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ROVIGO FINANZA

Mercati e nuovo Coronavirus: dall’emotività alla razionalità

La paura è una cattiva consigliera in tutti gli ambiti della nostra vita, anche nella gestione del risparmio. Ce lo spiega Paolo Rimbano, consulente finanziario

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ROVIGO - Non c’è nessun dubbio sul fatto che stiamo vivendo settimane che rimarranno nella storia e verranno ricordate nei prossimi decenni. Ricorderemo il temporaneo cambio delle nostre abitudini di vita, con le scuole chiuse e le doverose limitazioni alla circolazione delle persone, così come ricorderemo la paura e l’angoscia del dover affrontare scenari incerti e potenzialmente negativi.

Ricorderemo anche quanto sta succedendo sui mercati finanziari e sul nostro risparmio, contagiati da quella paura che nasce dall’emergenza sanitaria e si propaga all’economia e alla finanza.

In finanza c’è un indice che viene appunto chiamato “indice della paura”. Si tratta del VIX (Volatility Index del CBOE) che, semplificando, misura la variabilità attesa dagli operatori sul principale indice azionario americano, ossia l’indice S&P500. Il modo più semplice per far capire il concetto di volatilità è quello di abbinarlo al concetto di “oscillazione”. Uno strumento finanziario il cui prezzo oscilla poco ha bassa volatilità, a differenza di uno strumento finanziario il cui prezzo può oscillare molto, come tipicamente è il caso delle azioni.
Il VIX in questi giorni ha superato il valore di 80, chiudendo la settima a 57. Vi riporto di seguito un grafico storico per capire in quali altri casi i mercati finanziari hanno avuto una paura così alta.



Dal grafico potete vedere che l’indice era arrivato a questi livelli solo nell’ottobre del 2008 quando, per fronteggiare la crisi dei mutui sub-prime americani, venne varato il piano di immissione di liquidità per salvaguardare il settore bancario USA. L’11 settembre 2001, con l’attacco terroristico alle Torri Gemelle o la crisi del debito europeo del 2011 hanno innescato un livello di paura non paragonabile all’attuale.

E in effetti oggi, ad alimentare questo stato di panico, contribuiscono non solo i timori legati al Coronavirus ma anche la guerra dei prezzi sul mercato del petrolio, con il mancato accordo sui livelli di produzione tra Russia e OPEC che ha portato il prezzo del petrolio a perdere il 30% circa in una notte, e le parole della nuova Presidente della BCE Christine Lagarde che hanno avuto un tenore molto diverso dal “faremo tutto il necessario” di Mario Draghi nel 2012.
Questo mix di shock negativi ha avuto l’impatto sui mercati azionari che tutti probabilmente avete sentito: New York ha perso il 20% circa dai massimi (ma in settimana era circa a -30%), con la borsa italiana ancora più negativa a -37% (-42% in settimana).

Ora, se questi cali dei mercati azionari sicuramente penalizzano il risparmio, è anche vero che i risparmiatori italiani sono mediamente prudenti e poco propensi all’investimento azionario. Quello che al momento impatta maggiormente sul risparmio è il fatto che in questa fase di fuga dal rischio (in inglese risk-off) il panico si è allargato anche alle obbligazioni dei paesi emergenti e alle obbligazioni ad alto rendimento, ossia alle uniche classi di obbligazioni che, garantendo ancora un rendimento positivo in un mondo di tassi sotto zero, sono state inserite ed utilizzate nei portafogli e nei fondi per avere soluzioni ancora in grado di offrire rendimento. Capita così che fondi considerati prudenti abbiano perso oltre il 10% proprio perché, oltre ad una modesta quantità di azioni, hanno in portafoglio anche queste obbligazioni che hanno avuto cali anche del 20%. Sono le uniche che offrono rendimenti positivi e interessanti eppure il mercato in questo momento di panico le ha vendute, con una domanda limitata che ha portato ad un forte calo dei prezzi.

Viene da chiedersi: ma i soldi usciti dalle azioni e da queste obbligazioni, in fuga dal rischio, dove sono stati investiti? Verrebbe da dire nell’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza che da inizio anno era salito molto proprio perché considerato porto sicuro, ma dal 9 marzo anche l’oro è sceso da 1700 dollari per oncia a 1522 di venerdì (-10% circa). In realtà i soldi sono finiti sulle obbligazioni prudenti, di Stati molto solidi come USA e Germania, con rendimenti annui sui decennali scesi sotto l’1% in Usa e arrivati a -0,70% in Germania. Oppure sono rimasti in liquidità.

In questi giorni sono usciti numerosi articoli su come proteggere i propri risparmi ai tempi del Coronavirus. Tutti hanno un fondamentale comune denominatore: riaffermare il primato della razionalità sull’emotività. La paura è una cattiva consigliera in tutti gli ambiti della nostra vita, anche nella gestione del risparmio. In preda alla paura i risparmiatori rischiano di diventare vittime delle loro emozioni, vendendo e consolidando delle perdite che nel tempo potrebbero essere riassorbite con il ritorno alla normalità. E’ la storia ad insegnarci che vendendo in preda al panico si distrugge risparmio, e chi non impara dalla storia è costretto a commettere sempre gli stessi errori. E’ l’ora del buon senso, in attesa che anche i mercati finanziari ritornino alla razionalità, riportando i valori in un contesto di normalità. Fatevi assistere dal vostro consulente, che in queste fasi riveste un ruolo fondamentale, e condividete la situazione valutando se con il vostro orizzonte temporale possono esserci delle opportunità da cogliere.

Paolo Rimbano

La rubrica "RovigoFinanza" pubblicata dal quotidiano RovigoOggi.it, curata dal dott. Paolo Rimbano è una rubrica di educazione finanziaria e NON è una rubrica di consulenza finanziaria. I contenuti pubblicati dal giornale potranno fare riferimento ad analisi e dati che provengono da fonti ritenute serie, attendibili e affidabili. Non si garantisce tuttavia in alcun modo che il contenuto del sito e dei report di analisi sia esatto, completo o affidabile. In particolare, le informazioni e le opinioni vengono fornite senza alcuna garanzia. Quanto contenuto nella rubrica NON rappresenta un consiglio di investimento e NON si garantisce pertanto che se ne possa fare affidamento per effettuare un investimento. L’eventuale utilizzo dei dati e delle informazioni come supporto di scelte di operazioni di investimento personale o altre decisioni è pertanto a completo rischio del lettore utente, che si assume in proprio le responsabilità derivanti da perdite o da ogni altro danno diretto o indiretto.


 
Articolo di Domenica 15 Marzo 2020

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