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EMERGENZA SANITARIA

La provincia di Rovigo entra nel pieno del contagio da Coronavirus. 27 i positivi accertati

Il bollettino dell’Ulss 5 Polesana di domenica 15 marzo. Compostella: "richiamo alla responsabilità tutta la cittadinanza , rimanete in casa e contattate con fiducia il medico di famiglia o l’azienda Ulss 5 in caso di comparsa di sintomi”

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ROVIGO - Il piano dell'emergenza dettaglia ulteriormente cosa succede nella gestione degli ospedali nel caso si arrivasse ad una situazione di emergenza. "Il piano non entra in vigore domani - precisa Compostella - è un piano che si metterà in atto qualora si arrivasse ad una situazione di emergenza ovvero nel momento in cui i posti letti attuali venissero tutti esauriti".
Nel caso specifico di Trecenta, se entrasse in vigore il piano di emergenza, dove era già stata individuata la localizzazione della terapia intensiva per i Covid positivi, verrà  svuotata l'attività ospedaliare abituale per diventare un ospedale dedicato ai casi Covid-19.

Il bollettino di domenica 15 marzo della azienda Ulss 5 polesana annuncia 4 nuovi tamponi positivi al virus che portano così a 27 i casi di infezione da Coronavirus.

- Un uomo, nato nel 1966, residente nel medio Polesine, che, per lavoro ha operato nel Trevigiano. Nei giorni scorsi ha iniziato ad avere sintomatologia, ma si è rivolto ai servizi dell’Azienda Ulss 5 solo il giorno 13 marzo 2020, quando ha eseguito il tampone che è risultato positivo. Il paziente già dal 10 marzo scorso si era posto in auto isolamento, ma prima ha aveva avuto diversi contatti con altre persone, già individuate e poste in isolamento domiciliare. Al momento I’uomo è in quarantena domiciliare e sorveglianza attiva da parte del dipartimento di Igiene.
 “Questo caso è emblematico dal punto di vista del comportamento: lunga attesa prima di contattare le strutture sanitarie; e avere continuato i contatti sociali nonostante la presenza di sintomatologia - precisa il Direttore Generale”.

Una donna del 1970, residente in altopolesine,  che dopo aver soggiornato in una località montana era tornata, nei giorni scorsi, alla sua residenza per comparsa di sintomatologia. La donna si è subito posta in autoisolamento domiciliare, assieme alla famiglia, e il giorno 13 marzo ha contattato l’Azienda Ulss 5 ed eseguito il tampone con esito positivo. Sono stati ricostruiti i contatti avuti nei giorni precedenti alla comparsa di sintomatologia e  sono stati già posti  in isolamento i contatti di lavoro, oltre ai familiari. La signora è ricoverata in Malattie infettive in condizioni non gravi.

Una donna, nata nel 1962, residente nel medio Polesine, che lavora presso una struttura residenziale dell’altopolesine. La donna, dopo la comparsa della febbre, ha contattato le strutture sanitarie il giorno 13 marzo, ha eseguito il tampone risultato positivo. La donna è in quarantena domiciliare  assieme ai familiari; mentre tutte le persone con le quali è venuta in contatto  all’interno del centro servizi sono state poste in isolamento nella struttura stessa e saranno sottoposte a tampone in loco.

Il quarto caso, una donna, nata nel 1960, residente a Rovigo. La paziente  dopo una settimana di febbre, curata a casa, è stata ricoverata  nell’unità operativa di Pneumologia il giorno 13 marzo, dove ha eseguito il tampone risultato positivo. Sono stati individuati i contatti avuti dalla signora prima della comparsa della sintomatologia, sia nell’ambiente di lavoro che a livello di vita privata, e sono stati posti in isolamento domiciliare.

“Pur rimanendo la Provincia di Rovigo il territorio veneto con il minor numero di casi positivi, si può notare come negli ultimi giorni la casistica sia divenuta più complessa. Ribadisco pertanto l’importanza del senso di responsabilità di ognuno, che si traduce nel rispetto delle precauzioni e anche nella tempestività con la quale si contattano il proprio medico di medicina generale o l’Aulss 5 in caso di comparsa di sintomatologia -  sottolinea il direttore generale Antonio Compostella  –  risulta sempre più fondamentale, in questa fase di aumento della complessità dell’infezione da Coronavirus, il lavoro capillare del servizio di Igiene Pubblica dell’azienda Ulss 5 nell’individuare tutti i possibili contatti con i casi positivi e nel  porli in isolamento; lo dimostrano  le  359 persone  ancora poste in isolamento domiciliare; numero che è destinato a crescere.

E’ pronto intanto il Piano ospedaliero del Veneto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, preparando l’intero sistema sanitario, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e dei posti letto, all’ipotesi di maggior pressione possibile.

I posti letto totali, assommando quelli di terapia intensiva, terapia subintensiva e malattie infettive, passano da 744 a 2.985, dei quali 825 di Terapia Intensiva (a regime normale sono 494), 383 di Terapia Subintensiva Respiratoria (a regime sono 85), 1.777 di Malattie Infettive (a regime sono 165).

Questo piano preventivo di emergenza regionale scatterà qualora l’infezione da Coronavirus porti all’esaurimento di tutti i posti letto disponibili negli ospedali - spiega il direttore generale Antonio Compostella –. In questa maniera il Veneto è pronto anche a far fronte alla massima emergenza. Per quello che riguarda il Polesine, l’ospedale individuato come centro dell’emergenza Covid 19 è quello di Trecenta, che già attualmente utilizziamo per la gestione dei pazienti positivi che hanno bisogno di assistenza rianimatoria. In caso si arrivasse all’emergenza, anche tutte le altre  attività  dell’ ospedale San Luca verrebbero rimodulate per la gestione dei casi di pazienti positivi Covid 19. Siamo nella fase cruciale sia per quanto riguarda il propagarsi dell’infezione, come pure per quanto riguarda l’impegno sanitario. E’ fondamentale la collaborazione di tutti a partire dalla regolare di rimanere a casa. Alla comparsa di sintomatologia febbrile e/o respiratoria contattate il vostro medico di medicina generale o le strutture dell’Ulss 5  per il giusto indirizzo”.

 
Articolo di Domenica 15 Marzo 2020

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