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CASO PISCINE

Il caso piscine approda in consiglio comunale con la soluzione

Gli uffici del Comune di Rovigo stanno lavorando alacremente per preparare la soluzione trovata per il "caso piscine" che attanaglia Palazzo Nodari dal 2012. Alcune anticipazione del sindaco Edoardo Gaffeo

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ROVIGO - Palazzo Nodari sta lavorando a spron battuto per portare entro il 10 marzo 2020 in consiglio comunale il voto alla soluzione per il caso piscine. L’idea è quella di proporre un concordato fallimentare, "che è un'assoluta novità, - spiega il sindaco Edoardo Gaffeo - non ci risulta che ci siano altri enti locali che si siano proposti per questo. C'è una notevole complicazione amministrativa dietro ad una operazione di questo genere, gli uffici sono al lavoro in maniera efficiente".

La cifra? "Non ve la dico - afferma alla conferenza stampa settimanale il primo cittadino - Dico che è l'operazione più conveniente, quella che rappresenta per il Comune di Rovigo la miglior soluzione possibile tra tutti gli scenari possibili. Per esempio si poteva lasciar le cose come stanno, ma sommando le quattro cause che ci sono dietro, se vi fosse soccombenza in tutte arriveremmo vicini al 18 milioni di euro, certo è uno scenario da macigno nero e in sede giudiziale il Comune avrebbe delle armi da giocare e dunque la cifra sarebbe piu bassa. Però la Corte dei conti avrebbe motivo di intervenire dal momento che l'amministrazione non avrebbe fatto nulla per ricercare una soluzione migliore". 

Dunque la soluzione proposta al consiglio comunale è quella di subentrare a Veneto nuoto, in virtù della "fatidica" clausola di surroga. "Il fallimento di Veneto Nuoto è già accertato, il concordato fallimentare è una sfida che implica tanti tasselli. Volevamo essere certi di avere un vantaggio per il Comune piuttosto che lasciare che le cose andassero come dovevano andare, per cui siamo stati costretti a ragionare nell’ambito del diritto fallimentare. Una operazione che ha meritato tutta l'attenzione degli uffici bilancio, patrimonio, sport, avvocatura civica" ha spiegato Gaffeo.
Questa soluzione prevede che la piscina continuerà ad essere operativa, nelle disponibilità dell'amministrazione comunale che si sostituerà alla società Veneto nuovo, la gestione potrà proseguire con il contratto in essere.

Ora sono in preparazione le sintesi del dossier da 1000 pagine per avere nel medesimo piano informativo tutti i consiglieri. "Sono convinto che sia una soluzione sostenibile nel lungo periodo - spiega Gaffeo -. Il 10 marzo avremo il primo step con l'approvazione della linea. Sarà poi il giudice a decidere se fare la cosiddetta omologa e andare avanti. Si stanno preparando tutti i passaggi che servono in giunta, nelle commissioni consiliari e poi il consiglio comunale".
"Questa sarà la nostra soluzione tombale per il caso piscine. Poi ci butteremo a capofitto a risolvere la questione Iras" conclude Gaffeo senza lanciare una frecciatina: "Apparirà evidente a tutti perché non siamo riusciti a risolvere questo caso in due settimane invece che in otto mesi".

Articolo di Giovedì 27 Febbraio 2020

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