduci Federazione di Rovigo. Trattasi di una trentina di immagini fotografiche, proprietà dell’Archivio Storico della Lega Nazionale di Trieste, che mostrano chiare immagini dei fatti seguiti all’armistizio italiano, al dissolvimento dell’ordine, alle violenze e agli infoibamenti, i cui tristi recuperi delle salme sono ampiamente documentati.

L’inaugurazione della mostra è avvenuta sabato 22 febbraio alla presenza di autorità locali e cittadini.  

Dopo i saluti del sindaco Luigi Petrella e dell’assessore alla cultura Roberta Azzolini, il presidente dell’Arci e dell’Ancr Rovigo,  professor Pietro Callegarin, ha tenuto un’interessante e documentata relazione sulle complesse vicende della “questione adriatica”, ossia sulla contesa italiana e slava, per il dominio delle terre che si affacciano sul mare Adriatico orientale, regioni dal Venezia Giulia alla Dalmazia. Le parole del sindaco Petrella “Furono massacri atroci e gravissimi, ma è ancora più grave oggi non ricordare quei fatti, perché è solo dalla storia e dagli errori fatti nel passato che possiamo imparare ad essere una società migliore”.

L’amministrazione ha optato per una mostra fotografica anche per permettere ai cittadini e alle scuole locali in particolare, di recarsi in visita nei giorni più consoni. A causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 purtroppo la mostra è stata momentaneamente chiusa al pubblico.

Articolo di Martedì 25 Febbraio 2020

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