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CONFARTIGIANATO POLESINE

Bruttissimo pesce d'aprile, e non è uno scherzo

“Burocrazia alle stelle, costi e rischio perdita dello sconto accise per le cisterne in attesa di autorizzazione". La denuncia di Confartigianato Polesine: Serve subito rinvio per modificare la norma, non possiamo essere equiparati ai distributori stradal

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ROVIGO -  “Scattano il primo di aprile, e non è affatto uno scherzo, i nuovi obblighi cisterne. E’ l’estensione dell’obbligo di dotarsi di licenza fiscale e tenuta dei registri di carico e scarico per i gestori di depositi minori di prodotti energetici aventi capacità superiore a 10 mc e non più superiore a 25mc e per i gestori di distributori minori con capacità globale superiore a 5mc e non più superiore a 10mc, le cosiddette cisternette aziendali.

Un allargamento della platea che penalizza tutte quelle imprese di autotrasporto che, in possesso di tali dotazioni anche da 20 anni e di colpo, vedono aumentare la burocrazia (sono richiesti molti documenti tra cui i disegni dell’impianto e l’autorizzazione di Ulss, Vigili del fuoco, Comune e Agenzia delle dogane come per i distributori stradali), i costi e rischiano di non poter più usufruire della compensazione sul credito d'imposta sulle accise per il gasolio se non dotate di licenza fiscale a partire dal primo aprile 2020. Serve subito un rinvio che permetta al Governo di modificare la norma. Non possiamo essere equiparati ai distributori stradali!”

La denuncia arriva da Giovanni Tiengo, presidente della categoria Trasporti di Confartigianato Polesine.
Tutto nasce dalla modifica al TUA di cui al D.Lgs. n.504 del 1995, contenuta nel DL n.124 del 26 Ottobre 2019, che, all’art. 5, estende l’obbligo di licenza anche ai depositi e distributori di gasolio che prima non avevano quest’obbligo. Infatti, il limite finora riconosciuto per procedere alla denuncia dei depositi viene abbassato provocando l’estensione automatica dell’obbligo. La denuncia è l’atto formale usato per dichiarare il possesso di determinate cisterne all’autorità competente, ossia l’Ufficio dell’Agenzia delle dogane.

“Rispetto alle modalità necessarie per richiedere tale licenza - spiega il presidente di Confartigianato - sarebbe opportuna una modulistica univoca a livello nazionale anche al fine di prevenire rischi derivanti da comportamenti territoriali difformi in sede di applicazione. Questa situazione – prosegue Tiengo - potrebbe impattare fortemente anche sul recupero delle accise dato che, dalla richiesta della licenza al suo rilascio potrebbero trascorre anche due mesi”.

“Serve subito un rinvio - conclude Tiengo - per dare tempo al Governo ed alla Agenzia delle dogane di trovare una soluzione condivisa e più semplice come, ad esempio, predisporre uno stampato di richiesta a cui allegare l’autorizzazione amministrativa, già in nostro possesso, nella quale sono già riportate tutte le informazioni sul deposito e il distributore. La norma attuale non va! E’ l’opposto della preannunciata “semplificazione” e al contempo penalizza ulteriormente chi già aveva ottenuto regolarmente l’autorizzazione comunale per svolgere queste attività per la quale sono necessari una serie di adempimenti burocratici. Per giunta potrebbe non essere efficace per colpire invece chi già in precedenza operava fuori dai limiti di legge”.
Articolo di Giovedì 27 Febbraio 2020

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