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LA POLEMICA

Il Circo si è fermato, ma gli animali continuano a soffrire

La Lav, Lega Anti Vivisezione, alza la voce. Il circo a Rovigo è chiuso, da giorni l’emergenza coronavirus ha bloccato gli spettacoli, ma potrebbero cominciare dalla settimana prossima

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ROVIGO - “Le ordinanze di contenimento contro il coronavirus sono riuscite a fermare anche gli spettacoli del circo che da una settimana si è attendato in zona centro commerciale La Fattoria, in un’area privata, ma non sono riuscite a fermare, purtroppo, lo stato di malessere che gli animali vivono in quell’ambiente. L’orso non è nato facendo l’equilibrista, lui non balla. Il leone e le tigri sono predatori, non sono nati per essere ammaestrati e per saltare dentro ai cerchi di fuoco. L’elefante si rotola nel fango, non è nato per stare in equilibrio su una zampa o seduto su una sedia”

Lo evidenzia con forza la Lav,  Lega Anti Vivisezione, l’associazione animalista italiana  “Queste sono solo alcune delle attività cui sono costretti gli animali all’interno dei circhi, di per sé incompatibili con la loro natura. Ormai è assodato da etologi e veterinari che gli animali esotici, anche se nati in cattività, mantengono lo stesso patrimonio genetico dei loro simili nati in natura e quindi le stesse esigenze etologiche e che quindi, nei circhi, vanno incontro a costanti disturbi psicofisici, sia quando eseguono gli spettacoli, che quando sono fermi in gabbie o recinti minuscoli per le loro esigenze che quando viaggiano da una località ad un’altra.

Neanche agli animali domestici, come cani e cavalli, è stata risparmiata l’atroce vita itinerante con addestramenti quotidiani e viaggi continui. Inoltre, proprio il circo attendato a Rovigo ha comunicato che in questi giorni è nato un puledro nel territorio comunale. Ci chiediamo se questo cucciolo sarà in grado di sopportare il prossimo viaggio, all’età di una settimana o due ma soprattutto se mamma e figlio sopporteranno le luci della ribalta e i continui schiamazzi di adulti e bambini che potranno vedere l’ennesima attrazione, come dichiarato dalla pagina facebook del circo stesso.

Violazioni che, a questo punto, tolgono pregio pure al reato di maltrattamento di animali di cui all’art. 544ter del Codice penale, che riguarda tutti gli animali, compresi quelli ristretti all’interno di circhi”.

“Non di rado, infatti, gli animali impiegati negli spettacoli circensi sono costretti a vivere in condizioni incompatibili con la loro natura, sfruttati, maltrattati, violati nei loro diritti e nelle loro libertà. È assurdo e incoerente parlare di reato di maltrattamenti di animali, se poi il maltrattamento viene concesso.

A ben vedere, è arrivato il momento di dire basta alla sofferenza; è indispensabile che anche il nostro Paese si conformi alla maggioranza dei paesi europei che hanno messo al bando l’impiego di animali nei cerchi, privilegiando l’antica arte circense, fatta di abilità, svago e arte. È un impegno che deve essere portato avanti dal Governo, ma anche dalle piccole realtà locali, affinché siano di monito e si facciano portavoce dei diritti degli animali”.

Articolo di Giovedì 27 Febbraio 2020

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