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STORIA

Un bassorilievo rimasto quasi intatto 

L'idrovora della Bonifica Adige Po a Castelmassa (Rovigo), costruita ai primi del '900 e razionalizzata nel ventennio, fornisce acqua irrigua tramite un canale di derivazione in via Argine Po

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CASTELMASSA (RO) - Nel 1927 il regime fascista accorpò d'autorità molti Comuni nel segno della semplificazione burocratica e dell'irrobustimento del tessuto socio-economico.

Nacque così, fra gli altri, il nuovo ente locale denominato Castelmassa, il matrimonio forzato e d'interesse tra Massa Superiore e Castelnovo Bariano, che raggiunse nel 1936 quasi i 10 mila abitanti, una realtà di peso in un Alto Polesine di paesi accorpati. Si pensi oggi ai 27 esistenti... Dopo il ventennio fascista e il XXV aprile 1945 Castelnovo Bariano volle tornare autonomo ma rimase il toponimo Castelmassa, quello attuale.

Ogni vestigia fascista è scomparsa da decenni, solo gli studi di Ives Bizzi, William Moretti, della Minelliana e di Padusia in particolare hanno dato contributi importanti di storia massese.

Qualcosa, però, è rimasto.
L'idrovora della Bonifica Adige Po, costruita ai primi del '900 e razionalizzata nel ventennio, fornisce acqua irrigua tramite un canale di derivazione in via Argine Po (zona S. Martino, vicino alla coclopedonale arginale), che iniziava con un edificio logistico, per poi scorrere lontano tombinato.

Prima del tetto di questa casa di bonifica campeggia ancora in buone condizioni un bassorilievo fascista in marmo effigiante l'aquila romana, di derivazione mussoliniana come il fascio littorio, l'aquila romana, il saluto romano, il fez, la camicia nera, l'orbace... Mussolini mutuò la simbologia dei fasci da Gabriele D'Annunzio, il Vate si ispirava a Roma imperiale. Poi la scenografia staraciana fu di massa dopo che Vittorio Emanuele 3° divenne pure imperatore d'Etiopia e Mussolini, per non essere da meno, primo maresciallo dell'impero.

 

 

 

Articolo di Venerdì 6 Marzo 2020

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