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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, i casi positivi in provincia di Rovigo aumentano ancora

Cinque nuovi casi di Coronavirus a Rovigo, e si attende l’esito di ben 12 tamponi eseguiti nelle ultime ore. L’Ulss 5 Polesana regge l’emergenza, si attende il picco. Hub di Trecenta già operativa

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ROVIGO - Lo aveva annunciato il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella (LEGGI ARTICOLO), i prossimi giorni saranno decisivi per sapere se le misure di contenimento, in provincia di Rovigo e in Veneto, hanno funzionato. Regione che al 14 marzo conta quasi 2.000 casi di Coronavirus accertati (oltre 120 in terapia intensiva), e nelle ultime ore sono state cinque le vittime nel Veneto (oltre 50 in totale).

Per fare chiarezza, c’è da sottolineare che il 95% dei casi accertati ha dei sintomi chiari ed evidenti, il 5% è asintomatico, ma non per questo va sottovalutato visto che può contagiare i soggetti con cui viene a contatto.

Rovigo non è ha un focolaio, e come è accaduto nei casi precedenti, la trasmissione del virus è avvenuta per contatti avvenuti con persone di altre province. In totale i residenti in provincia con Coronavirus sono 23, ma si attende l’esito di altri 12 tamponi.

Siamo nel pieno dell’infezione da coronavirus anche in Polesine: “Abbiamo altre 5 positività - spiega il Direttore Generale Antonio Compostella - 4 cittadini polesani e un uomo residente in Lombardia, di passaggio nella nostra provincia. Si tratta di persone giovani e adulte, segno che il virus colpisce ogni fase della vita”.

Una ragazza nata nel 1989, residente nel medio Polesine, ma che lavorava in Alta Val Badia. La giovane donna, alla comparsa di sintomatologia è tornata in Polesine, ha contattato l’Ulss 5 Polesana, ha eseguito il tampone lo scorso 12 marzo, risultato positivo. E’ asintomatica ed è posta in quarantena domiciliare con i familiari.

Un artigiano nato nel 1976 che si è spostato in diversi paesi europei per lavoro. L’uomo, residente in basso Polesine, avvertendo sintomi, ha contattato l’Azienda Ulss5. E’ stato eseguito il tampone lo scorso 12 marzo risultato poi positivo. L’uomo è asintomatico ed è stato posto in quarantena domiciliare con i familiari

Un ragazzo del 1996, artigiano, residente in basso Polesine, ha avuto contatti con la Lombardia e l’Emilia Romagna. Lo scorso 12 marzo ha eseguito il tampone dopo aver presentato sintomi e aver contattato i servizi dell’Azienda Ulss 5. Dopo l’esito positivo del tampone, l’uomo, asintomatico, è stato posto in quarantena domiciliare con i familiari.

Un artigiano, nato nel 1959, che lavora in Emilia Romagna, ma risiede in basso Polesine, dopo comparsa di sintomatoloagia ha contattato i servizi aziendali, ha eseguito il tampone lo scorso 12 marzo, è risultato positivo ed è  posto in quarantena domiciliare come i familiari.

Un uomo, nato nel 1955, residente in Lombardia (il suo caso sarà infatti ascritto nei bollettini di quella Regione) si era recato a una cerimonia funebre in Basso Polesine lo scorso 3  marzo. L’uomo, rimasto in Polesine,  ha iniziato, dopo alcuni giorni, ad accusare sintomi, si è recato all’Ospedale di Adria dove, con un percorso protetto e dedicato, e considerate le sue gravi condizioni è stato intubato e ricoverato in Terapia Intensiva. Sabato stesso viene trasferito nella Terapia Intensiva di Trecenta dell’Ospedale San Luca, hub provinciale per i pazienti affetti da covid 19 che necessitano di assistenza ventilatoria. I parenti che lo hanno ospitato in basso Polesine sono stati posti in isolamento domiciliare e sorveglianza attiva.

“Tutti i casi sono riconducibili agli spostamenti delle persone – precisa il Direttore Generale, Antonio Compostella – a dimostrazione dell’importanza di evitare contatti, di stare a casa muovendosi solo per necessità”.

Il Direttore Generale conferma che prosegue intensa l’attività dell’Unità Operativa di Malattie infettive, dove sono curati 5 pazienti affetti da coronavirus, in condizioni stabili. “Una notizia importante è che l’Azienda Ulss 5 sta completando lo spostamento dei posti letto di Pneumologia e di Terapia Semi Intensiva respiratoria al settimo piano dell’ospedale di Rovigo. Questa nuova area permetterà ai nostri medici specialisti di curare , in due spazi contigui ma separati , le degenze ordinarie di Pneumologia e i pazienti di coronavirus che necessitano di assistenza respiratoria semintensiva, questo per migliorare l’organizzazione dell’assistenza in questa fase di epidemia da covid-19”.

Attualmente sono ben 329 i residenti in provincia di Rovigo in isolamento domiciliare e sorveglianza attiva, dal 21 febbraio sono stati 632, 17 da sabato 14 marzo termineranno la quarantena.

Dall’inizio dell’emergenza sono 185 i tamponi eseguiti dall’Ulss 5 Polesana, 150 i negativi, 12 in attesa di esito. Sono 6 i ricoverati nelle strutture ospedaliere, 17 i dimessi e posti in isolamento domiciliare.

 

Articolo di Sabato 14 Marzo 2020

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